Perché andare in Indonesia

Dopo anni e anni di viaggi, con l’esperienza acquisita girovagando un po’ dappertutto, sono arrivati a definire una serie di condizioni per scegliere ogni volta la destinazione di viaggio. Si tratta di un complesso di criteri molto banali, penso condivisibili, che però rappresentano ancora oggi il discrimine tra un viaggio vero e proprio e una semplice vacanza.

Un viaggio che si rispetti deve quindi rispondere a tre caratteristiche fondamentali:

  1. Deve prevedere luoghi interessanti dal punto di vista storico e archeologico. Se un paese possiede questi luoghi, allora si pone in cima alle mie preferenze in termini di scelta finale. Visitare città storiche, bellezze artistiche, complessi archeologici, monumenti religiosi è ancora oggi una delle mie passioni più durature. Questo criterio è irrinunciabile: se un luogo non possiede le caratteristiche appena elencate, allora lo scarto in partenza.
  2. Il luogo scelto deve avere una natura incontaminata, possibilmente tropicale. Per questo motivo ho scelto l’Asia come meta privilegiata di tanti viaggi. Se il viaggio può includere anche un tour in una foresta, o sulle rive di un lago isolato, o una (moderata) ascesa su una montagna, o un trekking tra risaie e bambu, allora sono felice.
  3. Se c’è la possibilità di fare un po’ di mare, è meglio! Ultima condizione, comprensibile in un uomo provenienta dal sud del Mediterraneo: il mare. E’ innegabile che un paio di giorni passati su una spiaggia tropicale, davanti a un mare cristallino e caldo, all’ombra di palme e alberi di mango, coccolati e viziati da decine e decine di ristorantini, bar ed esercizi vari, siano uno dei piaceri della vita che è bene togliersi quando ne hai l’opportunità. Un piacere che condiziona sempre qualsiasi scelta sulla destinazione di viaggio.

Inutile dire che mia moglie è pienamente d’accordo con questa impostazione.

Storia, natura e mare: ecco l’Indonesia

Stando le premesse appena elencate, è facile capire perché è il caso di andare in Indonesia.

La terra dei vulcani, per un viaggiatore “seriale” come mi reputo, rappresenta probabilmente l’ultima frontiera dei viaggi possibili, il limite ultimo ai propri sogni di avventura. E possiede tutte e tre le caratteristiche appena viste:

  1. Storia, arte, religione e archeologia. I templi e le aree archeologiche si sprecano: Borobudur e Pambanam, a Giava, sono due siti patrimonio dell’Unesco che bisogna vedere a tutti i costi. I templi indu di Bali, a loro volta, sono davvero interessanti e rappresentano una valida alternativa a qualche giornata passata ad annoiarsi a mare.
  2. Natura. Qui l’elenco potrebbe essere infinito. Risaie, foreste pluviali, vulcani dai paesaggi mozzafiato, spiagge incontaminate… Potrei continuare all’infinito, ma sarebbe inutile. L’Indonesia è una garanzia di natura praticamente allo stato primordiale: il Borneo e le piccole isole ad Est sono dei luoghi assolutamente incantevoli e meritano una visita approfondita.
  3. Il mare, e che mare! Anche qui caschiamo bene. L’Indonesia è composta da quasi 18mila isole. Tutte bagnate da un mare fantastico, ricco di fauna e flora impareggiabili. La scelta è praticamente infinita: si può balneare sulle spiagge di Bali e Lombok, le più rinomate, o scegliere le più remote località di mare di Sulawesi e Flores.

Insomma, l’Indonesia è la meta ideale sotto tutti i punti di vista. Esattamente la sfida ideale che prima o poi bisogna affrontare per dare un senso alla propria dignità di viaggiatore. Magari senza strafare, come abbiamo fatto noi, che ci siamo limitati alle località più interessanti e conosciute, anche le più battute dal turismo di massa; ma affrontate comunque con il rispetto e la curiosità di sempre.

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