I delfini di Lovina, una escursione che lascia il segno

Prima o poi l’idea di andare a vedere i delfini (o le balene) comincerà a sfiorarvi la mente. Inizierà con una serie di suggestioni puramente visive: il vostro sguardo verrà catturato da un manifesto con la scritta “Lovina”; oppure scorgerete un depliant nella hall dell’albergo in cui due cetacei saltano allegramente sulle onde; o ancora verrete avvicinati da qualche procacciatore di tour che vi illustrerà nei minimi particolari le attrattive di una escursione mattutina in pieno oceano…

Insomma, qualsiasi sia l’occasione, prima o poi desidererete ardentemente avere un incontro ravvicinato con i delfini di Lovina. E’ quindi è il caso di descrivere in che consiste questa escursione, così decantata dalle guide di viaggio da indurre i turisti ad affrontare quella che si rivela ben presto una vera e propria avventura.

Innanzitutto, la location è Lovina, un piccolo villaggio semi-turistico del nord di Bali affacciato su una ampia baia sabbiosa. Un luogo peraltro davvero molto tranquillo, almeno a prima vista, provvisto di un numero sufficiente di locali, ristoranti, alberghi, attrazioni varie da soddisfare ogni esigenza. Ma la caratteristica principale di Lovina è la funzione che riveste in questa parte dell’isola. Essa è, infatti, il luogo da cui partono le escursioni in barca per il mare aperto allo scopo di avvistare i suoi famosi delfini. Un’attività che nel corso degli ultimi anni è divenuta la prima fonte di guadagno della località, tanto da piegare alle sue esigenze alcune attività commerciali come la ristorazione.

In che consiste l’escursione? In teoria, il momento migliore per avvistare i cetacei è all’alba, quando il cielo si tinge di tutte le sfumature del rosa e il mare è calmo. A parte la ragione “scenica”, il vero motivo sta nel fatto che i cetacei si avvicinano alle coste la mattina presto per cibarsi; appena il sole è alto in cielo tornano al largo. Quindi bisogna incrociarli al momento opportuno, altrimenti è tutto tempo (e denaro) sprecato. Il problema è che per arrivare a Lovina alle cinque – quando è prevista la partenza – occorre alzarsi molto prima, e più si è distanti dalla località più è terrificante l’alzataccia a cui ci sottoponiamo. Per dare un’idea, noi alloggiavamo a Ubud e ci siamo dovuto trovare all’apputamento con il nostro autista alle tre del mattino!

Inizio dell’escursione all’alba

Una volta giunti a destinazione bisogna scegliere la barca. E qui inizia una feroce contrattazione nella quale i turisti sono decisamente la parte destinata a sottomettersi. Rispetto a qualsiasi altra negoziazione, infatti, i margini per trattare per chi si è alzato alle tre e si è fatto 150 chilometri sballottato rudemente ad ogni curva della strada, sono molto ridotti, lo assicuro; specie se il tempo stringe, il sole inizia a fare capolino all’orizzonte e il comandante non si schioda dal prezzo proposto. Sei quasi costretto a soccombere, insomma, perché quei maledetti delfini a questo punto li devi vedere ad ogni costo. E quindi paghi.

L’imbarcazione su cui si svolgerà l’escursione è una specie di lancia lunga e stretta con due bilancieri ai lati e una tettoia. Ci si siede in quattro uno dietro all’altro. Una posizione che se da un lato offre l’opportunità di avere libera la visuale a destra e sinistra, dall’altro ci espone maggiormente agli schizzi d’acqua. La raccomandazione è quindi di prestare la massima attenzione agli obiettivi dei vostri dispositivi tecnologici nascondendoli dentro delle borse e tirandoli fuori solo quando la barca rallenta.

Se il tempo è clemente, come è successo a noi, e il mare si mantiene liscio come l’olio, la traversata può essere davvero molto appagante. Andare per mare su un trabiccolo come quello è molto eccitante, sopratutto quando prende velocità. Ma è ovviamente l’avvistamento dei delfini il momento più emozionante di tutta l’avventura. Per chi li ha già visti in altre parti del mondo forse non si tratterà dell’avvistamento più interessante della propria vita. So per certo che in certe zone delle Hawaii, o del Messico, i delfini sono così socievoli che vengono a nuotare intorno alle barche e si fanno fotografare più volentieri.

Un assembramento di barche al largo di Lovina

A Lovina, invece, la cosa si svolge in maniera un tantino diversa. I delfini, infatti, non sembrano molto felici di incrociare queste lunghe barche a motore che probabilmente li disturbano nel momento meno opportuno, cioè quando si nutrono. E quindi è naturale che si facciano vedere il meno possibile. Ma chi ha pagato profumatamente per vederli, e possibilmente fotografarli, non può semplicemente vederseli passare accanto e sparire nel profondo del mare. E quindi inizia una caccia spietata al prossimo avvistamento in cui tutte le barche iniziano a correre dove emerge una pinna o si intravede uno sbuffo; quando i delfini spariscono le barche rallentano e si disperdono, ma solo momentaneamente, perché non appena un comandante scorge un nuovo gruppo di cetacei, ecco che tutti si fiondano sul posto e circondano l’area incriminata.

Questo corri e rallenta continuo prosegue per tutta la mattina fino a quando sono gli stessi turisti che ne hanno abbastanza e implorano il proprio comandante di riportarli sulla terra ferma. Cosa che loro adempiono immediatamente e con il massimo della soddisfazione. Perché all’arrivo, quando si scende un po’ frastornati e si va a fare la colazione nel più vicino ristorante della spiaggia, ci si accorge che un’altra serie di turisti sono pronti ad imbarcarsi… E allora ci si chiede: ma non era all’alba che i delfini si facevano vedere?

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