Mercati e centri commerciali a Bangkok

Bangkok è a tutti gli effetti un enorme mercato. La varietà di esercizi commerciali è pressoché infinita: negozi tradizionali, botteghe, chioschetti, bancarelle, centri commerciali, mercati veri e propri, sia su terraferma che sull’acqua. Ciò implica che dovunque ti giri c’è un oggetto in vendita.

Interi quartieri, in effetti, sono delle enormi attività commerciali a cielo aperto. Ad esempio Chinatown. Qui vige ancora l’antica suddivisione delle vie per categoria merceologica. Ogni strada, piccola o grande che sia, è dedicata alla vendita pressoché esclusiva di un solo bene (e allegato servizio, se c’è). Tanto per dare un’idea, se volessimo acquistare un wok dovremmo recarci nella strada appositamente dedicata al commercio delle pentole. Qui troveremmo decine e decine di attività commerciali, dalla minuscola bancarella al negozio su più piani, che offrono esclusivamente pentole – ovviamente declinate in centinaia di forme, dimensioni, funzionalità diverse.

Il vero dilemma è quindi come barcamenarsi in questo dedalo di vie e viuzze in cui ferve un’attività frenetica e convulsa. Non è semplice, infatti, trovare ciò che si cerca in un luogo così vasto e caotico. Non esistono ovviamente indicazioni, cartelli informativi o quant’altro. Bisogna tuffarsi nel marasma e sperare, prima o poi, di imboccare la via giusta…

Una strada tipica di Bangkok

Il mercato da strada, quindi, è la tipologia più diffusa a Bangkok. La sua caratteristica comune – che ci si trovi a Chinatown piuttosto che a Patpong è lo stesso – è che si appropria di ogni spazio disponibile, anche a scapito della circolazione di auto e pedoni. Ogni centimetro quadrato viene occupato – non si sa quanto abusivamente – da carretti, tavolini, tappeti stesi per terra e palchetti più o meno grandi, su cui vengono disposte quantità inimmaginabili di merce di ogni tipo.

La prima struttura urbana a farne le spese è ovviamente il marciapiede. Che viene letteralmente fagogitato da tutte le attività appena descritte. Molte strade di Bangkok sono talmente affollate che lo spazio disponibile per passeggiare è ridotto al minimo. Tantè che molti turisti, spesso, preferiscono camminare sulla ben più pericolosa strada che avventurarsi all’interno di questo tunnel stretto e affollato all’inverosimile. Ma si potrebbe obiettare che per passeggiare c’è il lungofiume o i grandi viali centrali di Bangkok… Qui si viene a comprare e vendere, non a fare due passi!

A Chinatown, quartiere più antico e popoloso di altri, introdursi all’interno di questi asfittici corridoi può trasformarsi in un vero e proprio trauma, sia psichico che fisico. Risulta quasi impossibile, infatti, fare tre passi uno dietro all’altro senza dover beccare una gomitata, un pestone, una spinta occasionale. A ciò si aggiunge il pericolo di essere travolti e trascinati via dal flusso di persone che, in alcuni punti, è talmente forte da non lasciarti scampo. In questo caso occorre trovare un posto dove “ancorarsi”, lasciar passare la massa e aspettare il momento ideale per rigettarsi nella corrente con maggiori possibilità di uscirne fuori.

La situazione più irritante è costituita dai frequenti assembramenti o capannelli spontanei che si formano davanti a qualche bancarella. Una merce particolarmente richiesta, o a buon mercato, può attirare così tante persone da intasare completamente la circolazione. Ci si trova quindi in fila, stretti e sudati, a passo di lumaca, molte decine di metri prima del blocco e senza sapere neppure perché. Consiglio in questo caso di non perdere la pazienza e procedere quanto prima verso una delle (poche) uscite laterali sulla strada. Solo in tal modo è possibile saltare l’assembramento e riprendere il cammino.

Se il mercato da strada può sembrare una specie di prova del fuoco alla quale bisogna sottoporsi per assaporare al meglio i ritmi e le abitudini di questa metropoli asiatica, il centro commerciale non è da meno. Bangkok è una delle città con maggiore concentrazione di centri commerciali al mondo. Ce n’è per tutti i gusti e le tasche. Da quelli più “popolari”, che vendono merci locali o contraffatte, ai grandi centri dedicati esclusivamente ai brand prestigiosi, dove i prodotti sono venduti più o meno allo stesso prezzo di Roma o New York. Anche qui, insomma, come per la strada, si può trovare qualsiasi cosa si desideri in versioni così variegate e alternative da far girare la testa.

I più famosi sono l’MBK, dove si trova quasi esclusivamene merce thailandese a basso costo, e il Central World, il più grande in città, a cui si riferisce la foto di copertina di questo articolo. Per molti versi è questo il centro commerciale che i turisti prediligono: è enorme (attenzione a non perdersi, perché è davvero facile), ogni piano è dedicato ad una categoria mercelogica (il settore tecnologia vale una visita approfondita), il suo food corner è tra i più vasti e completi al mondo. Ed è proprio questa la caratteristica vincente di un centro commerciale. L’offerta di ristorazione è praticamente infinita. I ristorantini, spesso molto eleganti e raffinati, offrono qualsiasi tipo di cibo da qualsiasi parte del mondo provenga. Il tutto a prezzi davvero concorrenziali. Qui anche un pasto completo giapponese a base di sushi e tempura può costare meno di 10 euro!

Di contro, i centri commerciali di Bangkok hanno la spiacevole abitudine di tenere molto bassa la temperatura dell’aria condizionata. Passare dal caldo soffocante e umido dell’esterno al freddo quasi glaciale dell’interno è una esperienza che lascia il segno. E può condizionare negativamente il proseguo della vancanza. E’ facile infatti prendersi un bel mal di gola, o peggio un torcicollo micidiale, proprio a causa di questi sbalzi di temperatura. Consiglio quindi di portarsi sempre dietro una felpa con cappuccio. Una volta che l’indosserete i locali vi guarderanno con sarcarmo, visto che loro sembrano essere immuni a tali disagi, ma voi tirate dritto e non curatevi dei loro sguardi divertiti. La salute prima di tutto…

 

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