Vivere in barca sul lago Inle

Sul lago Inle quasi tutto si fa sull’acqua. La barca è il mezzo essenziale e viene utilizzata per le masioni più disparate: coltivare i campi (galleggianti), scambiare merci, trasportare cose e persone, pescare. Senza di essa la vita sarebbe impossibile. E’ quindi necessario, quasi imprescindibile, saperla governare a puntino.  Questa abilità si impara prestissimo, praticamente dall’adoloscenza.

Durate i nostri frequenti attraversamenti del lago non ho potuto fare a meno di notare la grande abilità degli autoctoni nel condurre le loro tipiche imbarcazioni. Che sono tutte simili, naturalmente, con qualche differeza a seconda dell’uso, del censo di chi la possiede, dell’età. Le più diffuse, com’è naturale, sono quelle molto semplici, piccole, caratterizzate da un fondo piatto e da estremità rialzate, specie la poppa. Sembrano essere le “utilitarie” del lago e si vedono spesso condotte da donne anche molto anziane o da bambini. Il che non significa che siano facili da governare.

Una bambina conduce una barca all'interno di un canale piuttosto trafficato
Una bambina conduce una barca all’interno di un canale piuttosto trafficato

La loro caratteristica fondamentale è che per assicurare un minimo di equilibrio bisogna posizionare il peso maggiore a poppa. Da qui, come si vede dalla foto, sembra essere più facile condurre la barca, a prescindere da quanto sia lunga o larga. I bordi bassi e spianati, peraltro, se da un lato rendono più comodo l’accomodamento, dall’altro risultano pericolosamente prossimi al pelo dell’acqua. Ciò significa che l’imbarcazione è soggetta ad imbarcare acqua piuttosto frequentemente. E implica, di conseguenza, che qualcuno, all’iterno di essa, debba ogni tanto mettere mano ad un secchiello o a una bottiglia di plastica tagliata a metà, per raccoglierla dal fondo e rigettarla fuori.

L'occupazione principale di chi sta in mezzo: raccogliere l'acqua che entra nella barca!
L’occupazione principale di chi sta in mezzo: raccogliere l’acqua che entra nella barca!

La costruzione di questi piccoli miracoli dell’ingegno umano avviene in cantieri appositi. Ne ho visitato uno e la persona che ci ha fatto da guida ci illustrava il suo lavoro con compiacimento e orgoglio. D’altronde, si tratta di una attività che ancora oggi, malgrado tutto, continua a rendere. Le imbarcazioni più grandi, destinate al trasporto di molte persone, rispettano maggiormente i canoni seguiti anche da noi. Queste barche infatti mostrano una prua ad angolo, più simile a quelle delle nostre barche, e una poppa tagliata, destinata quindi ad ospitare un motore. Ma la maggior parte sono del tipo tradizionale, con fondo piatto ed estremità allargate e molto rialzate.

Un cantiere di barche in costruzione presso il lago Inle
Un cantiere di barche in costruzione presso il lago Inle

Sono le più diffuse e quindi quelle di maggiore successo. Perché quindi cambiare un modello che funziona benissimo ancora oggi? Mi verrebbe da pensare per la maggiore flessibilità delle imbarcazioni moderne. Purtroppo una barca moderna, in vetroresina, in Myanmar costa un patrimonio: pochissimi se la possono permettere. E poi, forse, non sarebbe utile, con la sua chiglia a punta e i bordi rialzati. Ad ogni modo, è evidente che è la tradizione il fattore che fa pendere la scelta verso le barche locali. Abbandonare un mezzo che è stato usato da tuo padre, da tuo nonno e da tutti i tuoi antenati, in effetti sembra quasi un tradimento.

Ma forse c’è un’altra ragione, più sottile e più importante di tutte. Vivere in barca sul lago Inle, come fanno i suoi abitanti, sarebbe forse impossibile se non si continuasse ad utilizzare questo tipo di imbarcazioni. Ormai tutti sanno come condurle, dove disporsi, come remare, ecc.. Al suo interno gli spazi sono esattamente quelli necessari alle proprie esigenze, non un centrimetro in più o in meno. Si sa dove collocare i bambini quando si vanno a prendere da scuola; oppure dove sistemare le merci quando si va al mercato. O anche come mangiarci e dormirci dentro, all’occorrenza…

La stessa forma di questa barca, inoltre, favorisce la socialità: non è raro vedere le persone che dialogano amabilmente tra di loro tenendo le rispettive imbarcazioni affiancate. La chiglia bassa, infine, rende più agevole il passaggio dall’una all’altra. Attività molto diffusa, sopratutto al mercato, quando i mezzi sono centinaia e devono “parcheggiarsi” obbligatoriamente uno appresso all’altro.

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