Il baht thailandese, dove e quando comprarlo

E’ innegabile che il baht thailandese sia divenuta oggi una delle monete più forti e stabili del sud est asiatico. La sua solidità è ormai proverbiale, tanto che i turisti che vanno più volte in Thailandia la possono conservare per l’anno prossimo, certi che verrà accettata sempre e comunque. Cosa che non si può dire certo di altre valute dell’area, che perdono valore ogni giorno che passa e si riducono presto a carta straccia (vedi articolo sul Myanmar).

La stabilità sostanziale del baht rispetto all’euro

Come si vede dall’immagine tratta dalla pagina di xe.com, negli ultimi due anni il baht ha mantenuto un invidiabile equilibrio rispetto all’Euro, oscillando in modo meno drastico rispetto agli anni passati. Segnale questo di una economia in salute e di scambi commerciali robusti. Potremmo dire che, dopo lo Yen e lo Yuan cinese, il Baht è ormai una delle monete di riferimento in Asia. Il baht thailandese è talmente ben accetto che è praticamente impossibile vedere in giro beni e servizi i cui prezzi sono espressi in dollari o in euro – come avviene in altre parti del mondo. Qui si paga in baht e basta, non esiste altro.

Una moneta così in buona salute è anche facile da commerciare. In Italia, con il dovuto preavviso, è possibile addirittura acquistarne dalle banche. Peccato che i costi di transazione sono, come al solito da noi, quasi proibitivi. Il primo consiglio è quindi di provvedere direttamente in Thailandia. Una volta atterrati, verrete sorpresi da quanti uffici di cambiavalute ci siano solo nell’area del ritiro bagagli. Non c’è molto da scegliere, però, visto che praticano tutti prezzi da cartello. Ad ogni modo, i cambi sono onesti e la ricevuta assicurata; quindi se avete bisogno di riempire il portafoglio, allora approfittatene pure.

I cambiavalute sono presenti in ogni angolo del paese. A volte sono uffici promiscui, dove si svolgono un’infinità di servizi diversi. Qui in genere praticano il cambio più vantaggioso ed è possibile risparmiare qualcosa, ma potrebbero non emettere alcuna ricevuta. Al tempo del mio primo viaggio, nel 2005, bisognava stare attenti a quale valuta cambiare. In alcuni posti, specialmente quelli più rurali e distanti dalla civiltà, il dollaro era ancora di gran lunga il denaro preferito ed era impossibile – allora – cambiare gli euro.

Le banche applicano tasse decisamente alte. Evitatele. Per il resto, la carta di credito viene accettata dappertutto, quindi se non avete la stretta necessità di portarvi appresso delle bancanote, usatela senza timore. Le truffe, negli ultimi anni, sono diminuite drasticamente.

I bancomat spuntano in ogni angolo delle città, dei paesi, delle campagne, delle foreste come funghi. Esistono di tutti i tipi: quelli classici accanto o dentro una banca; le cabine tipo telefoniche, di compagnie diverse, che sorgono una appresso all’altra senza soluzione di continuità; la macchinetta da negozio… Sembra che i thailandesi non facciano altro che prelevare denaro, in qualsiasi ora del giorno. E guardando agli importi, non sorprende questo continuo ricorso al bancomat.

Ma quanto si può prelevare, per noi stranieri? Tenendo presente che la commissione fissa per ogni prelievo varia tra i 100 e i 200 baht (2,60 – 5,20€), la quantità massima prelevabile va da 10.000 a 20.000 baht (260 – 520€), ma il secondo importo è quasi introvabile, viene offerto solo dalle banche più grandi. Prelevare con la carta di credito equivale a un suicidio: le banche thailandesi praticano una commissione fissa del 5% su qualsiasi importo!

Ultima notazione. Nel 2013, dopo il primo prelievo effettuato a Bangkok, la mia banca mi bloccò improvvisamente il bancomat. Me ne accorsi solo quando ero già in Laos e da Vientiane, in un pomeriggio in cui fuori si era scatenato il finimondo, iniziai una lunga litigata via Skype per riportare in vita la tessera. Quando tornai mi spiegarono cosa era successo. La Thailandia, in passato, è stata terra di truffe di ogni tipo ai danni dei turisti. Un prelievo di grossa entità metteva in funzione un sistema di alert che induceva gli impiegati ad attivare il blocco. Il mio consiglio – che corrisponde a quello che mi hanno dato in banca – è: prima di partire per la Thailandia (e qualsiasi altro paese dell’area) comunicatelo ufficialmente alla vostra banca. In questo modo loro si mettono al riparo da eventuali contestazioni e il sistema non viene più allertato. E voi, sopratutto, state tranquilli…

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