I mercati galleggianti di Colombo

Il primo approccio con la capitale dello Sri Lanka può essere traumatico. Sopratutto se si proviene dall’aeroporto internazionale, che è collocato molto al di fuori del perimetro della città. Qui vige un ordine piuttosto raro, per il luogo in cui ci si trova, che induce a credere che il resto del paese sia organizzato e tranquillo come laggiù. Niente di più sbagliato. Neppure il tempo di lasciare il casello dell’autostrada ed ecco che ci si immerge nel vero maelstrom che caratterizza Colombo: il traffico stradale.

A Colombo le strade scompaiono letteralmente alla vista. La quantità di automobili, camion, furgoncini, tuc tuc, motociclette, autobus è tale da coprire ogni centimetro quadrato di asfalto. I mezzi a due, tre e quattro ruote si appropriano di ogni spazio libero, sia pure minimo, con decisione e tracotanza, a prescindere dalle dimensioni o dalle regole di buona creanza, che evidentemente sono solo un optional da lasciare ai pedoni. La sensazione che si ha, una volta entrati nel marasma, è quella di essere lentamente accerchiati, stritolati, soffocati da mezzi che ti si accostano pericolosamente, ti sfiorano, ti tagliano la strada, che fanno di tutto, insomma, per guadagnare quel centimetro in più che permette di fregarti e lasciarti indietro.

Non è un mistero quindi che la pratica comune sia quella di cercare al pià presto un luogo in cui parcheggiare e prendere fiato. Lo fanno sopratutto i turisti, sconvolti e annichiliti dall’esperienza caotica del traffico di Colombo. Cercare un luogo relativamente tranquillo, dove finalmente mettere i piedi a terra e riprendersi, è la priorità di tutti. Cosicché i mercati galleggianti di Colombo diventano una meta quasi obbligata, uno stop salutare tra un ingorgo e un altro.

Il luogo, peraltro, è piuttosto modesto. Si tratta di un enorme vascone rettangolare, colmo di un liquido verde poco attraente e solcato da qualche pellicano spennacchiato. Su un lato sorgono le costruzioni che hanno dato a questo luogo il nome di “mercato galleggiante”, ma anche qui si tratta di una esagerazione. Niente a che vedere con i ben più famosi e pittoreschi mercati thailandesi. Qui le barche non ci sono neppure. In pratica delle piattaforme coperte sono state attraccate ad una delle banchine del lago. Queste piattaforme ospitano una parte delle mercanzie che vengono vendute ogni giorno. Il resto è smerciato più convenientemente sulla terraferma, di fronte ad esse, su blocchi di pietra e marmo disposti in file affiancate.

I mercati a fine esercizio

Quando siamo arrivati noi il mercato era già finito da un pezzo. Ciò che restava, come si vede in foto, erano le poche piattaforme vuote e gli esercizi sulla terraferma, ristoranti e negozi di chincaglierie per turisti per lo più. Non ci restava altro che mangiare qualcosa. Non per fame, ovviamene, ma al solo scopo di prolungare quel momento di pace prima di rituffarci nel traffico cittadino.

Su uno dei lati corti del vascone rettangolare sorge un grande locale che è molto frequentato dai turisti occidentali. Il motivo è piuttosto ovvio: a parte il fatto di presentarsi come un luogo vasto e tranquillo dove poter poggiare le proprie cose e rifocillarsi a piacimento, questo ristorante offre un menu fisso composto da varie pietanze: carne, pesce, curry di tutti i tipi, vegetali, riso, noodles, ecc.. Il sistema di scelta è originale: ci si presenta con un unico piatto e lo si fa riempire di tutto ciò che sia capace di contenere. Poi si va alla cassa e si pesa il piatto; in pratica si paga in base al peso: più riempi più paghi. Invece del solito “can you eat”, questo sistema potrebbe definirsi del “can you fill”…

Tale menu è molto apprezzato dai turisti perché da un lato permette di calibrare il cibo in base alle proprie esigenze; dall’altro, come quasi ovunque in Sri Lanka, costa davvero poco. Un piattone strapieno di carne, riso e vegetali non supera i 2 euro. Per non parlare delle bevande. La Coca Cola in vetro, la versione più piccola, costa in media tra i 40 e gli 80 centesimi di euro, a seconda se acquistata in un localino senza pretese o in un ristorante vero e proprio. Un aspetto che verrà confermato in tutto il resto del viaggio.

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