Yangshuo

Yangshuo, la città (forse) più bella della Cina

Un detto cinese recita pressapoco: “Il panorama di Guilin è il più bello del mondo, ma il panorama di Yangshuo è il più bello a Guilin“. Frase che indica, senza discussioni, quanto i cinesi apprezzino questo delizioso angolo della loro nazione, divenuto negli ultimi anni uno dei luoghi simbolo della Cina.

In effetti, i dintorni della cittadina sono tra i più suggestivi e celebrati al mondo. Yangshuo vanta infatti un paesaggio carsico da cartolina: colline tappezzate di vegegazione che si ergono dalle pianure come giganti; grotte meravigliose, fiumi di una trasparenza impressionante, risaie a perdita d’occhio, una vita serale gaia e vivace… Insomma, non manca niente che non giustifichi una visita, anche prolungata, in questa cittadina del Guangxi. Ma arrivarci, ahimé, è tutt’altra storia.

Una panoramica di Yangshuo, da Wikipedia

Nel 2010 il nostro viaggio in Cina non prevedeva inizialmente una tappa nel Guangxi. Dopo Pechino e Xian, infatti, l’idea era quella di raggiungere direttamente Hong Kong e terminare laggiù il nostro itinerario. Tuttavia, volendo combinare le nostre esigenze con quelle di Guido, che risiedeva in Cina da anni e aveva espresso il desiderio di visitare questa provincia autonoma, cercammo in tutti i modi di accontentarlo. Improvvisamente il nostro obiettivo primario – e un po’ egoistico – fu quello di condividere con lui e Suzhan una parte del viaggio, forse quella che ci aspettavamo più difficoltosa, in modo da poter contare su di loro in caso di contrattempi o disguidi linguistici.

Non ci volle molto, in verità, ad apprezzare la scelta. Dalle immagini che allora circolavano e da quanto raccontava la Lonely Planet, l’area che circondava Guilin valeva appieno la deviazione. I voli da Xian erano frequenti e a buon mercato, almeno allora. Restava il problema di dove alloggiare: Guilin o qualche cittadina più caratteristica e meno caotica? Decidemmo per la seconda soluzione, sebbene fin dall’inizio si rivelasse più complicata. Tra Xingping e Yangshuo, ovvero le due più famose località della zona, scegliemmo la seconda, sulla carta la più cosmopolita e la meglio attrezzata dal punto di vista turistico.

Ma Yangshuo non possiede né un aeroporto né una stazione ferroviaria. L’unico modo per raggiungerla è l’autobus. Oppure, opzione ben più costosa, una crociera di 4-6 ore sul fiume Li. Tra le due ne scegliemmo una terza: il taxi. Non so oggi, ma allora prendere un taxi dall’aeroporto di Guilin e percorrere i 65 chilometri che ci separavano da Yangshuo non era poi così costoso. I miei ricordi non sono molto chiari, lo ammetto, però di una cosa sono sicuro: al momento di scegliere come andare a Yangshuo, l’idea del taxi fu la prima ad essere presa in considerazione e se non sollevò soverchie obiezioni da parte nostra significa che era anche la soluzione più a buon mercato a disposizione.

A parte le nostre personali considerazioni, che lasciano il tempo che trovano, vediamo perché andare a Yangshuo e restarci almeno 3-4 notti.

Yangshuo è stata inserito per la prima volta nella guida della Lonely Island nel 1980. Prima, era praticamente sconosciuta in Occidente. Da allora, è diventata via via sempre più popolare tra i turisti stranieri e locali. Il paesaggio che circonda la cittadina, inoltre, è diventato celebre anche perché è stato lo scenario del film “Star Wars Episode III: Revenge of the Sith” come pianeta natale di Chewbacca, Kashyyyk. Per non parlare della sua ambientazione come livello del videogioco Doom del 1993. Uno dei suoi paesaggi più suggestivi – una veduta delle colline dal fiume Li –  appare persino sulla banconota da 20 yuan.

La bancanota da 20 Yuan con il paesaggio di Yangshuo

Yangshuo è anche la città più cosmopolita della Cina. In proporzione, infatti, vanta una delle più grandi popolazioni di cinesi di lingua inglese e di residenti stranieri di tutto il paese, arrivando a rivaleggiare con Pechino e Shanghai come hub internazionale. L’abbondanza di persone che parlano inglese e l’equilibrata miscela di influenze occidentali e orientali la rende quindi il luogo ideale per iniziare qualsiasi tour della Cina. Inoltre, esistono alcune scuole di lingua e cultura cinese che sono divenute, nel tempo, abbastanza rinomate fuori dai confini nazionali. Tanto da rendere Yangshuo oggi uno dei luoghi più idonei per imparare il cinese in loco.

Quanto al nome, “Yangshuo” deriva dalle parole cinesi “yang” (阳) e “shuo” (朔). “Yang” è il noto antagonista dello “yin” nella filosofia taoista e simboleggia positività, mascolinità e luce. “Shuo” significa “luna nuova” in cinese, quindi il suggerimento è che, notte o giorno, Yangshuo è uno dei luoghi più luminosi della terra.

La piazza principale di Yangshuo

Oltre alla ingente popolazione residente di stranieri, la città è frequentata anche da numerose minoranze etniche native, come gli Yao, Hui, Zhuang e Miao. Questa diversità etnica si traduce in una quasi inestinguibile offerta di spettacoli, pietanze tipiche, oggetti di artigianato, che rendono la permanenza a Yangshuo particolarmente piacevole. Basta fare un giro per le bancarelle del mercato notturno per capire quanto siano originali e preziosi i manufatti locali, come l’argento in stile tibetano, la stoffa ricamata Dong e i batik Miao.

La città vanta inoltre una varietà di ristoranti, caffè e bar in stile occidentale da fare invidia a città ben più attrezzate dal punto di vista turistico. Il cibo offerto nella maggior parte di questi ristoranti è di buon livello e si differenzia abbastanza nettamente dall’offerta culinaria del resto della Cina. Qui, a parte qualche locale caratteristico, è possibile prendersi una pausa dal cibo cinese e assaggiare anche qualche buon piatto di spaghetti al ragù o una pizza come si deve. Sebbene la maggior parte dei posti chiuda intorno alle 2 del mattino, Yangshuo vanta alcuni dei locali notturni più eccitanti del Guangxi. I più frequentati – e rumososi – si collocano sulla cosiddetta “via Occidentale“. una strada costellata di locali notturni e negozi di souvenir che, in alcuni tratti, fa venire in mente Kao Sao Road, a Bangkok.

Per finire, parliamo degli alloggi. Essendo ormai a dichiarata vocazione turistica, la città offre quasi tutte le tipologie di albergo disponibili. Si va dagli ostelli dormitorio agli alberghi di lusso a 5 stelle. I prezzi non sono elevati, neppure oggi. Nel 2010 riuscimmo a prenotare con e-trip un hotel a 4 stelle situato, come si vede dalla foto principale, su una delle ramificazioni del mercato di Yangshuo. Il luogo ideale, ogni sera, per iniziare a vgabondare per la città e perdersi tra i suoi odori e colori.

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