Dove alloggiare a Lombok: non solo Gili

Lombok è una meta turistica relativamente recente. Fino a 20 anni fa nessuno ne aveva mai sentito parlare, malgrado la sua vicinanza a Bali. Ancora oggi Lombok non è una destinazione primaria in quell’area, in quanto risente della concorrenza spietata – secondo me ingiustificata – delle sue isolette satelliti, le Gili Islands. Sono questi tre minuscoli puntini di terra ad attrarre turisti da tutto il mondo, a discapito dell’isola maggiore, relativamente snobbata. Il che è quantomeno stravagante, a mio modo di vedere; e in questo post cercherò di spiegarne la ragione.

Le spiagge di Lombok

Perché dunque si dovrebbe scegliere Lombok? Innanzitutto per le spiagge. L’immagine di questo post riassume adeguatamente il concetto: le spiagge di Lombok sono quanto di più genuino, selvaggio, incontaminato possa esistere sulla terra. In alcune zone il paesaggio è talmente primitivo da indurti a pensare di essere tornati indietro nel tempo, nel Giurassico o Triassico. Le spiagge del sud, in particolar modo, sembrano lo scenario perfetto di un film dei pirati, tanto sono naturali e prive di infrastrutture. I monti che circondano le baie sono la cornice perfetta di una avventura nel corso della quale, da un momento all’altro, potrebbe emergere dal mare un mostro marino o sbucare da qualche fosso del terreno un lucertolone affamato… Insomma, le spiagge di Lombok sono la natura allo stato puro, cosa che non mancherà di soddisfare qualsiasi palato, esigente o meno che sia.

L’entroterra, inoltre, è un mondo a parte. Colline spelacchiate si succedono a monti boscosissimi, e fra essi l’attività agricola dell’uomo appare ancora marginale, limitata a poche zone ristrette, sopportata a malapena dalla natura incombente. La presenza dell’uomo, in molte aree, è ridotta al minimo indispensabile, e quando c’è è contenuta a pochi spicchi di terra, a qualche capanna isolata, a due o tre barche ormeggiate sulla sabbia.

Un posto turisticamente attrezzato

Ma Lombok non è solo natura selvaggia. E’ anche un posto dove è possibile trascorrere qualche giorno potendo contare su tutte le comodità e i divertimenti di una località di villeggiatura a tutti gli effetti. Le cittadine che possiedono una buona offerta di infrastrutture turistiche sono parecchie, ma ovviamente non è il caso di elencarle tutte. Parlerò piuttosto di Kuta, piccolo villaggio di pescatori del sud dell’isola, che è stata fin da subito la nostra meta ideale per un soggiorno nell’isola. Kuta, infatti, ha tutto ciò che ti serve per trascorrere una vacanza serena, divertente, appagante e rilassante come e meglio di qualsiasi altro luogo del mondo.

Kuta è innanzitutto piccola e raccolta: una strada principale s’insinua attraverso essa e sfocia in un lungomare piuttosto carino, con una spiaggia (quella della foto di questo post) che farebbe invidia a molte località simili ben più attrezzate. Tutti gli alberghi e i locali sono collocati strategicamente lungo le stradine che tagliano perpendicolarmente la via principale. Ci sono anche negozietti e bancarelle caratteristiche dove è possibile acquistare merci e souvenir che altrove sono offerti a prezzi ben maggiori.

Pesci appena pescati davanti a un ristorante

Ristoranti per tutti i gusti

Il punto di forza di Kuta, oltre all’atmosfera rilassata che la contraddistingue, è l’offerta della ristorazione. I ristorantini, di tutti i tipi e per tutte le tasche, sono talmente tanti da rappresentare un vero dilemma, ogni sera, quando si deve scegliere dove andare a cenare. Io posso solo dire che a Kuta si mangia davvero bene. I ristoranti più caratteristici sono quelli di pesce. Si trovano un po’ dappertutto e l’offerta di pesce fresco è spettacolare. Come testimonia la foto, ogni sera è possibile scegliere tra decine di varietà di pesce appena pescato. Ce n’è per tutti i gusti: dalle specie di barriera, come i pesci pappagallo o i barramundi, a quelli più pregiati, come ricciole, cernie e lecce. Occorre semplicemente scegliere il pesce, farlo pesare e quindi gettarlo sulla brace, dove verrà cotto senza quasi utilizzare nessuna spezie particolare. I prezzi sono irrisori: noi quattro, una sera in cui volevamo esagerare, abbiamo preso una cernia di 6 chili che cucinata, servita in pezzi ed innaffiata da tre bottiglie di birra, è costata l’equivalente di 20 euro!

L’altra tipologia di ristoranti sono quelli focalizzati sulla cucina indonesiana. Nasi Goreng e Redang si offrono in tutte le salse e i condimenti, c’è solo l’imbarazzo della scelta; l’unico aspetto che accomuna tutti questi locali è il costo estremamente basso di ogni piatto. Un Nasi Goreng con tanto di uovo sopra costa in media 50 centesimi di euro. Qui la cucina è più speziata che altrove, senza però mai raggiungere le vette di piccantezza di altri posti indonesiani, come Yogyakarta, per esempio. Per chi non volesse mangiare indonesiano, poi, non c’è alcun problema. Ogni ristorante offre nel menu una più o meno lunga lista di piatti internazionali, la maggior parte di origine cinese, ma anche la pasta e la pizza sono ben rappresentati.

Posizione perfetta

L’ultimo valore aggiunto di Kuta che vorrei segnalare è la sua posizione strategica. Si trova infatti un una baia riparata dal vento e da alte colline boscose, al centro di una zona famosissima per le spiagge incantevoli e solitarie, vicino ad alcuni villaggi caratteristici appartenenti alle etnie più antiche e interessanti dell’isola. Un luogo ideale, quindi, dove piantare il proprio “campo base” e dedicarsi all’esplorazione dei dintorni.

 

 

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