L’albergo perfetto a Ubud, immerso nelle risaie

In genere non parlo mai degli alberghi in cui alloggio. Non mi sembra corretto, visto che li scelgo in base a criteri assolutamente soggettivi. Nondimeno, per l’albergo di Ubud farò un’eccezione. Non ti capita spesso, infatti, di trovarti in un luogo in cui, lasciata la hall, ti si apre davanti uno scenario inatteso e sorprendente. Il Biyukukung Suite & Spa è una struttura ricavata da un preesistente campo di riso, tra bungalow e risaie utilizzate realmente dai contadini locali. Qualcosa che neppure le pur belle immagini del sito potevano illustrare così pienamente, l’albergo perfetto a Ubud.

Si trova piuttosto discosto dal centro, in una zona tranquilla ancora immersa nella campagna. Un torrente lo delimita da un lato; le risaie dall’altro. Le due file di alloggi, che si affacciano tutti, più o meno, sui campi inondati, conservano l’apparenza di un villaggio tipico, bucolico, forse mai veramente esistito qui a Bali. I bungalow di un versante sono interamente costruiti in bambu; quelli dislocati sul versante opposto sono in muratura, e appaiono francamente più solidi. Noi naturalmente abbiamo scelto la prima tipologia.

Ogni bungalow in bambu è strutturato su due piani: il primo serve come disimpegno e ha un piccolo bagno, completo di tutto; il secondo piano è un’unica camera da letto con ampie finestre su almeno tre lati della stanza. Tutto qui. Intorno, a parte le altre costruzioni, ci sono giardini molto curati, piscine, un bar su due livelli che funge anche da sala per le colazioni e le cene, numerosi sentieri che si inoltrano nella vegetazione.

La caratteristica più impressionante, a parte la location in se stessa, è che malgrado l’acqua sia dappertutto, sia corrente che stagnante, non c’è una zanzara manco a pagarla a peso d’oro. Non sono presenti neppure altre tipologie di insetti molesti come moscerini, mosche o scarafaggi. In 4 notti non abbiamo mai avuto nessun incontro spiacevole, come invece sarebbe stato il caso di aspettarsi. Gli unici animali presenti in gran numero sono le rane. Piuttosto cresciutelle, si incontrano un po’ dappertutto, specie fuori dal loro elemento naturale. Sembrano siano attratte dalle luci della hall, dove i turisti si accalcano ogni sera per sfruttare il collegamento wi-fi. Non è raro quindi assistere allo spavento di qualche signora, che si trova il batrace improvvisamente tra i piedi, o agli urli di felicità dei bambini che inseguono le ranocchie mentre saltano via.

Unico ricordo spiacevole, almeno per me, è il rumore persistente della cascatella che si trovava proprio dietro il nostro bungalow. Un fragore continuo, che a volte si confondeva con quello della pioggia scrosciante, che mi impediva di prendere sonno regolarmente. Per un paio di notti è stato come sottostare a una tortura, lo giuro. Quel rumore, altrimenti piacevole in qualsiasi altro momento della giornata, durante la notte sembrava arricchirsi di sonorità più complesse, toni più alti, e senza neppure accorgermene mi trovavo a seguirne il corso, le variazioni, le accelerazioni, sveglio come un grillo.

Se quindi qualcuno dovesse andare a Ubud e scegliere il Biyukukung Suite & Spa come alloggio, il consiglio è di raccomandarsi al fine di non farsi assegnare un bungalow vicino al fiume. Bello di giorno, infernale la notte.

 

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