Il Vietnam in estate durante la stagione delle piogge

Programmare un viaggio in Vietnam in estate equivale ad una scommessa azzardata. Comprendo perfettamente che per molti è l’unico momento a disposizione per arrivare laggiù e restarci; nondimeno, occorre tenere ben presente che esiste un elemento, chiamato clima, che potrebbe trasfomare un bel viaggio in un incubo senza fine. Specie in estate. Anzi, sono proprio quei due (per noi) preziosissimi mesi estivi di luglio e agosto a rappresentare il momento più rischioso dell’anno.

Come ho già raccontato in questo articolo, che si riferisce al Laos, l’estate ai tropici è il momento sicuramente meno appropriato per un viaggio. Il monsone inizia più o meno tra maggio e giugno, si gonfia e imperversa tra luglio e settembre, comincia a scemare a ottobre inoltrato. E questo più o meno in quasi tutta l’Indocina. L’unica incertezza sta nello stabilire da che parte soffia: se da Est o da Ovest, ma non cambia molto: le pioggie sono praticamente all’ordine del giorno e in certe circostanza è bene mettere in conto anche qualche piccolo tifone!

Memore di queste indicazioni, mi aspettavo il peggio dal mio imminente viaggio in Vietnam. Ma non immaginavo che il vero problema del Vietnam in estate, in realtà, fosse l’umido. Un umido talmente denso, compatto, soffocante da tagliare con il coltello! Appena uscito dall’albergo ad Hanoi, ecco che mi sono sentito avvolgere in una morsa calda e bagnata che mi lasciava appena la facoltà di respirare. Un caldo da forno che mi inzuppava i vestiti e mi impediva i movimenti più semplici. In breve, quel terribile primo giorno, mi sono ritrovato sudato e accaldato come mai prima era successo!

Questa è la ragione per cui invito a fare attenzione al clima quando si programma un viaggio in Vietnam in estate. L’umido praticamente ti accompagna da Nord a Sud, non c’è scampo. Il posto più spaventoso, da questo punto di vista, è la regione intorno a Danang, al centro del paese. Laggiù neppure la notte è possibile trovare scampo al caldo soffocante. L’ausilio dell’aria condizionata, quindi, è d’obbligo. Le piogge arrivano a qualsiasi orario, ma non durano più di un paio d’ore. Possono essere però molto abbondanti, tali da costringere a rifugiarti in qualche locale perché neppure una cerata impermeabile è in grado di salvarti dalla furia dell’acqua. Che spesso, per colmo di sfortuna, si accompagna al vento a raffiche.

Le giornate assolate sono rare, è vero, ma in certi luoghi vi augurerete che il sole non faccia mai capolino tra le nuvole. Perché quando succede, posso assicurare che è davvero un dramma. Il calore raggiunge vette da forno crematorio. Impossibile pensare di andare in giro sotto quella cappa di caldo soffocante. La sensazione di boccheggiare aumenta esponenzialmente quando si avvicina un temporale. L’umido avvolge ogni cosa, ci fa agonizzare in una coltre opprimente, e l’unico desiderio che proviamo è che l’acquazzone arrivi presto. Ma ecco, quando giunge è peggio di prima. Se ci copriamo con la cerata rischiamo di soffocare nel nostro stesso sudore; se al contrario preferiamo sottostare alla furia della pioggia, ci bagnamo come dei pulcini e il resto della giornata viene irrimediabilmente compromesso. L’uso dell’ombrello, poi, è altamente sconsigliato. Del resto i vietnamiti lo usano per il sole, non contro la pioggia…

Malgrado ciò, quest’anno ho notato segnali inequivocabili che il tempo – anche laggiù – sta cambiando. Ho osservatoo infatti parecchi fiumi in secca. Sotto alcuni ponti, specie al centro del paese, ho intravisto il fondo del fiume emergere in mezzo alle pozze di ciò che una volta era un flusso regolare d’acqua. Uno spettacolo che non mi aspettavo e mi ha dato da pensare. Inoltre, mentre Hanoi e Danang mi hanno impressionato per caldo umido e qualche forte precipitazione, Saigon, al contrario, mi ha sopreso per la temperatura media piuttosto gradevole, a qualsiasi ora del giorno e della notte. E per l’assoluta mancanza di pioggia, almeno nei due giorni di permanenza, a dispetto delle previsioni meteo nazionali.

Insomma, sembra che il vecchio pregiudizio di non viaggiare in Vietnam in estate durante la stagione delle piogge debba essere rivisto. Forse sono stato particolarmente fortunato, non lo nego, ma la tendenza sembra essere quella di una progressiva riduzione delle precipitazioni in termini di quantità e frequenza media. Anche l’estate diventerà alta stagione in Vietnam, alla fine?

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