Mangiare per strada in Myanmar

Mangiare per strada in Myanmar è una esperienza che è bene affrontare preparati. Non si tratta di assaggiare qualcosa di evidentemente orripilante o visibilmente stomachevole. Niente che l’uomo abbia deciso di mettere sotto i denti è disgustoso, posso assicurarlo con cognizione di causa. Qui il vero scoglio da superare è capire come si mangia in Myanmar.

Un ristorantino tipico da “auto-grill”, per esempio, offre un menu quasi sempre fisso. Il cameriere ci chiede invariabilmente di scegliere tra maiale, pollo o pesce. Nessun accenno né al tipo di condimento né al modo di cucinarlo. Per il pesce, addirittura, non viene neppure specificata la specie. E’ pesce e basta. Detto tra noi il 99% delle volte si tratta di pesce gatto.

Una volta definita la scelta, il cameriere porta subito tutta una serie di piattini, spesso di metallo, dentro cui si accumulano o galleggiano pietanze vegetali. Vengono considerati alla stregua di antipasti, da mangiare per ingannare l’attesa della portata principale. A volte aggiungono anche dei pesciolini secchi in salamoia, piuttosto salati, o intingoli a base di fagioli e ceci. Tutto mediamente buono, non eccelso ma edibile. Infine arriva la pietanza principale, il maiale, il pollo o il pesce, invariabilmente immerso in una densa salsa al curry; il piatto di riso in bianco conclude la portata.

A parte i pesciolini salati, il piatto forse più utile è quello composto da verdure fresche: cetrioli, carote, erbe varie, peperoni. Più che a nutrire, servono a pulire la bocca tra un boccone di curry e uno di ceci fermentati. Tra i curry, consiglio sempre il pollo, che però risulta spesso più magro di una acciuga, tutto ossa e interiora, e nutre ben poco. Il pesce gatto, per parte sua, è bene sceglierlo fino a quando non ci si accorge, passeggiando in un mercato locale, in che condizioni viene venduto.

In ogni caso, la caratteristica di un pasto consumato in questi ristoranti da strada è la seguente: si paga solo per la pietanza principale e il riso (costo irrisorio). Il resto è per così dire gratis, fa parte della scena, lo portano al tavolo comunque e lo rinnovano in continuazione quando finisce.

L’argomento sui ristoranti “normali” del Myanmar lo rimando ad un altro articolo.

 

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