Il tempio di Confucio a Pechino, ovvero la celebrazione dello Stato meritocratico

A pochi passi dal Tempio del Lama sorge il Tempio di Confucio, un complesso di edifici racchiusi all’interno di un immenso parco alberato. Pur non essendo dedicato ad alcuna divinità, il tempio rappresenta ugualmente un luogo sacro per i cinesi, che vengono qui ad omaggiare il loro più grande e influente pensatore. E malgrado non sia una delle mete canoniche di un tour della città, consiglio vivamente di farci un salto.

La visita potrà forse chiarire uno dei misteri della Cina ipertecnologica di oggi: l’attuale profonda dipendenza dei cinesi dagli insegnamenti di un uomo che, ricordo, è vissuto ben mezzo secolo prima della nascita di Cristo. Ancora oggi più di 2 miliardi di persone seguono i suoi precetti, a volte pedissequamente, altre volte adeguadoli pragmaticamente alle rinnovate esigenze della vita moderna.

Uno degli edifici principali del complesso templare
Uno degli edifici principali del complesso templare

Del resto, il pensiero di Confucio influenza ancora oggi qualsiasi attività intellettuale e materiale in questo come in molti paesi limitrofi (vedi Vietnam). Il formidabile sistema educativo ideato e realizzato dal Maestro, basato essenzialmente sulla meritocrazia, ha forgiato generazioni di burocrati e funzionari di stato, risultando un efficace moderatore dei conflitti di classe. E sopravvivendo imperturbabilmente all’impero del cielo, il nazionalismo, il maoismo, la rivoluzione culturale, la liberalizzazione economica.

Si tratta quindi di una formidabile intuizione culturale e antropologica al tempo stesso: sfruttare il meglio che la nazione può offrire senza tener conto delle differenze di classe.  Una filosofia che sta alla base della grande e per molti versi incompresibile stabilità sociale della Cina nel corso dei millenni. Come è riuscito uno stato dichiaratamente totalitario (sia nella versione imperiale che in quella comunista) a mantenere per così tanto tempo tranquilli i suoi sudditi, è un vero miracolo. Probabilmente la ragione sta proprio nel sistema educativo pensato da Confucio: tutti sono uguali, davanti allo stato, e tutti hanno le stesse possibilità di fare carriera. E quindi, se tutti possono diventare potenzialmente primo ministro, perché affannarsi a mettere in discussione il potere costituito, l’ordine feudale o la dittatura del proletariato?

Tutto questo è presente, tangibile, visibile, passeggiando all’interno del complesso templare. Il Tempio di Confucio a Pechino è il secondo più grande tempio confuciano di tutta la Cina, dopo quello nella città natale di Confucio a Qufu. Fu originariamente costruito nel 1302 per consentire ai funzionari di onorare e offrire sacrifici a Confucio e oggi presenta numerose statue e sculture degne di nota, oltre a centinaia di stele di pietra molto particolari. Su questi blocchi, infatti, sono registrati i nomi di tutti i candidati vincitori degli esami per la burocrazia imperiale. Le persone citate (che sono solo i saggi, i migliori tra quelli che hanno passato l’esame) sono ben 51.624!

La sala Dacheng dove avveniva la nomina dei funzionari
La sala Dacheng dove avveniva la nomina dei funzionari

La prassi è rimasta immutata per centiaia di anni. Prevedeva che i candidati a un posto di dirigente o funzionario pubblico si sottoponessero ad una insolita tortura. Dovevano infatti essere rinchiusi in un piccolo ambiente, quasi un cubicolo, per 3 giorni consecutivi, senza parlare e vedere nessuno. Molti, si racconta, sono perfino impazziti e si sono suicidati. Chi ce l’ha fatta, però, è entrato a pieno titolo nella grande macchina burocratica dell’impero cinese. Una delle più antiche e – fino almeno all’Ottocento – più efficienti al mondo.

Il tempio di Confucio è composto da quattro cortili. Le strutture principali includono la Porta di Xianshi (Porta del Primo Insegnante), Porta di Dacheng (Porta della Grande Realizzazione), Sala di Dacheng (Sala della Grande Realizzazione) e Chongshengci (Sala di Culto). La Sala di Dacheng è l’edificio principale del tempio, dove spesso si teneva la cerimonia commemorativa in onore del Maestro. Qui è possibile assistere ad una esibizione di musica rituale confuciana, nota anch’essa come Dacheng.

Una delle porta del Tempio di Confucio
Una delle porta del Tempio di Confucio

Presso una delle porte a cui accennavo sopra si assiste ad uno strano rito. Le persone, passandoci attraverso, evitano di farlo poggiando i piedi sulla pavimentazione all’interno della porta; lo fanno invece con un saltello. Me ne sono accorto quasi per caso. Notavo infatti che ogni volta c’era una specie di esitazione prima di varcare il portone, ma non capivo se era dovuto a una coincidenza o a qualcosa che stava a terra e attirava l’attenzione dei passanti. Quando ho visto intere scolaresche saltare, prendendosi per mano e facendolo in gruppo, ho capito che si trattava di un rito, forse beneaugurante. Del quale, però, non so altro, lo ammetto. So solo che la porta sotto cui avviene tutto ciò è quella dell’immagine sopra.

Il cipresso ultrasecolare del Tempio di Confucio
Il cipresso ultrasecolare del Tempio di Confucio

L’ultimo elemento a cui prestare attenzione è il grande cipresso contorto che sorge in un angolo di uno dei cortili interni. Non si tratta di una malattia, ma di una specifica specie che si sviluppa nel tempo in modo piuttosto innaturale e direi anche spettrale. Questo cipresso, chiamato pressapoco “Il cipresso dal tocco malvagio”, è il più vecchio del tempio: ha 700 anni! Il suo stravagante nome deriva da una leggenda. Pare che una volta il cipresso si sia preso la briga di togliere il cappello di un altissimo funzionario dell’imperatore che stava transitando sotto le sue chiome. Sembra che lo abbia fatto con un ramo. Dal momento che questo personaggio aveva una brutta fama, allora il popolo iniziò a pensare che il cipresso avesse la capacità di distinguere i buoni dai cattivi.

 

 

 

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