Il modo più rapido (e pericoloso) di muoversi a Ella

Ella è una meta obbligata di qualsiasi viaggio in Sri Lanka. Si trova al centro di una area collinare caratterizzata dalla presenza di vastissime piantagioni di tè, tra i più pregiati dell’isola e del mondo intero. E’ principalmente questo il motivo che spinge i turisti a raggiungerla. Ella è semplicemente il posto ideale, dal punto di vista logistico, per fissare un “campo base” e organizzare escursioni nei luoghi che la circondano.

Ma di per sè Ella non è una vera e proprio cittadina. E’ una strada che si inerpica su una collinetta, fiancheggiata da bar, alberghetti, esercizi commerciali, negozi di souvernir, ristoranti più o meno alla moda. Con il passare del tempo – e l’arrivo sempre più massiccio di turisti – questo tranquillo paese agricolo si è trasformato in una località turistica senza tuttavia averne né la vocazione né le infrastrutture. Il risultato è un luogo caotico, affollato all’inverosimile, dove le attività commerciali si moltiplicano anno dopo anno e crescono una sopra all’altra, cercando tutte di trovare uno sbocco sull’unica via principale che attraversa la cittadina.

La maggior parte degli alberghi, però, non si trova qui. Non almeno quelli che noi consideriamo tali. Sulla strada di Ella è possibile al massimo trovare qualche guesthouse senza pretese o le camere arrangiate che i bar offrono ai turisti zaino in spalla. Gli hotel con le stelle, tanto per intenderci, sono situati intorno al nucleo della cittadina, sulle colline che la circondano, e hanno una caratteristica in comune: sono difficilmente raggiungibili. A Ella, infatti, a parte la strada principale e qualche viuzza interna, il resto della viabilità è affidata a sentieri tortuosi e stretti, percorribili a fatica dai tuc tuc e dalle moto, alcuni quasi inaccessibili alle auto.

Si potrebbe dire che è il posto ideale dove fare un po’ di esercizio fisico.  E’ vero, se non fosse che a Ella, ad Agosto, piove per gran parte della giornata e camminare per sentieri nella foresta mentre si aprono le cateratte del cielo posso assicurare che non è una occupazione piacevole. Il solo modo quindi per muoversi a Ella rimane quello documentato nella foto: la ferrovia. A piedi, lungo i binari. L’unica via sufficientemente larga, sgombra da piante e rampicanti, dritta, con una pendenza ragionevole, per raggiungere il proprio albergo…

Questa pratica piuttosto strana – e pericolosa – non è stata introdotta dai turisti. Sono i locali che utilizzano la strada ferrata da sempre per andare e venire da Ella. I turisti, vista la difficoltà a reperire mezzi alternativi di locomozione, si sono semplicemente adattati all’usanza. Per cui oggi la ferrovia è diventata una specie di amena passeggiata collinare, il modo più rapido e meno impervio per muoversi a Ella. Ed è tanto utilizzata che sono spuntati esercizi commerciali anche lungo la strada ferrata! Ogni tanto, infatti, si notano ai lati dei binari piccoli bar improvvisati, o guesthouse da 2 camere o poco più, o locali dove si praticano massaggi. I prezzi qui ovviamente sono spaventosamente concorrenziali: un piccolo pub, con appena tre tavolini, offriva tre Mojto al prezzo di uno!

Naturalmente camminare sui binari è vietato. Il cartello sottostante dimostra che la pratica viene attivamente scoraggiata. Ma ovviamente nessuno ci fa caso…

Il cartello che “vieta” di camminare sui binari…

Il via vai di gente che percorre questa via è continuo, fluido, incessante, sia di giorno che di notte. Durante le ore diurne i turisti si mescolano ai cingalesi che trasportano le loro merci al mercato, e la strada si affolla a volte in modo caotico, producendo dei veri e propri ingorghi. Di notte sono i turisti gli unici a transitare lungo i binari. Questo avviene perché Ella, tutto sommato, ha una vita notturna piuttosto animata. Essi tornano ai loro alberghi sulle colline a notte inoltrata, nel buio più pesto, utilizzando le torce dei propri cellulari per farsi luce.

Ad ogni modo, non c’è altra via per moversi a Ella con sufficiente rapidità e autonomia. Si cammina generalmente al centro dello scartamento, fra i due binari, cercando di mettere i piedi esattamente sopra le tavole, a volte molto rialzate rispetto al terreno sottostante. E’ l’unico modo – ho sperimentato di persona – per non perdere l’equilibrio o mettere il piede in fallo. Ma costringe a uno sforzo di concentrazione non indifferente, perché adattare il proprio passo alla disposizione delle assi di legno non è facile, per niente. Più affidabile sembra camminare ai lati della ferrovia, lungo sentieri scavati dal passaggio della gente ma sempre a rischio di venir ricoperti dalla vegetazione che incombe ai lati. Qui bisogna stare attenti a certe piante spinose che possono rovinare pantaloni o ferire le gambe.

Un treno ci ha appena superati, quasi sfiorandoci

Ma quando passa il treno che si fa? Semplice, ci si scosta di lato e lo si lascia passare. Una operazione piuttosto semplice da mettere in pratica – basta osservare come fanno i locali. Il treno, in effetti, si fa precedere da frequenti colpi di sirena, è impossibile non accorgersi con un certo anticipo del suo arrivo, a meno di non essere del tutto sordi. Procede inoltre a velocità ridotta, quasi a passo d’uomo, per cui non sarebbe neppure arduo evitarlo all’ultimo momento. Nondimeno, il momento del suo arrivo incute una certa eccitazione e fa salire l’adrenalina a mille…

Tutto dipende da dove ti trovi. Se sei quasi arrivato alla stazione di Ella, come nella foto sopra, allora non c’è quasi niente da temere: c’è spazio sufficiente per mettersi da parte e godersi lo spettacolo. Diverso è il caso se si incrocia il treno più a monte. Lassù gli spazi disponibili sono più ristretti, la vegetazione ai lati è un muro verde che ti respinge, restringe i tuoi spazi di manovra. Ecco, incrociare il treno in questa circostanza può davvero rappresentare uno dei momenti più terrorizzanti della propria vita. Se succede, consiglio di addossarsi il più possibile alle piante – anche a costo di bagnarsi o di beccare qualche puntura. In questo modo sarà possibile evitare non tanto il treno, quanto le persone sedute all’ingresso dei vagoni con le gambe che penzolano fuori. Sono loro, in definitiva, il vero pericolo di questi incontri ravvicinati.

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