Affittare un motorino a Vang Vieng

Come attraversare campagne, risaie, colline e strapiombi nei dintorni di Vang Vieng? E’ vero che ci vuole un attimo ad uscire dalla cittadina e trovarsi in piena natura. Tuttavia è altrettanto vero che senza un supporto adeguato la camminata diventa intollerabile anche per la gamba più allenata. Le distanze sono notevoli, specie al di là del fiume, dove sorgono le attrattive più celebri. Urge quindi dotarsi di un mezzo di trasporto, possibilmente a due ruote, meglio ancora se provvisto di motore a scoppio.

A Vang Vieng prospera un ricco mercato di noleggio motocicli. Affittano anche biciclette, naturalmente, ma la natura delle stradine di campagna sconsiglia l’utilizzo di questo mezzo. Il motorino è molto apprezzato dai turisti e dai locali. Non raggiunge in media i 90 cc di cilindrata e risulta spesso di fabbricazione cinese. In Italia non sarebbe neppure omologato, tanto è fragile e leggero. Trasporta a malapena due adulti di taglia media occidentale; quanto ai laotiani, riescono imperturbabilmente a starci in tre o quattro senza tradire la minima scomodità.

Il motorino, pertanto, è il mezzo ideale: costa poco e permette di coprire distanze che altrimenti costringerebbero a faticose e lunghe camminate. Tutto perfetto, quindi? Non direi. Questi trabiccoli a due ruote presentano qualche controindicazione non indifferente ai fini della loro scelta. In primo luogo, sono leggerissimi. Quando prendi in mano il volante la sensazione è quella di condurre un triciclo. Se sei in due è un continuo correggere la direzione e l’assetto del mezzo, specie se prendi qualche sasso o finisci dentro una buca. Alla fine lo guidi con i piedi quasi poggiati a terra, alla affannosa ricerca di un equilibrio che basta uno scossone, una piega dell’asfalto, una pozzanghera, per alterare pericolosamente.

Il secondo problema non è legato direttamente al mezzo, ma alle occasioni di utilizzarlo. A Vang Vieng piove parecchio. Quando piove le strade non asfaltate diventano colate di fango. Gran parte dei viottoli che conducono alle attrazioni più gettonate sono in sterrato. Ergo, quando piove non si può condurre un motorino come quello che noleggiano; non almeno da noi occidentali, abituati a ben altre opzioni di guida. I locali, al contrario, riescono a pattinare su fiumi d’acqua e fango mantenendo sempre un invidiabile equilibrio.

La mia esperienza in proposito è quanto di meno esaltante potessi provare. Abbiamo affittato la Honda Click della foto, fiduciosi che i molti anni passati su uno scooter a diretto contatto con le buche di Roma potesse darmi perlomeno il vantaggio di sapere come comportarmi anche laggiù. Mai supposizione fu tanto errata. I primi 50 metri, condotti sull’asfalto, non sono risultati problematici, è vero, anche se stentavo a trovare un assetto valido per guidare senza preoccupazioni. Ma la prima strada in sterrato mi ha messo decisamente in crisi. Dopo qualche metro ho dovuto mettere un piede a terra; dopo due sobbalzi e una pozzanghera, beccata in pieno, ho poggiato tutti e due i piedi e da quel momento non li ho rialzati più.

Quel viaggio è durato appena 200 metri. All’ennesimo sbandamento ho dovuto dare forfait. Non ero in grado di dominare quel motociclo. Prima o poi sentivo che saremmo caduti. Inoltre, da qualche minuto si era rimesso a piovere e la previsione era di un netto peggioramento. Non mi restava altro da fare che desistere, almeno per quella giornata. Ho fatto mestamente dietrofront e sono tornato dal noleggiatore, riconsegnandoli chiavi e mezzo.

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