Myanmar in auto, un viaggio di 12 giorni con guida in italiano

Il Myanmar è una di quelle mete che mette in crisi qualsiasi viaggiatore che si reputi indipendente. Non è un paese facile da girare utilizzando semplicemente i mezzi pubblici, dato che in molte zone gli unici mezzi sono quelli, privatissimi, della gente comune. L’unica rete che colleghi quasi tutti i luoghi interessanti è quella stradale, ma guidare un’auto propria, a noleggio, è un altra sfida quasi insormontabile.

Le strade sono complessivamente decenti, sopratutto le due vie principali che percorrono da nord a sud l’intero paese. Il problema è costituito, o almeno lo era all’epoca del nostro viaggio, dall’esistenza di automobili che a seconda dell’anzianità di servizio, avevano guida a destra o a sinistra. Ciò, ci è stato spiegato, dipendeva dal fatto che la Birmania è stata un protettorato inglese, e quindi fino all’indipendenza ha utilizzato la guida a destra; in seguito, anche per liberarsi più celermente del ricordo coloniale, hanno deciso di guidare a sinistra, come da noi in Italia, senza però modificare l’assetto di guida delle automobili in circolazione.

Questo bizzarro fenomeno è divenuto cronico da quando è stato imposto l’embargo commerciale, che ha ridotto ulteriormente il flusso di auto nuove (con guida a sinistra) nel Paese. In tempi recenti, tuttavia, l’arrivo massiccio di capitali dalla Cina ha modificato la situazione, e le nuove auto cinesi (con guida a sinistra) si sono diffuse capillarmente. Con buona pace dell’embargo.

Noi abbiamo optato per una automobile con autista e guida parlante italiano. Ci siamo affidati ad una agenzia affidabile locale e la scelta è stata più che soddisfacente. Ci siamo rivolti infatti a una guida molto esperta, che da tempo lavorava con gli italiani, Sonny, le cui pagine Facebook sono queste:

https://www.facebook.com/tasreservation?ref=br_rs

https://www.facebook.com/sonnymyanmar?ref=br_rs.

Per chi volesse intraprendere questa avventura, consiglio assolutamente di rivolgersi a lui: è affidabile, gentile, molto disponibile, e se riuscite a ottenere la sua guida vi assicuro che vi introdurrà nel migliore dei modi all’interno del mondo birmano.

Itinerario

Ecco, in breve, le tappe del nostro tour della Birmania.

Yangon (1 notte)

Yangon offre un’unica grande attrazione, la pagoda Shwedagon, una delle meraviglie, tra le tante, di questo religiosissimo paese. Per cui non abbiamo optato per restare una sola notte.

Tempio della Roccia d’Oro – Kyaitktiyo (1 notte)

La prima tappa, doverosa quanto impervia da raggiungere, è la famosa Pagoda della Roccia d’Oro, situata a circa 250 km a est di Yangon. E’ un luogo magico e quasi sempre eccessivamente umido, quindi meglio portarsi la cerata.

Toungoo (1 notte)

Questa minuscola cittadina è stata scelta come posto ideale dove riposare, dopo le lunghe ore di auto, e allo stesso tempo per essere situata vicino ad un’altra attrazione della Birmania, il Monte Popa

Bagan (3 notti)

Bagan è uno dei più vasti parchi archeologici e religiosi del mondo, quindi era ovvio che ci saremmo fermati almeno 3 notti per scorazzarci dentro, in lungo e in largo, godendo dei magnifici paesaggi e maledicendo il tempo piovoso…

Mandalay (3 notti)

Anche questa è una meta cloux del Myanmar, la città più grande del nord, attualmente abitata da una popolazione sproporzionata di monaci e monache.

Kalaw (1 notte)

Meta di passaggio in direzione del lago Inle, è la cittadina più idonea a visitare quella che i birmani chiamano “la piccola Toscana”, per il paesaggio e le coltivazioni che assomigliano, molto alla lontana, alle nostre.

Lago Inle (2 notti)

Questo lago è famoso per la presenza di bizzarre coltivazioni galleggianti e per il modo che hanno i suoi abitanti di pescare. I dintorni, inoltre, sono splendidi, sia dal punto di vista naturalistico che delle creazioni umane.

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