I ristoranti di Sigiriya, dove la birra si può bere ma non acquistare!…

Sigiriya è poco più di un villaggio con due strade che si intersecano in mezzo alla giungla. La parte più vivace e frequentata si trova proprio in mezzo al nulla, appare all’improvviso tra gli alberi e altrettanto all’improvviso termina nel nulla della vegetazione. Solo la sera, quando si accendono le luci dei locali, si ha l’impressione di trovarsi in un centro abitato, ma solo perché i turisti tornano ad animarlo dopo una giornata di faticose escursioni.

La sua sola ragione di esistere dipende pertanto dalla celebre rocca che si erge poco distante. Senza la quale sarebbe uno degli innumerevoli e anonimi villaggi agricoli del circondario. La sempre più intensa attività turistica ha fatto sorgere un piccolo agglomerato di pensioncine, piccole agenzie di viaggi, ristoranti, negozi di souvenirs per offrire ai visitatori una base di lancio ottimale verso la rocca e non solo.

Come accennato prima, il villaggio di Sigiriya si anima sopratutto la sera. E’ il momento cruciale per cercare di raggranellare qualche rupia supplementare offrendo cibo e intrattenimento agli stanchi ma felici turisti, quasi tutti provati dalla feroce salita alla rocca omonima effettuata qualche ora prima. E che c’è di meglio di una buona cena, magari sotto la luce soffusa di qualche lampada colorata, con della musica di sottofondo, bevendo una buona birra… Ah, già, dimenticavo: a Sigiriya la birra si può bere, ma non si può acquistare!

Un momento della cena a Sigiriya
Un momento della cena a Sigiriya

Sembra un paradosso, ma è davvero ciò che succede. E basta dare un’occhiata all’immagine sopra per comprendere la situazione. Come si può vedere chiaramente, sul tavolo sono presenti due bicchieri di birra ma non c’è traccia delle corrispondenti bottiglie. Tuttavia, posso assicurare che esistono, eccome, ma stanno sotto il tavolo! Sono state nascoste, tolte dalla vista, e non per qualche divieto particolare o il pericolo di essere scoperti.  La ragione è ben più stravagante di quanto si pensi!…

Malgrando le birre siano presenti su tutti i menu dei ristoranti, a Sigiriya è assolutamente vietato acquistarle. Il motivo? Per una semplice questione di rispetto nei confronti della grande rocca che si erge poco lontano. Una rocca che viene considerata sacra; lei e, per estensione, anche tutto il territorio che la circonda. Fin qui niente di così strano, si potrebbe dire. Il mondo è pieno di luoghi interdetti a questa o quella attività secolare in nome di divinità, consuetudini, pregiudizi e così via. Ma la motivazione che viene fornita a Sigiriya è perlomeno bizzarra, a pensarci bene.

In realtà, non si riesce a capire dove risieda la sacralità della rocca di Sigiriya. Come racconterò meglio in un prossimo articolo, la rocca di Sigiriya in realtà non è altro che una cittadella fortificata in cui i re della regione si dedicavano ai propri piaceri mondani. A Sigiriya, insomma, vivevano una gran quantità di concubine e prostitute e ciò che si praticava costantemente è facilmente intuibile. Non c’è traccia di templi o zone sacre. Non si trova alcuna statua di Buddha e nemmeno di qualche spiritello inferiore. Niente di tutto questo. Eppure gli abitanti del circondario la considerano sacra, a tal punto da bandire – come succede nei paesi musulmani – il consumo di bevande alcoliche.

Questa è la situazione. Ma allora come ci sono finite quei due bicchieri di birra sul nostro tavolo? Grazie ad una buona dose di furbizia mista a quel tanto di ipocrisia che caratterizza sempre qualsiasi religione. Puoi acquistare la birra, ovviamente, ma non devi mostrarlo in pubblico. Quindi, una volta portata in tavola, il cameriere ti riempe il bicchiere e poi, con un gesto che ti lascia interdetto, subito nasconde la bottiglia sotto il tavolo. Quando vorrai riempire nuovamente il boccale non dovrai fare altro che chinarti, effettuare l’operazione e riporre di nuovo la bottiglia al riparo di occhi indiscreti.

In conclusione, secondo me gli abitanti di Sigiriya considerano la rocca un luogo sacro perché assicura a tutti un discreto e duraturo sostentamento economico. E forse è in questo consiste la sacralità della rocca di Sigiriya…

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