Thailandia quarantena

Ecco il piano “geniale” della Thailandia per riaprire al turismo

Dopo molti tentennamenti, la Thailandia ha finalmente reso noto il suo piano per riaprire i confini ai visitatori. Ebbene, se qualcuno sperava di poter tornare prima o poi nel paese del sorriso alle condizioni più o meno vigenti prima della pandemia, si sbaglia di grosso. A quanto pare le intenzioni delle autorità thailandesi sono esattamente l’opposto, e non pochi osservatori lo hanno sagacemente rilevato.

In sostanza, il piano consiste in un’offerta di prolungamento del visto da 30 a 90 giorni, a patto di assogettarsi ad un periodo di quarantena di 14 giorni. Il visto costa 65 dollari ed è rinnovabile per altre due volte. Quindi, in totale, i giorni disponibili per restare in Thailandia diventano 270. Bene, benissimo… o no? Sembra proprio di no, in effetti.

Innanzitutto, torna la quarantena obbligatoria, che quasi tutti i paesi a vocazione turistica hanno ormai fatto sparire dalle loro legislazioni. Il motivo è semplice: la quarantena obbligatoria è considerata un vero e proprio disincentivo alla scelta del proprio paese quale meta di una vacanza. Inoltre, chi mai organizzerebbe un viaggio che comprende una reclusione iniziale di due settimane in un albergo di Bangkok? E in cambio di che cosa? Un visto dalla durata eccessiva, inutile, valido più per i residenti occasionali, o per i possessori di abitazioni, o i pensionati?

E non è finita qui. Il visto – concesso con tale generosità dalle autorità thailandesi – ha anche un’altra ben più stravagante condizione. Chi lo vuole deve anche prenotare un alloggio per un soggiorno completo di 90 giorni! Novanta giorni! Cioè tre mesi. Ma chi può permettersi di stare in Thailandia per 3 mesi? A chi credono possa giovare questa soluzione i responsabili del turismo thailandese?

Che non sia uno scherzo, lo testimonia la dichiarazione di Traisulee Traisaranakul, vice portavoce del governo. Costui ha affermato che i nuovi visitatori che intendono soggiornare nel paese  dovrebbero presentare la prova del pagamento per il loro soggiorno di oltre 90 giorni nel paese, compreso il pagamento per le prenotazioni di un albergo, l’affitto di un appartamento, le conferme dei voli, ecc. Ciò perché, in sostanza, la Thailandia non è in grado per adesso di riaprire completamente al turismo. L’obiettivo è comunque di accogliere i visitatori. ma non più di 100-300 alla settimana, e fino a 1.200 persone al mese. La speranza è di generare un reddito di circa 1 miliardo di baht al mese.

La notizia ha immediatamente sollevato una marea di stupore che presto si è tramutata in ironia. Sono andato a cercare nei principali forum di viaggi, in gran parte in lingua inglese, e i commenti sono poco meno che feroci. C’è chi accusa i governanti thailandesi di non aver capito proprio nulla della situazione e di peggiorare sensibilmente le cose. C’è chi insinua che non hanno la più pallida idea di quello che stanno facendo. L’espressione più colorita è che sembrano come “un pollo senza testa che corre all’impazzata”!… Tutti, ad ogni modo, pensano che tal genere di disposizioni siano clamorosamente inefficaci e sopratutto inutili.

Un tipo in particolare (Dave), dice testualmente: “Secondo loro, evidentemente, è meglio di niente, ma … ho grandi dubbi che molti turisti benestanti accetteranno una prigionia di 14 giorni, soprattutto se sono sani. Certamente preferiranno andare altrove. E per quanto riguarda i numeri? 1.000.000.000 di baht (1 miliardo) da 1200 turisti ricchi ?! Buon Dio, questi “leader” fumano erba o peggio. Parliamo di 27.136.408 euro, che diviso 1200 diventa ben 22.513 euro al mese (circa 26.666 dollari USA)!” Ricky, da parte sua, commenta gelido: “Immagino le code in etrata in Thailandia…”

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