Le isole tropicali sono la meta ideale degli amanti del mare. Qualsiasi attività viene studiata, proposta, realizzata in funzione dell’immensa massa d’acqua che ci circonda. Il mare insomma assorbe ogni briciolo vitale della nostra vacanza e non lascia molto tempo e spazio per altre occupazioni altrettanto interessanti. Come per esempio esplorare la foresta o i villaggi dell’entroterra; o fare un trekking che ci conduca in qualche posto elevato per ammirare il panorama.
Tioman è per certi versi il paradigma ideale di isola tropicale. E’ grande abbastanza per ospitare ogni genere di meraviglia naturale, come foreste pluviali, fiumi interni, cascate, lagune nascoste. E’ circondata da un mare favoloso, con spiagge paradisiache e acque cristalline. Alcuni villaggi di pescatori o di contadini, all’interno, meritano senz’altro maggiore attenzione di un frettoloso passaggio in direzione spiaggia. Tioman, in parole povere, è il luogo ideale dove poter trascorrere del tempo senza doverlo subordinare necessariamente alle attività marine.
Una delle iniziative più interessanti è per esempio la conservazione delle tartarughe marine. A Tioman opera il centro Juara Beach Project (JTP), che si occupa in modo efficace di preservare alcune specie in serio pericolo di estinzione, come la tartaruga verde, più comune, e la rara tartaruga embricata, più minacciata in quanto considerata un cibo molto ricercato. Il lavoro del Juara Turtle Project è fondamentale per la sopravvivenza di queste specie, come si vede nell’immagine che ho scattato sul posto, in quanto protegge i loro nidi dai predatori e dalle attività umane, aumenta il tasso di schiusa delle uova e sensibilizza sull’importanza della loro conservazione.
La stagione della nidificazione coincide più o meno con le nostre vacanze estive. Quindi, se si è fortunati, è possibile assistere al miracolo della schiusa e della successiva migrazione verso il mare. Occorre però mettere in preventivo di andare in spiaggia prima dell’alba e di non avere mai la certezza che le tartarughine scelgano di uscire dai propri nidi proprio quella sera… Ad ogni modo, si può contribuire attivamente alla tutela di questi animali sostenendo il centro con iniziative quali l’adozione di un nido o facendo donazioni generiche.

Un’altra attività che consiglio vivamente è quella di perdersi all’interno dell’isola, seguendo il proprio istinto o – ancora meglio – il corso di un fiume. Proprio sulla spiaggia di Juara arriva un fiumiciattolo che s’insinua placidamente all’interno della foresta. E’ una passeggiata emozionante, perché si può svolgere sia camminando sulla sabbia, sia entrando direttamente in acqua, cosa assai piacevole in certi momenti della giornata. La foresta di Tioman non ha nulla da invidiare a quelle ben più estese del Taman Negara o di altre zone boscose del continente. E’ fitta e compatta, a volte fin troppo avvolgente, ma mai pericolosa. Esplorarla a fondo, magari per raggiungere l’altra parte dell’isola, è l’occasione per realizzare una full immersion irripetibile nella natura. Il frastuono delle cicale, insieme alle urla strozzate dei macachi, faranno da sottofondo alla camminata.

Presso i centri abitati, non è raro scorgere qualche macaco con una corda intorno al collo. Purtroppo si tratta di una brutta abitudine che dipende dall’attività che questi primati svolgono per l’uomo: la raccolta delle noci di cocco sugli alberi più alti. Le scimmie sono costrette ad aggirarsi lungo il raggio consentito dalla lunghezza della corda, che guarda caso non è mai così lunga da permettere loro di risalire sugli alberi. Per cui le vediamo bivaccare a terra, muovendosi nervosamente avanti e indietro e sfogando la propria frustrazione inseguendo i poveri turisti ignari, almeno per quanto possibile. Sembra quasi che vogliano riversare sui bipedi che gli capitano a tiro tutta la rabbia accumulata nel corso della giornata, e lo fanno in modo davvero molto aggressivo, mostrando i denti e schiamazzando.

La sera Tioman non offre (o forse sarebbe meglio dire “non offriva”, visto che ci sono andato nel lontano 2009) attività serali degne di questo nome. Esistono alcuni punti di ritrovo, ristorantini tipici, frequentati dai turisti, e molti bar sulla spiaggia. Uno dei quali, quello raffigurato sopra, all’epoca era poco più di un rimessaggio per tavole da surf che si reggeva quasi per miracolo su assi di legno traballanti. Tuttavia i due proprietari erano davvero dei tipi unici. Abbigliati da figli dei fiori, con capelli lunghi e bermuda stracciati, accoglievano tutti con larghi sorrisi sdentati e uno spinello in mano, incuranti del fatto che in Malesia consumare droga è un reato molto grave. Ma forse a Tioman non era così grave… Ad ogni modo, al JCCC bar si potevano bere birre e alcolici a prezzi irrisori, cosa abbastanza rara allora; non sorprende quindi perché il locale fosse quasi sempre ben frequentato.