Come visitare il Wadi Rum in un giorno solo? Sembra un’impresa impossibile, data la vastità dello scenario, ma i sagaci imprenditori locali hanno studiato un modo che assicura il massimo del guadagno con il minimo della spesa: il fuoristrada di gruppo.
A dire il vero, il cammello sarebbe l’opzione tradizionale e indubbiamentee più ecologica. E’ il mezzo di trasporto per eccellenza del deserto, utilizzato da migliaia di anni con inalterata soddisfazione da parte di tutti (salvo forse i cammelli). Ma è anche il più complicato da gestire, specie per le escursioni di un giorno, quando occorre percorrere decine di chilometri nel minor tempo possibile al fine di ottimizzare i tempi e aumentare il numero di visite. E questo i cammelli, con tutti i pregi che hanno, non lo sanno fare…

Le escursioni nel Wadi Rum vengono quindi effettuate oggi quasi esclusivamente a bordo di fuoristrada Nissan e Toyota in grado di ospitare da 4 a 8 passeggeri, a seconda della grandezza. Il tour prevede il prelievo dei turisti direttamente in albergo e lo scarrozzamento lungo un percorso prefissato che dura mediamente dalle 3 alle 6 ore. Durante questo lasso di tempo si percorrono mediamente una quindicina di chilometri, seguendo un percorso uguale per tutti che segue sentieri appena visibili nella sabbia per raggiungere (il più velocemente possibile) le principali attrazioni del sito. Ma di questo ne parlerò in un altro articolo.

I posti, a seconda della marca automobilistica e dell’età del modello, vanno dalle semplici panche di legno e metallo, a malapena coperte da cuscini o tappeti smunti, ai comodi sedili in similpelle, moderatamente ammortizzati. Ma si tratta quest’ultima di una comodità rara, riservata ai clienti degli alberghi di lusso. Per tutti gli altri esiste un’opzione intermedia: un pickup con due file di sedili da 3, piccoli, stretti e troppo vicini alla fila precedente o successiva, tanto da mettere in crisi chi ha le gambe lunghe o ha le spalle larghe. La foto sopra mostra il mezzo con cui abbiamo effettuato l’escursione pomeridiana nel Wadi Rum. In secondo piano, invece, un fuoristrada per turisti “poveri”.
A parte l’indubbia scomodità di viaggiare su un trabiccolo poco o nulla ammortizzato, il vero problema di questo mezzo è che si è esposti senza quasi nessuna protezione al feroce e inclemente caldo del deserto. La posizione, così elevata rispetto alla strada, se da una parte permette di osservare il panorama da un punto sufficientemente elevato, dall’altro amplifica alla massima potenza la sensazione di calore e di soffocamento che si prova a quelle latitudini. Da lassù, specie a velocità elevate, il vento caldo del deserto ci investe come il flusso caldo di un phon rovente. E più si va veloci, più è asfissiante, a tal punto da toglierci quasi il fiato. In certi momenti ho provato la sensazione di non poter quasi più respirare, tanto era calda l’aria che mi investiva il viso ed entrava nei miei polmoni.
Naturalmente, tutto dipende dalla stagione in cui avviene la visita. In inverno fa freddo, certo, ma non sono così convinto che sia una situazione migliore.