La scelta di visitare Aqaba, ad agosto, può sembrare un azzardo. Il caldo da quelle parti è implacabile e non ti dà tregua neppure nelle ore notturne. Il solo motivo sufficiente a giustificare un soggiorno in un luogo così rovente è che a Aqaba c’è il mare. E quando parliamo di mare intendiamo il Mar Rosso, ovvero uno dei luoghi più belli al mondo per fare immersioni, snorkeling o anche semplici bagni.
Sarà anche una striscia di terra, è vero, ma Aqaba offre praticamente tutto ciò che ci si aspetta da una località affacciata sul Mar Rosso. Ci sono spiagge libere e stabilimenti balneari provvisti di ogni genere di confort: l’ambiente adatto a chi ama solo crogiolarsi al sole (e lo fa a suo rischio e pericolo, sia chiaro) e bagnarsi ogni tanto nelle acque fresche e cristalline del mare. Tuttavia sono ben pochi i turisti che si accontentano di qualche tuffo e poco altro. Quasi tutti, direi inevitabilmente, scelgono un’altra attività molto più diffusa – e remunerativa per le popolazioni locali: lo snorkeling sulla barriera corallina del Mar Rosso.
E’ questa la principale industria del posto: organizzare uscite in mare, in barche più o meno grandi e moderne, per andare a visitare ambienti sottomarini di ogni tipo, adatti a tutte le esperienze e a tutte le tasche, da soli o in compagnia di sub esperti. Non è difficile organizzare una escursione del genere: praticamente non c’è albergo che non abbia la sua agenzia privata, in grado di assicurare il trasporto, il noleggio dell’attrezzatura, il pranzo e molto altro ancora. E’ un trattamento completo che non costa poco, sia chiaro, ma che permette di trascorrere una intera giornata lontano dal torrido entroterra. E se poi ti piace immergerti, puoi farlo; così come puoi rimanere a bordo a goderti la brezza marina e i gustosissimii snack a base di datteri, vera specialità locale.
Anche noi abbiamo ceduto alla tentazione. Ci siamo rivolti ad un negozio all’interno del complesso del Tala Baj, specializzato nella vendita di abbigliamento e attrezzatura da mare, che offriva diversi pacchetti, a prezzi invariabilmente alti. A dire il vero avevamo delle alternative a buon mercato: il porto di Aqaba pullula di agenzie specializzate in questo genere di escursioni, e la concorrenza abbassa notevolmente i prezzi. Tuttavia dovevamo prendere l’auto per raggiungere il porto, il che significava infilarsi nel traffico caotico della città e trovare un parcheggio, cosa non semplice ad Aqaba. L’agenzia del nostro albergo, al contrario, prevedeva la partenza direttamente dal molo interno, situato a 100 metri dal nostro alloggio. Una comodità che in quelle circostanze abbiamo valutato senza prezzo…

L’escursione tipica di 6-7 ore nel Mar Rosso si concentra nella fascia costiera protetta a sud della città (e quindi vicinissima al Tala Baj). Qui il reef inizia praticamente dopo pochi metri dalla riva. Una volta saliti a bordo il capitano illustra brevemente le varie tappe che verranno coperte nel corso della giornata. I clienti vengono invitati a scegliere e provare l’attrezzatura che l’organizzazione ha messo a disposizione. Per quanto riguarda lo snorkeling, consiglio di utilizzare pinne lunghe e di una misura inferiore al proprio numero. Questo per evitare che, in acqua, le pinne possano diventare improvvisamente troppo larghe, con il rischio di perderle. Per chi non sa nuotare sono disponibili giubbetto di salvataggio e ciambella, spesso agganciata tramite una lunga corda alla barca.

La navigazione copre almeno tre tappe. Il primo step, forse il più bello, è il cosidetto “Japanese Garden“, una delle barriere coralline più rigogliose dell’area, ricca di coralli cavolo, coralli cervello, una miriadi di pesci tropicali e qualche tartaruga caretta-caretta (ma ci vuole un pizzico di fortuna per avvistarne una). Il luogo, peraltro, presenta fondali non particolarmente profondi e quindi è adatto anche a chi preferisce non immergersi e restare a galla sulla superficie dell’acqua.

Da queste parti, inoltre, transitano parecchi mezzi anfibi come quelli della foto sopra: sono delle imbarcazioni con fondo trasparente, completamente immerso in acqua, che permettono anche a chi non vuole bagnarsi di ammirare il fondale da una prospettiva più comoda e asciutta.
Il secondo posto, raggiunto dopo una breve navigazione verso il mare aperto, è il “Cedar Pride“: un relitto di una nave mercantile affondata nel 1985. Giace tra i 10 e i 25 metri di profondità e quindi non è adatto a chi fa solo snorkeling. Tuttavia, la particolare limpidezza del mare consente anche a chi resta in superfice di osservarne la struttura e soprattutto la sua posizione, adagiato su un fianco sull’orlo di un dirupo. L’imbarcazione è talmente invasa da coralli e spugne ad risultare in alcuni punti irriconoscibile.
Il terzo step è forse quello più interessante perché si raggiunge addirittura un carrarmato, collocato a soli 6 metri di profondità. Presso il tank si scorge anche un altro aereo militare, un C-130 Hercules che non è stato abbattuto ma affondato intenzionalmente per ricreare la barriera corallina.
Tutte le uscite in mare vengono coordinate da uno o due ragazzi che si immergono con i clienti. Per chi ha difficoltà a nuotare o a muoversi nell’acqua, è previsto un servizio di “traino” ad hoc: la persona si infila nella ciambella di salvataggio e viene trainata da un addetto particolarmente forzuto per tutta la durata dello snorkeling.
In conclusione, acquistare una escursione per fare snorkeling nei pressi di Aqaba è una esperienza che è il caso di fare o no? Protenderei per il sì. Malgrado i prezzi elevati del servizio. E’ l’occasione, per alcuni irripetibile, di provare l’emozione di nuotare trai coralli e i pesci di un ambiente quasi incontaminato, così diverso e lontano dai nostri fondali spesso grigi e privi di vita. Non è adatta proprio a tutti, è vero, perché le profondità a volte sono ragguardevoli, ma è comunque un modo per avere una idea della meravigliosa diversità biologica che caratterizza questo spicchio di Mar Rosso. Occorre solo prestare attenzione ad alcune precauzioni, del resto ovvie: portarsi delle creme solari reef-friendly (ampiamente vendute in qualsiasi supermercato di Aqaba), occhiali da sole e un telo per ascigarsi, specie quando, dopo una immersione, si riprende a navigare e la piacevole brezza marina si trasforma in un vento freddo e fastidioso. Per i più sensibili al sole, consiglio di indossare una maglia anti UV.