Lo spettacolo serale Petra by Night è uno di quegli eventi che non sai se consigliare o meno. Non c’è dubbio che sia stato creato ad arte per attirare i turisti e scucire loro l’ennesimo salatissimo obolo. Basta dare un’occhiata ai manifesti che troneggiano in qualsiasi punto della città per rendersene conto. Lo spettacolo è descritto come una esperienza unica, suggestiva, in grado di trasmettere emozioni indimenticabili. Un modo originale e irripetibile per connettersi con la storia e la cultura di questo posto in un’atmosfera davvero speciale. Ammettiamolo, basta molto meno per convincere anche i più smaliziati.
In realtà, Petra by Night non è esattamente ciò che promette. O meglio, non del tutto. Resta però un modo comunque originale di trascorrere una serata altrimenti dedicata al solito ristorantino e allo struscio serale. E, a dispetto del costo (40 euro), rimane comunque un’esperienza da raccontare e, nel caso, da raccomandare.

Petra by Night si svolge il lunedì, il mercoledì e il giovedì. Non è possibile prenotare, né online né in altro modo, e i biglietti possono essere acquistati sia direttamente sul sito, sia nelle agenzie di viaggio. Di conseguenza, la prima raccomandazione che mi sento di dare è di arrivare con un certo anticipo. La fila è sempre molto lunga e chi entra per primo, generalmente, trova poi i posti migliori. Sempre che abbia la capacità di mantenere il vantaggio, perché una volta aperti i cancelli, come vedremo, si scatenerà un corsa lungo il Siq a chi arriva prima…
Il percorso naturalmente è lo stesso seguito di giorno per visitare il sito archeologico. La differenza è che stavolta si compie al buio. Che può essere più o meno sfumato a seconda della quantità di candele disposte lungo la strada. Il problema, tuttavia, è che per vasti tratti la fioca illuminazione dei lumini, collocati tutti a mio avviso troppo distanti uno dall’altro, non basta a rischiarare i propri passi. Ci sono punti in cui l’oscurità ci avvolge quasi completamente e siamo costretti ad accendere le torce dei telefonini per vedere dove mettiamo i piedi. Quindi, seconda raccomandazione: visitate Petra by Night con il cellulare carico al 100% o, ancora meglio, portarsi una riserva di carica.
La camminata all’interno del Siq si svolge quindi all’insegna, da una parte, dell’estrema prudenza, per evitare di inciampare o di investire altri turisti; e dall’altra, cercando di accelerare quanto più possibile l’andatura, dato che arrivare prima assicura i posti migliori in prima fila. Ciò pregiudica la natura stessa dell’esperienza, perché ci impedisce di godere di un momento davvero irripetibile: camminare di notte in uno dei luoghi più suggestivi del mondo! Ciò produce una comica rincorsa, a passo accelerato, che coinvolge, volenti o nolenti, tutti i presenti. Lo scalpiccio che si ode, amplificato dalle alte pareti che ci avvolgono, sembra quasi prodotto da un esercito in marcia, per di più obbligato a non fiatare, a non produrre alcun suono. L’avvicinamento al Tesoro viene compiuto quindi nel quasi assoluto (e inquetante) silenzio generale…
La destinazione finale è la solita: la spianata antistante il Tesoro. Devo dire che la scena che si presenta ai nostri occhi è comunque affascinante. Il monumento appare appena illuminato, tanto da non scorgerne la sommità; intorno ad esso una miriade di lumini rendono l’atmosfera piuttosto suggestiva. Ma non c’è tempo per guardarsi attorno: gli addetti alla sicurezza intervengono quasi subito per costringere la gente a non intasare il percorso, accompagnandoli verso una serie di sedili posti uno accanto all’altro in file sovrapposte. Le prime sono proprio a pochi metri dal basamento del Tesoro; le ultime si trovano praticamente a pochi passi dall’entrata del Siq.
Per chi si è affannato ad arrivare per primo la ricompensa è dunque un posto davanti al Tesoro. Ma in questo modo si trova troppo “sotto” il monumento, cosa che lo costringerà a guardare il successivo spettacolo con la testa rigettata all’indietro, in una posizione quasi innaturale, sicuramente dannosa per la propria cervicale. Chi arriva per ultimo, invece, avrà di fronte l’intero scenario, e non sarà costretto a posizioni scomode per godersi lo spettacolo. Di contro, la folla di gente che si troverà davanti gli impedirà di vedere ciò che avviene sul basamento del Tesoro, a meno di non alzarsi in piedi. Come al solito, la soluzione migliore sta nel mezzo: i posti più comodi (o meno frustranti, a secondo del punto di vista) sono quelli centrali: sì, è vero, non sarai né troppo vicino né troppo lontano dall’azione, ma almeno avrai una visione generale sicuramente eccellente.
Lo spettacolo inizia con un presentatore che inizia a raccontare (in inglese) la storia di Petra. Cosa che, a quanto pare, interessa poco o nulla i presenti, in attesa spasmodica di a ciò che dovrebbe essere il cloux della serata, lo spettacolo di luci e suoni. Che però si fa attendere. Per circa un’ora si avvicendano sul palco suonatori di strumenti tradizionali beduini che iniziano a intrattenere (si fa per dire) gli astanti con melodie e canti piuttosto criptici. E’ tutto suggestivo, per carità, e anche molto interessante dal punto di vista antropologico, però non è questo ciò che ti aspetti per ben 30 dinari! Il monumento si limita a cambiare lentamente la colorazione, in modo molto lento e soffuso, restando quasi in secondo piano, in disparte, rispetto allo svolgimento dello spettacolo.
Pochi altri istanti di luci e canti e poi finisce tutto. Le luci principali si riaccendono, il pubblico si alza, un po’ smarrito, un po’ deluso da quanto appena visto, gli addetti invitano tutti, con le buone e con le cattive, a rimettersi in marcia per raggiungere il Visitors Center del sito. E si torna indietro, anche stavolta nel più assoluto silenzio, cercando di non mettere i piedi in fallo e domandandoci, chi più chi meno, se ne valeva davvero la pena.
E così ritorno alla domanda iniziale: lo spettacolo Petra by Night vale il prezzo del biglietto e la fatica di dover affrontare un’ora di camminata, tra andata e ritorno, nel buio quasi assoluto? Non so rispondere. Io ci sono andato, più che altro per curiosità, e non ne ho tratto un’impressione favorevole. Tuttavia, bisogna ammettere che il Siq di notte, nalgrado la scarsa illuminazione, è davvero suggestivo. Vale o non vale i 40 euro del biglietto? Come spesso accade in queste circostanze, è sempre meglio affidarsi ad un bilancio costi-benefici. Il costo è elevato, è vero, ma l’unica ragione che potrebbe convincerci che ne vale la pena è di natura emotiva: quando mai ti potrà ricapitare un’occasione del genere?

Un’ultima notazione su questa serata. All’ingresso, presso i cancelli del Visitors Center, è possibile incrociare il pannello che si vede nella immagine sopra. Da quanto si legge, il Siq è stato posto sotto la diretta tutela del Ministero per gli affari Esteri italiano e dell’Agenzia italiana per lo sviluppo e la cooperazione. Una presenza di prestigio per l’Italia, a mio avviso, che non può che renderci orgogliosi.