Itinerario classico di una crociera sul Nilo: le tappe più importanti

La stragrande maggioranza delle crociere sul Nilo segue il percorso fluviale da Luxor ad Assuan (o viceversa). Esistono itinerari più lunghi e complessi, come quelli che partono direttamente dal Cairo; così come esistono tragitti molto più brevi, come le navigazioni di un giorno, massimo due, da Assuan a Abu Simbel. Ciononostate, la fiorente industria delle crociere egiziana concentra i propri sforzi sull’itinerario classico, quello che in definitiva assicura la visita delle principali aree archeologiche del paese.

Questo itinerario è senza discussioni il modo migliore per immergersi nella storia millenaria dell’Egitto. Raggiunge, in pochi giorni, tutti i luoghi che vale la pena visitare, con il vantaggio di poter contare su tragitti brevi, approdi veloci, ingressi il più delle volte privilegiati. Gli spostamenti da una località all’altra avvengono di norma di notte, in navigazione, minimizzando ulteriormente i disagi e i fastidi dovuti ai lunghi trasferimenti.

La durata media di una crociera sul Nilo è variabile da 3 a 6 notti, a seconda del programma di viaggio e della direzione di marcia: sono generalmente più rapide quando si va da sud verso nord (cioè in favore di corrente). Una crociera standard parte quasi sempre o da Luxor o da Assuan. Ecco, in breve, i luoghi che si visitano procedendo, per esempio, da Assuan verso nord, come abbiamo fatto noi nel 2012. Le tappe sono naturalmente le stesse, ma invertite, in caso di percorso da nord verso sud.

I principali luoghi da visitare durante la crociera sul Nilo

Assuan

Tempio di Philae

E’ il porto dove troveremo la nostra nave e dove ci imbarcheremo per la prima volta. Il che avviene in genere in tarda mattinata. Si procede con le formalità del caso, si beve un cocktail di benvenuto, si prende possesso della propria cabina e subito dopo si va a pranzo. Durante il pasto si fa la conoscenza con il capitano e il personale di bordo. Espletate le presentazioni, inizia il frenetico programma giornaliero: un pulmino ci aspetta per portarci alla diga di Assuan, dove rimarremo poco più di un’ora. Torniamo in strada e andiamo a vedere l’Obelisco incompiuto, un enorme blocco di pietra, ancora in gran parte imprigionato nella roccia, abbandonato a metà del lavoro perché si era crepato in un punto critico. Tornati al porto di Assuan, veniamo tutti imbarcati su una feluca per raggiungere il Tempio di Philae, primo approccio alle meraviglie egizie. Il tempio sorge su un’isola dal giorno in cui fu letteralmentes smontato e rimontato, pietra su pietra, su una collina, per salvarlo dal sollevamento del livello dell’acqua dovuto alla costruzione della diga.

Kom Ombo

Tempio di Kom Ombo

Dopo una notte di navigazione si giunge nei pressi di Kom Ombo, dove sorge un tempio assolutamente unico: il Tempio doppio di Sobek e Haroeris, dedicato simmetricamente a due importanti divinità: il dio coccodrillo (Sobek) e il dio falco Haroeris (una forma locale di Horus). L’architettura, con cortili, sale e santuari duplicati, è affascinante. La visita prevede anche l’ingresso al piccolo museo locale, dove sono custoditi centinaia di coccodrilli mummificati e altri oggetti votivi. Il pomeriggio, a seconda della durata del viaggio, può essere impiegato per tornare sulla nave e ripartire subito oppure restare in zona. In questo modo si ha l’opportunità di andare a curiosare nei mercatini locali, tutti collocati, guarda caso, vicino all’approdo delle navi da crociera; oppure fare qualche passeggiata in carrozzella per le vie della cittadina poco lontana.

Edfu

Tempio di Edfu

Altro trasferimento e ci troviamo davanti a Edfu, altra pietra miliare dell’architettura sacra egizia. Qui si erge il Tempio di Horus, dedicato al dio falco. E’ senza ombra di dubbio il tempio meglio conservato di tutto l’Egitto, nonchè il secondo più grande dopo Karnak. Conserva rilievi ancora perfettamente leggibili, non deturpati dalle follie iconoclaste che si sono succedute nelle epoche successive (cristiani, musulmani, vandali di varia estrazione). Questi pannelli ricchi di immagini e geroglifici narrano le storie mitiche del dio Horus impegnato nella sua perenne lotta contro il dio Seth.

Luxor

Infine si approda a Luxor, meta finale del viaggio. Luxor è l’antica Tebe, ovvero la più estesa e longeva capitale del regno dei faraoni. E ciò la rende ricchissima di monumenti, strutture e siti archeologici che da soli valgono l’intero viaggio in Egitto. Le aree da visitare sono due: la riva occidentale, chiamata dagli antichi egizi il “luogo della verità”, che ha nella Valle dei Re la sua meta più rappresentativa. La riva orientale, ovvero la “città dei vivi”, dove sorgono i maestosi tempi di Karnak e Luxor.

Tempio di Hatshepsut

Sulla riva occidentale si visita la necropoli tebana della Valle dei Re e quella della Valle delle regine. Sono i luoghi di sepoltura dei faraoni del Nuovo Regno, i più famosi, tra cui Tutankhamon e Ramesse II. L’escursione è indubbiamente interessante e coivolgente; peccato solo che sia severamente proibito scattare foto o riprendere con lo smarphone. Poco distante, a Deir el-Bhari, sorge il favoloso tempio di Hatshepsut, dall’inconfondibile struttura a terrazze degradanti che sembrano fuoriuscire dalla montagna a cui è addossato. Infine, si possono anche ammirare i famosi Colossi di Memnone: due imponenti statue di pietra, oramai quasi irriconoscibili a causa dell’erosione, che rappresentano le ultime vestigia del tempio funerario di Amenhotep III (Amenofi III).

Colonnato del Tempio di Karnak

Nella “città dei vivi”, invece, le tappe obbligate sono le visite ai due templi di Karnak e Luxor. Il primo è il più vasto compleso mai costruito. La sua sala ipostile, con 134 colonne gigantesche, tutte finemente cesellate, lascia letteralmetne senza fiato. Il Tempio di Luxor, invece, è situato nel pieno centro della cittadina ed è collegato al tempio di Karnak dal famoso e suggestivo Viale delle Sfingi, un percorso processionale di tre chilometri recentemente restaurato.

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