Navigazione sul Nilo: la vita a bordo durante la crociera

La crociera è probabilmente l’attività turistica più controversa che esista. In grado di suscitare entusiasmi senza limiti e, allo stesso tempo, critiche feroci. Annovera schiere di appassionati, per i quali non esiste quasi altro modo di viaggiare, e masse di detrattori senza pietà. Una crociera, insomma, non ha mezze misure: o la si ama o la si odia, e difficilmente chi appartiene alla seconda categoria salirà mai su una nave per farsi scarrozzare in giro per il mondo.

A meno che non si tratti di una crociera sul Nilo. E allora le cose cambiano. Come scritto molto tempo fa in questo post, la crociera sul Nilo è forse l’unico modo sensato e relativamente poco costoso di viaggiare in Egitto. La maggior parte dei monumenti si trova proprio a ridosso del grande fiume, e per alcuni non c’è proprio modo di visitarli se non a bordo di un battello. La scelta della crociera, quindi, per certi versi appare obbligata. Pertanto, tanto vale mettersi il cuore in pace e adattarsi, per qualche giorno, alla tanto temuta, vituperata e disprezzata vita di bordo.

Appena saliti sulla nave, i turisti sono accolti da un piccolo comitato di benvenuto composto, più o meno, dal capitano e dal suo equipaggio. Vengono offerti gadget e un cocktail rigorosamente analcolico. Allo stesso tempo il capitano informa gli ospiti sugli orari cruciali che scandiranno la permanenza a bordo: colazione, visite, cena, spettacoli serali. Finita questa presentazione, i passeggeri vengono accompagnati alle proprie cabine dove potranno rinfrescarsi e rilassarsi prima di iniziare il viaggio.

Nel lontano 2012 scegliemmo una crociera da Assuan a Luxor, quindi optammo per la navigazione in favore di corrente. Ciò significa che la crociera, in questi casi, dura in genere 3 giorni invece che quattro, costa di meno e comunque non viene sacrificata alcuna visita importante. L’unico disagio – se si può definire così – è che il primo giorno prevede una programma piuttosto articolato: la prima escursione avviene infatti non appena depositati i bagagli in cabina. Non c’è tempo neppure di rendersi conto di dove ci si trova e subito arriva un pulmino che ti porta alla prima destinazione del giorno, ovvero la diga di Assuan. Poi si torna indietro, si pranza sulla nave e subito, senza neppure prendere fiato, si torna sulla terraferma per visitare il famoso obelisco incompiuto, mai completato a causa di una crepa nel granito che lo rese inutilizzabile per gli antichi costruttori. Se fosse stato completato, sarebbe stato l’obelisco più grande mai eretto.

La seconda escursione di giornata prevede la visita al tempio di File. Si raggiunge la riva del fiume, si sale su una feluca e si raggiunge l’isola dove sorge il magnifico complesso archeologico di epoca tolemaico-romana. Avvenendo di pomeriggio, le condizioni di luce sono particolarmente propizie per scattare belle foto o riprese video. La gita dura non più di un’ora, tra visita guidata con tanto di spiegazione in inglese e quei pochi momenti di libertà concessi per andare vagabondando tra le rovine. Ma si tratta solo del primo assaggio di ciò che ci aspetta nei giorni seguenti.

Il primo giorno si conclude quindi in serata, quando finalmente si torna alle proprie cabine per la cena e il meritato riposo. La nave molla gli ormeggi proprio al calar del sole e inizia a percorrere il Nilo a velocità moderata. Devo ammettere che il panorama che si dispiega sotto i nostri occhi, a quell’ora, con il tramonto sempre più infuocato, è davvero indimenticabile. I giorni seguenti il programma non cambia: visite ai templi al mattino e al pomeriggio, navigazione la sera, ormeggio la notte.

La cena a bordo (così come il pranzo) non regala particolari emozioni gastronomiche. La regola sembra essere quella di offrire dei pasti il più possibile in linea con i gusti medi dei turisti occidentali. Che essendo in gran parte nord-europei, non sempre sono così esigenti. Pertanto, i piatti più comuni sono le zuppe e le carni arrosto. Una sera viene organizzata la classica cena egiziana, con pietanze tipiche della cucina locale, seppure depotenziate in quanto a spezie e peperoncino, tra cui gli spiedini la fanno da padrone. Per il resto, domina la cosidetta cucina internazionale: pasta, pizza, purea di patate, verdure bollite, potage vari, roast beef e patatine fritte a volontà.

La serata è dedicata alle attività che più terrorizzano chi non è abituato alla vita sociale di un villaggio turistico o di una crociera, appunto. Ogni sera, infatti, lo staff della nave organizza un evento a tema, che invariabilmente segue questa programmazione: la danza del ventre; la danza di un derviscio; la discoteca notturna; le attività ludiche che cercano di coinvolgere gli ospiti in situazioni più o meno divertenti, e quasi mai per loro stessi. Alcune crociere più pretenziose organizzano addirittura la festa in maschera, ovviamente a tema “antichi egizi”. Chi è abituato a tutto ciò non ci troverà nulla di strano. Per me, al contrario, è stata una forma quasi intollerabile di martirio a cui mi sono sottoposto malvolentieri.

Il derviscio che ruota vertiginosamente su se stesso senza rovesciare bicchieri pieni d’acqua era uno spettacolo già visto al Cairo. La ballerina di danza del ventre era sì aggraziata e formosa, come da regola, ma si capiva che faceva tutto senza troppo entusiasmo, quasi con malagrazia, cercando di non sprecare troppe energie in vista di altri spettacoli successivi. Il punto più basso è stato raggiunto l’ultima sera, quando ci siamo dovuti sorbire una specie di gioco di società in cui lo scopo principale sembrava essere quello di mettere a disagio le persone che vi partecipavano. La discoteca finale, poi, è stato il massimo del ridicolo, poichè, essendo solo in 15 in tutta la nave (per via del calo del turismo dovuto alla recente rivoluzione) si sono trovati a ballare sulla pista solo un paio di ragazze britanniche e mia moglie, e il resto erano i membri dell’equipaggio! Tutti gli altri ospiti sono rimasti tenacemente aggrappati alla loro comoda poltrona aspettando solo che arrivasse l’ora più propizia per andare a dormire.

L’ultimo giorno si arriva a Luxor. Qui vengono effettuate le ultime visite organizzate, le più interessanti, a dire il vero, perché comprendono la valle dei Re e il tempio di Karnak. Il pomeriggio la crociera è formalmente terminata. Veniamo gentilmente accompagnati sulla banchina e la nave si prepara ad ospitare un nuovo gruppo di turisti per affrontare il nuovo percorso, questa volta contro corrente, da Luxor ad Assuan.

 

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