La motivazione principale che spinge i turisti ad Aqaba è il bisogno esasperato di refrigerio. Dopo qualche giorno passato tra Petra, il Wadi Rum, il Mar Morto, alle prese con terrificanti camminate sotto un sole implacabile, senza mai trovare neppure una palma rinsecchita dove ripararsi, l’unico desiderio che invade il cervello è il seguente: trovare una pozza d’acqua sufficientemente fresca dove andarsi a ficcare e possibilmente non uscire più.
Purtroppo Aqaba, al contrario della sua dirimpettatia Elat, in Israele, è l’unica fetta di terra a contatto con il mare in Giordania. I vicini, in effetti, sono relegati ad un lembo ancora più ristretto sul Mar Rosso, è vero, ma in compenso hanno tutta la costa mediterranea a disposizione per la balneazione. La Giordania si deve accontentare di una striscia sottile di costa, per di più collocata a ridosso del deserto arabo che ne influenza inequivocabilmente il clima. La temperatura media, in estate, è infatti da forno crematorio; solo il mare è in grado di fornire quel sollievo a cui i turisti anelano.
Dico subito che il mare, ad Aqaba, è all’altezza delle aspettative. Calmo, pulito anche quando lambisce le spiagge cittadine, mai troppo affollato. E soprattutto non troppo caldo né troppo freddo quando si va in profondità. La temperatura giusta insomma per bagnarsi con una frequenza maggiore rispetto ad altri luoghi. D’altronde, posso assicurare che il clima esterno, specie in certe ore della giornata, ti costringe a passare più tempo a mollo che sulla spiaggia a prendere il sole.
Una volta stabilito che il mare ad Aqaba è OK, resta da affrontare il dilemma di come organizzare un soggiorno decente che permetta la balneazione e, al contempo, qualche gita al largo per fare snorkeling o attività affini. Il tutto senza rischiare di prendersi qualche coccolone o colpo di sole per raggiungere l’agognata spiaggia. Il che ci porta a decidere dove alloggiare ad Aqaba.

Ebbene, dopo lunghe ricerche sul web e su Google Maps, io ho scelto il complesso del Tala Bay. Si tratta di un enorme area residenziale, collocata al confine con l’Araba Saudita (e quindi piuttosto distante da Aqaba) che, come dice lo slogan di benvenuto sul sito è “la prima comunità residenziale autosufficiente della Giordania, con accesso controllato: un progetto urbanistico in cui convergono porto turistico, spiaggia, attività commerciali e residenze“.

Anticipo la prima obiezione: è molto distante dal centro città! E’ vero, saranno più di 20 chilometri, ma non è detto che questo sia un aspetto negativo. E’ senz’altro un elemento che può condizionare le scelte di chi non possiede un mezzo per spostarsi a proprio piacimento. Per costoro l’alternativa è il taxi, che in Giordania non è mai a buon mercato, figuriamoci in un posto come Aqaba dove è praticamente impossibile farne a meno. Per chi si muove in autonomia e con i mezzi pubblici, non ci sono alternative: bisogna restare ad Aqaba e alloggiare negli alberghi che si affacciano sul lungomare che ho descritto in questo precedente post. Sono hotel per tutte le tasche, dagli ostelli agli alberghi extralusso, quindi non c’è pericolo di scontentare qualcuno.
Tuttavia, se siete in possesso di un’automobile a noleggio, consiglio caldamente di affrontare qualche chilometro di sofferenza in più e provare a prendere una camera al Tala Bay Resort. Si tratta di un complesso pittosto articolato di alberghi, resort e case private che sorgono intorno ad un delizioso porticciolo turistico in stile mediterraneo. Devo dire che Il Tala Bay appare subito come una città a sè stante, completa di edifici, piazze, supermercati, calette, spiagge private, luoghi di svago e un rimessaggio per barche. Circondata da un muro invalicabile e controllata notte e giorno da (discrete) guardie armate e da videocamere, il resort sembra una fortezza impenetrabile, uno stato nello stato che vive quasi di regole proprie. Il posto ideale in cui rinchiudersi e dimenticare tutto ciò che c’è al di fuori.

Probabilmente è questa la motivazione per cui migliaia di turisti, in gran parte arabi e giordani, affollano il Tala Bay ogni anno. E’ il classico mondo perfetto, pulito, ordinato, confortevole che tanto si discosta dalle caotiche ed esasperanti cittadine mediorientali. Il luogo in cui è possibile vivere una giornata in pieno relax, al riparo da aggressivi venditori ambulanti, ambienti fatiscenti, disagi di ogni tipo, in un clima decisamente dal sapore occidentale, direi quasi svizzero in alcuni casi. E dove le donne con il velo convivono senza problemi con turiste in minuscoli tanga e bikini.

Naturalmente non ho scelto il Tala Bay per questi motivi. Ho pensato semplicemente che un luogo appartato, dotato di tutto ciò che mi serviva (ristoranti extra-albergo, agenzie di viaggio indipendenti, spiaggia a pochi metri dalla camera) facesse al caso nostro. E devo dire che sono rimasto soddisfatto della scelta. La prima sorpresa piacevole è stata la spiaggia del complesso. L’abbiamo trovata subito, era proprio a pochi metri dal nostro alloggio. Pochi passi a piedi e abbiamo raggiunto una vasta distesa di sabbia fine, puntellata da palme, che degradava dolcemente verso il bagnasciuga. Qui la sabbia lasciava il posto a ciottoli via via sempre più grandi. Poco male, avevamo le nostre brave scarpe da scoglio, appena noleggiate presso un negozio di articoli sportivi locale.
Il mare aveva la temperatura ideale, come detto. In alcuni punti, a poche decine di metri dalla riva, emergevano degli ammassi di coralli intorno ai quali si affollavano tutte le varietà di pesci tropicali che ti aspetti di trovare nel Mar Rosso. Andando oltre si raggiungeva una barriera anti-squalo posta probabilmente solo per evitare che i più incoscienti si avventurassero al largo. Di squali, infatti, non ne ho visto neppure uno.

Il Tala Bay ospita una grande scelta di luoghi dove trascorrere piacevolmente la serata senza dover per forza restare in albergo. C’è una bella piazza, collocata proprio a ridosso del rimessaggio, in cui si affacciano vari locali, alcuni ristoranti e perfino una gelateria italiana. Sono tutti mediamente cari, devo ammettere, ma il gioco vale la candela: si mangia molto bene, spesso all’aperto, e la serata, in alcuni punti più esposti alle brezze marine, è davvero piacevole.
Il resort, infine, ospita un paio di agenzie di viaggio che organizzano uscite in barca a motore per fare snorkeling o per andare a pesca. Pensano a tutto loro: dal noleggio di maschera e pinne al pranzo a sacco. In genere si parte la mattina presto e si torna poco dopo l’ora di pranzo. Ancora una volta, occorre fare buon viso a cattivo gioco: i prezzi sono piuttosto salati, probabilmente in città lo stesso servizio costa la metà. Ma che vuoi farci, una volta in ballo devi ballare.

E se proprio non ti va di fare niente di tutto questo, l’albergo principale del Tala Bay è in grado di soddisfare anche il più pigro dei turisti. Possiede almeno due complessi di piscine, una delle quali circondata dagli edifici adiacenti e quindi quasi costantemente all’ombra. Ha quattro ristoranti di cui due specializzati in cucina di pesce fresco e cucina internazionale (compresa quella italiana), e due a bordo piscina, che offrono a ciclo continuo spuntini e cocktail a profusione. Inutile dire che la maggior parte dei turisti preferisce queste amenità rispetto alle meravglie del Mar Rosso che stanno appena fuori delle mura. Ma come dar loro torto?…