Il massaggio thailandese è senza alcun dubbio l’attività commerciale più diffusa nel Paese. Si pratica ovunque: per strada, sulle spiagge, nelle case di malaffare, nei templi e nelle Spa più pretenziose. Questa attività è talmente diffusa che in certe aree turistiche l’offerta supera di gran lunga la domanda, producendo un fenomeno allo stesso tempo comico e triste: file di ragazze (e ragazzi) seduti davanti ai loro negozi in attesa – sempre meno convinta – che qualcuno si decida a entrare. Questa scena è molto comune in città popolose come Bangkok e Chiang Mai, dove i saloni per massaggi contendono ai bar e ai centri per i tatuaggi il primato del commercio locale.
Ma il massaggio thailandese non è semplicemente un business. Si tratta al contrario di una vera e proria arte terapeutica con radici che risalgono a oltre 2.500 anni fa, e accorpano influenze della medicina tradizionale thailandese, dello yoga e della medicina ayurvedica indiana. Insomma, non solo un lusso per turisti, ma una colonna portante della medicina tradizionale e della cultura quotidiana. Tuttavia, non esiste un solo tipo di massaggio. Di seguito cerco di illustrare – per quanto mi consente la mia limitata conoscenza del fenomeno – quali sono le principali varianti più diffuse in Thailandia, quali benefici/danni arrecano al nostro organismo, i costi più ragionevoli che è giusto pagare.
Le tipologie principali del massaggio thailandese
Il massaggio più antico, insegnato nei templi e nelle scuole specializzate, è il “Nuad Boran” (massaggio antico, appunto). Consiste nell’utilizzare varie tecniche di pressione lungo le linee energetiche, stretching, yoga passivo. Non è previsto l’uso dell’olio. Il cliente, specie se è la prima volta che si sottopone a questo servizio, avrà l’impressione di essere diventato quasi un burattino nelle mani del terapista, che lo stira, lo spreme, lo piega utilizzando mani, gomiti, a volte anche la forza congiunta di gambe e braccia. Il lavoro avviene lungo quelle che nella medicina thailandese sono chiamate “linee Sen”, i canali energetici del corpo. È intenso, a volte decisamene doloroso, ma lascia una sensazione di leggerezza e allungamento incredibile.
Il massaggio “con olio” è una versione più occidentalizzata. Qui la componente dello stretching si attenua un po’, lasciando spazio a lunghe pressioni e scivolamenti con oli essenziali. È più rilassante, più simile a un massaggio classico, ma conserva quella sagacia unica nel trovare punti di tensione e scioglierli. E’ anche la versione che prevede la variante a fini sessuali, pratica però che negli ultimi tempi è stata ridotta notevolmente, ritenuta illegale e condannata dalla maggior parte della società thailandese.

Il massaggio visivamente più diffuso e allo stesso tempo più divertente è quello illustrato nella foto sopra. Dopo una giornata trascorsa a vagabondare per i templi di Chiang Mai o per i mercati di Bangkok, il massaggio thailandese ai piedi è una vera e propria benedizione. Concentrato su piedi, polpacci e a volte spalle, lavora sui punti riflessologi con una precisione chirurgica. Dura meno, ma il sollievo è immediato. Il servizio viene effettuato direttamente davanti ai negozi, su sedie a sdraio dozzinali di plastica disposte su più file parallele e rivolte tutte verso la strada. Così è possibile godersi allo stesso tempo massaggi e struscio locale. La variante più richiesta, specie dai locali, è il massaggio alla testa e alle spalle. Si concentra su quelle zone critiche con digitopressioni e leggere trazioni, spesso includendo anche il cuoio capelluto e il viso.
Una vera delizia per i sensi è il massaggio con le palline di erbe (Herbal Compress). I terapisti riscaldano dei sacchetti di cotone ripieni di una miscela di erbe thailandesi – zenzero, curcuma, lemongrass – e li applicano sul corpo con pressione. Il calore penetra in profondità, il profumo è avvolgente, e l’effetto antinfiammatorio e calmante sembra indiscutibile.
A margine, segnalo un massaggio quasi di nicchia, praticato esclusivamente nel nord della Thailandia. E’ il Tok Sen, una tecnica che prevede l’uso di un martelletto e un cuneo di legno per “picchiettare” lungo le linee energetiche, con un suono ritmico che di per sé è rilassante.
Dove vivere l’esperienza più autentica
Il luogo per eccellenza in cui è possibile provare l’esperienza di un autentico (e certificato) massaggio thailandese è il tempio Wat Pho a Bangkok. Non è solo il tempio del Buddha sdraiato, è la culla del massaggio thailandese, con una scuola annessa dove si possono ricevere trattamenti personalizzati a prezzi ragionevoli. Chiang Mai, nel nord, è un altro santuario, con innumerevoli centri tradizionali e scuole. Per un’esperienza più clinica, esistono ospedali di medicina tradizionale dove i massaggi sono prescritti quasi come terapie. Tutti gli alberghi appena superiori alle tre stelle offorno o comunque sono convenzionati con centri massaggi collocati nei pressi; non sarà difficile, quindi, poter ricorrere al massaggio in qualsiasi momento della giornata (a volte anche di notte). I prezzi praticati negli alberghi di lusso e nelle Spa, tuttavia, sono simili a quelli imposti da noi in Europa.
Chi può fare il massaggio thailandese
Eccoci arrivati alla parte importante del discorso che molti trascurano spensieratamente. Per quanto benefico, il massaggio thailandese, specialmente quello tradizionale, è un’attività fisicamente intensa. Non è un semplice rilassamento. Ci sono situazioni in cui è sconsigliatissimo: una febbre, un’infiammazione in corso, flebiti, fratture recenti o osteoporosi severa sono casi in cui è assolutamente vietato solo avvicinarsi a un centro massaggi. Per le donne incinte, molte tecniche, specie quelle che coinvolgono la pancia o posizioni particolari, vanno evitate, soprattutto nei primi mesi. Lo stesso vale per chi ha problemi cardiaci gravi o è in trattamento oncologico attivo.
Altre situazioni richiedono una chiara e franca comunicazione con il terapista (segnalando dolori, interventi chirurgici recenti o patologie croniche); ci sono casi in cui invece è assolutamene necessario il parere preventivo del medico curante: ipertensione, ernie discali importanti, artrite in fase acuta, diabete (per la circolazione), o semplicemente una pelle molto sensibile.
Gli effetti collaterali più comuni? Un po’ di indolenzimento il giorno dopo, specialmente alla prima volta, come dopo un buon allenamento. Qualche livido se si hanno i capillari fragili. A volte una leggera stanchezza o un mal di testa passeggero, segno che il corpo sta “riassestando” le energie.
Come comportarsi durante un massaggio
Per vivere al meglio l’esperienza di un massaggio thailandese, è fondamentale adottare alcuni accorgimenti pratici che partono innanzitutto dalla comunicazione: non bisogna aver paura di parlare apertamente con il terapista, rispondendo sinceramente alle sue domande e segnalando subito dove sentiamo dolore, se un movimento ci infastidisce o se la pressione risulta eccessiva: è inutile e stupido soffrire in silenzio pur di provare un’esperienza nuova.
La preparazione fisica è altrettanto importante, quindi occorre evitare di presentarsi a stomaco pieno, lasciando trascorrere almeno due o tre ore da un pasto abbondante. Inoltre, cerchiamo di bere molta acqua al termine della seduta per aiutare l’organismo a eliminare le tossine rilasciate durante il trattamento.
Anche la gestione del tempo gioca un ruolo chiave; se è la prima volta, è consigliabile iniziare con una sessione breve di sessanta minuti anziché azzardarne subito una da centoventi, avendo poi cura di non programmare impegni frenetici subito dopo la seduta per permettere a corpo e mente di assorbire i benefici del relax.
Infine, la raccomandazione più importante di tutte: affidiamoci a centri che garantiscano un’atmosfera professionale e pulita, dove l’accoglienza includa anche un interesse genuino per il nostro stato di salute attuale e non solo per il nostro portafoglio.
Quanto costa un massaggio thailandese?
I prezzi dei massaggi in Thailandia variano enormemente in base al contesto, passando dai pochi euro dei saloni di strada alle centinaia di euro delle spa di super lusso. Ecco una panoramica indicativa ricavata da una ricerca veloce effettuata sulla rete.
Saloni di strada e centri locali. Sono i classici centri con le poltrone a vista o piccoli negozi di quartiere. L’ambiente è semplice, spesso con aria condizionata e tende per la privacy. A Phuket, Koh Samui o nelle isole minori, i prezzi “di strada” possono essere più alti del 20-30% rispetto a Bangkok o al nord della Thailandia (Chiang Mai).
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Massaggio ai piedi: 200 – 300 baht
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Massaggio Tradizionale Thai: 250 – 350 baht
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Massaggio con Olio: 350 – 500 baht
Spa di fascia media e Boutique Spa. Centri molto diffusi a Bangkok e nelle località balneari. Offrono ambienti curati, profumati, bevanda di benvenuto e maggiore attenzione all’igiene.
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Massaggio Tradizionale Thai: 600 – 1.000 baht
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Aromatherapy / Oil Massage: 1.200 – 1.800 baht
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Herbal Compress (Impacchi Erbe): 1.000 – 1.500 baht
Luxury Spa e Resort 5 Stelle. Situati all’interno di grandi hotel o centri benessere di fama internazionale (come le spa di lusso a Phuket o Koh Samui). Qui paghi l’esclusività, terapisti altamente qualificati e prodotti di altissima qualità.
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Massaggi singoli: 3.500 – 6.000+ baht
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Pacchetti Spa (3-4 ore): Possono superare i 10.000 – 15.000 baht
Infine, nei centri di strada è consuetudine lasciare circa 50-100 baht di mancia direttamente al terapista. Nelle spa di lusso, tale obolo può salire a 200 baht o più, anche se spesso viene già aggiunto un 10% di costo del servizio al conto finale.