La penisola di Railey è senza dubbio la meta più ambita nei pressi di Krabi. Tuttavia, come ho già spiegato altrove, non è facile da raggiungere se si proviene da Ao Nang. Occorre prendere una barca, affrontare il mare aperto per circa mezzora e sbarcare sulla sua grande spiaggia (Railay West, appunto) direttamente sul bagnasciuga; non c’è altro modo di arrivarci, visto che è isolata da un enorme collina calcarea che ne impedisce qualsiasi ingresso via terra. Quindi non restano che due alternative: o soggiornarci, o scegliere di visitarla in giornata.
Restare a Railey o visitarla in giornata?
Queste due opzioni, come è facile intuire, presentano entrambe pro e contro significativi. E’ indubbio che la scelta ideale sarebbe quella di restarci qualche giorno. Solo così, infatti, è possibile vivere appieno l’atmosfera di questo luogo, assaporando ogni momento della giornata senza doversi preoccupare di nulla e senza l’assillo di dover tornare indietro a Krabi per la notte. Il soggiorno a Railay, pertanto, è altamente consigliato a chi ama immergersi in un ambiente rilassato, con poche attrazioni turistiche, immerso nella natura e relativamente poco affollato. Ciò non significa che a Railey non vengano offerti e praticati gli stessi svaghi che si trovano in altre località turistiche thailandesi, è ovvio, ma qui si vive tutto in modo più distaccato, lento, direi quasi sereno.

Naturalmente, questa caratteristica potrà piacere a qualcuno ma sicuramente non a tutti. Per chi desidera invece il frastuono roboante di una tipica località di villeggiatura thailandese, un posto come Railey equivale a un convento per suore di clausura. Chi ama la confusione, le feste per strada, le discoteche, i locali alla moda, i ristoranti aperti tutta la notte, allora Railay non è davvero il posto giusto in cui stare. Per questo tipo di turisti Krabi rappresenta un ottimo compromesso: sufficientemente immersa nella natura per soddisfare gli amanti del mare e della foresta tropicale; sufficientemente vacanziera per assicurare tutti i divertimenti che ci si aspetta di trovare in un luogo del genere. Il tutto senza esagerazioni, né in un verso né nell’altro.
Data questa premessa, ci si aspetta che noi, nel 2019, scegliessimo di soggiornare a Railay. E invece no, abbiamo preferito alloggiare a Krabi, in un albergo per di più appena discosto dalla zona più caotica della cittadina. Perché questa scelta? In primo luogo perché non avevamo capito quanto fosse complicato arrivare sulle spiagge della penisola. Pensavamo che ci fossero altre vie per raggiungerla, tanto da riflettere sulla opportunità di noleggiare o meno uno scooter per tutto il soggiorno. Un’altra ragione, non meno importante, è che avevamo letto che a Railey non esistevano bancomat e quasi tutte le pensioni o gli alberghetti non accettavano carte di credito. Cosa che si è rivelata assolutamente falsa una volta verificato di persona. Infine, temevamo di restare un po’ isolati in un ambiente che non offrisse neppure la soddisfazione di bere una birra al chiarore delle stelle. E anche questo timore si è rivelato infondato.
Purtroppo siamo stati in grado di verificare quanto fossero false tali dicerie solo dopo aver prenotato l’albergo. La prima volta che abbiamo raggiunto Railey ci è apparso chiaro che il luogo era assolutamente in grado di ospitare un soggiorno continuativo e di soddisfare qualsiasi esigenza. Ma era troppo tardi, ripeto, e così ci siamo rassegnati a visitare la penisola di volta in volta, in giornata.
Cosa vedere partendo da Railay West

E qui veniamo all’argomento principale di questo post: cosa vedere a Railey raggiungendola in barca la mattina e tornando a Krabi la sera. La maggior parte dei turisti che sbarcano a Railey West restano in zona quasi tutto il giorno. La ragione è semplice: la spiaggia è meravigliosa, il mare pulito e poco mosso, i ristorantini e i locali di ogni tipo sono numerosi e a portata di mano. Cosa desiderare di più per una giornata al mare? Eppure c’è molto di più, lo posso assicurare. Basta prendere la via che sbocca direttamente in spiaggia, quella che si vede sopra, e ci si inoltra all’interno della penisola. I primi passi ci vedranno immersi in un ambiente tipicamente turistico, con locali, negozi, ristoranti e molte pensioncine a basso costo. Qui, la prima impressione è che ci si trovi in un ambiente un po’ naif, vagamente hippie, quasi una replica – riveduta e corretta – di quella comunità che veniva descritta dal film “The Beach”. I villeggianti con i capelli rasta abbondano, così come le persone abbigliate con abiti multicolori e camicie a fiori.

Continuando oltre, la cittadina viene sostituita dai primi contrafforti della foresta pluviale. Il percorso si fa più stretto e leggermente più arduo. Adesso si cammina a ridosso delle altissime pareti di roccia calcarea che sovrastano la penisola. Dappertutto assistiamo alla lotta millenaria delle piante, degli alberi, di appropriarsi di qualsiasi centimentro di terra fertile. E quando non ci riescono con le radici, ecco che ricorrono a liane e fronde, che scendono dall’alto delle falesie, le ricoprono come un manto verde, penetrano nelle fessure della roccia, le spaccano e le modellano in forme bizzarre. E’ un sentiero che affascina e spaventa allo stesso tempo perché ti accorgi, semmai ce ne fosse ulteriore conferma, che la natura non si ferma proprio davanti a nulla…
La Diamond Cave

La prima attrazione che si incontra a questo punto è la Grotta Tham Pra Nang Nai, conosciuta anche come Daimond Cave. Deve il suo nome alle formazioni rocciose che brillano, specialmente quando sono bagnate. E in effetti, le formazioni di stalattiti e stalagmiti sono spettacolari. La visita è relativamente breve, si può completare in circa 15-20 minuti, ed è previsto un piccolo costo d’ingresso (solitamente intorno ai 100 baht, ufficialmente richiesti per la manutenzione della grotta). Una precauzione: indossare scarpe con una buona presa sul terreno, dato che l’ambiente interno è piuttosto umido e la passarella molto scivolosa. La grotta ospita anche una colonia di pipistrelli, i cui suoni aggiungono un tocco naturale all’esperienza.
Segnalo, infine, che nei presso dell’entrata sorge l’unico bagno attrezzato della zona. Non è necessario pagare per usufruirne ma un piccolo obolo sarà comunque gradito.
La spiaggia di Railay East
Proseguendo oltre, a poche decine di metri dalla Grotta, ecco che il sentiero si intrufola in mezzo ad un villaggio caratterizzato da case basse e ben tenute. Non si tratta di abitazioni locali ma di bungalow. In pratica, sono i primi insediamenti turistici presenti dall’altra parte della penisola, la famosa e poco balneabile spiaggia di Railey East, che però, essendo facilmente raggiungibile via nave dalla parte est di Krabi, offre qualche sistemazione più in linea con gli standard thailandesi.

La prima visione non è delle migliori. La spiaggia è ridotta ai minimi termini e in alcuni punti il mare arriva sotto la strada. E’ senz’altro l’effetto della marea, ma a ben vedere ci si accorge presto che non si tratta del tipico posto dove potersi far un bel bagno rinfrescante. La spiaggia è ricoperta dalle mangrovie ed è in gran parte fangosa, rendendola inadatta sia per nuotare che per prendere il sole. Nondimeno, offre un’atmosfera perfetta per la villeggiatura e ospita gran parte della (poca) vita notturna locale, dei bar e dei ristoranti della zona.

A prescindere dal mare, Railay Est è il luogo preferito dai turisti che soggiornano nella penisola. In primis perché è il punto di arrivo per i traghetti e le imbarcazioni che vengono da Ao Nam Mao, in quanto dispone di un molo. Un’elegante passerella in legno costeggia tutta la spiaggia, rendendola un luogo piacevole per una passeggiata e per godersi il panorama sulle scogliere calcaree. Inoltre, con la bassa marea, è possibile osservare una colonia di presbiti dagli occhiali che esce dalla foresta per cercare cibo sulla riva. Uno dei quali, affatto timoroso della mia presenza, è stato immortalato dallo scatto sopra. Un incontro davvero emozionante, visto che queste scimmie sono piuttosto rare in Thailandia.
Questa zona possiede dintorni molto interessanti. All’interno sorgono imponenti scogliere calcaree che attirano scalatori da tutto il mondo. Poco distante, infine, un sentiero a corda fissa conduce a un famoso punto panoramico (viewpoint) che offre una spettacolare vista su tutta la penisola. Dopo la salita, è possibile scendere fino alla Laguna Nascosta, un bacino d’acqua dolce circondato da scogliere. La salita è molto faticosa e in alcuni tratti – specie se ha piovuto – anche pericolosa. Consiglio quindi di affrontarla in un periodo secco e attrezzati come conviene.
Praticare il free climbing a Railay East
Accennavo prima alle arrampicate sulle falesie calcaree della penisola, pratica molto in voga a Railay soprattutto fra turisti nordici. La zona più idonea è proprio quella che si percorre partendo da Railey East per arrivare alla spiaggia forse più bella, ovvero Phra Nang. Le pareti di roccia qui sono quasi del tutto prive di vegetazione, in gran parte verticali, ricche di appigli, fessure, spaccature praticamente perfette per il free climbing.

In alcuni punti, particolarmente deliziosi, come quello dell’immagine sopra, il sentiero rasenta la parte più interna di queste falesie, un ambiente fantastico che tradisce un passato di grotte sotterranee (vedi le stalattiti), venute alla luce per effetto dell’erosione del mare. Il luogo è così bello che gli amministratori thailandesi hanno pensato bene di disporre qualche panchina di legno e permettere a chiunque di ammirare l’opera del tempo con tutto comodo.

Pochi passi ancora e si apre lo straordinario scenario della spiaggia di Phra Nang. Uno dei luoghi più affascinanti della Thailandia, a mio modo di vedere. Una larga spiaggia circondata da alberi enormi che arrivano quasi fino al mare, chiusa da due lati dalle scogliere più elevate di tutta la penisola. E’ qui che sorge un tempio in una grotta oggetto di una particolare e bizzarra devozione da parte degli abitanti del luogo, e non solo. Ma ne parlerò meglio in un altro articolo, perché merita un’attenzione a parte.

La spiaggia di Phra Nang è anche il luogo più apprezzato dai free climber per le loro arrampicate. E’ anche quella che presenta più zone con corde e appigli sicuri, quindi adatta anche alle velleità dei più inesperti. Peccato che questa pratica attiri qui una marea di persone che, in definitiva, affollano il luogo in modo quasi intollerabile. Per non parlare di tutto il materiale che si portano (rampini, corde, caschi, ecc.) e che depositano un po’ dappertutto, spesso sotto gli alberi, privando così dell’ombra i pochi che invece sono venuti per godersi il mare e nient’altro.