Come ogni località turistica thailandese che si rispetti, anche Ao Nang ha il suo quartiere del divertimento notturno. Non è grande né famigerato come quelli di Pattaya o Phuket, beninteso, però offre quasi tutti gli svaghi tipici di una località del genere: bar, pub all’inglese e ristorantini senza pretese. Il campionario tipico del divertimento thailandese, insomma.
La via in questione è la Soi RCA, un breve vicolo, lungo appena un centinaio di metri, che racchiude in sé l’essenza di una notte thailandese in versione “tascabile”. Il nome deriva dalla ben più famosa Royal City Avenue (RCA) di Bangkok, ma non ha niente a che vedere con la regina della vita notturna della capitale. Piuttosto, sembra una Bangla Road in versione ridotta, compatta, che non richiede neppure la fatica di affrontare lunghe camminate per percorrerla tutta. L’atmosfera è simile, ripeto, ma meno caotica e certamente molto meno “trasgressiva”.
L’ingresso all’area, come in altre parti della Thailandia, è contrassegnato da un grande portale luminoso con la scritta “RCA Entertainment”. La via si trova a circa 250 metri dalla spiaggia, in una zona piuttosto anonima della cittadina; sarebbe difficile da trovare se non fosse per il frastuono che la contraddistingue. Il momento migliore per visitarla è dopo le 22:00: prima è praticamente deserta.
Lungo la via i locali si susseguono senza soluzione di continuità. L’offerta è variegata e comprende i locali più tranquilli, dove poter sorseggiare persino cocktail analcolici, a quelli che offrono anche musica ad alto volume, dove è possibile ballare e scatenarsi. L’arredamento è quasi sempre lo stesso: tavoli per strada, banconi con alti sgabelli all’inglese, televisioni in 4k che trasmettono repliche del campionato inglese di calcio, tavoli di biliardo presidiati da procaci signorine provviste di stecca e gesso.
In realtà, Soi RCA è famosa per essere anche l’area a luci rosse di Ao Nang. Un aspetto che devo dire ho faticato a rilevare. L’atmosfera è generalemente molto rilassata, amichevole, e le stesse bar-girls non sono insistenti come in altre località. Esiste una clientela maschile interessata al sesso, è indubbio, ma l’ambiente è talmente informale e tranquillo da rendere questo posto assolutamente sicuro per le coppie o i gruppi di amiche. Io e mia moglie ci abbiamo passato una intera serata e siamo stati benissimo.
Per chi è poco interessato alle donne o a ubriacarsi, i locali di Soi RCA mettono a disposizione perfino dei giochi da tavolo pur di intrattenere la clientela il più possibile. Noi abbiamo scelto il Jenga (mai giocato fino ad allora) il cui scopo era quello di rimuovere a turno i mattoncini di legno che costituivano un specie di torre e riposizionarli sulla cima, cercando però di non far crollare l’intera struttura. Cosa che non ci è quasi mai riuscita, tanto per essere onesti…
Durante la lunga serata abbiamo anche assistito ad uno dei più famosi e scontati spettacoli di strada della Thailandia: il Kuan Fai, lo “spettacolo di fuoco”, ovvero l’arte di far roteare oggetti infuocati intorno al proprio corpo al ritmo di una sfrenata house music. Non era la prima volta che lo vedevamo, ma quella notte fummo sorpresi di scoprire che ad eseguirlo era un ragazzo su una sedia a rotelle!
Il tipo iniziò bene, devo dire, esibendosi con una catena ai cui estremi erano collegate due sfere infuocate. I movimenti erano fluidi e rapidi e le due sfere, roteando vorticosamente, producevano nella notte dei magnifici cerchi concentrici infuocati. Putroppo, via via che procedeva l’esibizione, il ragazzo perdeva progressivamente la forza necessaria per consentire alle due sfere di restare lontane dal suo corpo. Bastava infatti un impercettibile rallentamento nella roteazione per avvicinare pericolosamente una delle due palle infuocate alla sedia o alle sue braccia.
Questi rallentamenti sono progressivamente aumentati finché non è avvenuto l’incidente – peraltro ampiamente prevedibile, a quel punto: una sfera ha sfiorato la camicia dell’artista che ha preso immediatamente fuoco. Il tipo prima ha iniziato a dimenarsi per liberarsi della camicia, poi ha tentato addirittura di gettarsi a terra. Per fortuna è stato soccorso immediatamente – c’era in effetti un addetto, tra la folla, con una grossa tanica d’acqua pronta tra le mani – ma ho avuto l’impressione che quella notte sia stata sfiorata la tragedia.
Infatti, malgrado l’immediato spegnimento del fuoco – che aveva anche intaccato la sedia a rotelle – il tipo ha ringraziato il pubblico e ha sfoderato anche un largo sorriso soddisfatto. Se n’è andato tra gli applausi, e pochi hanno notato l’inequivocabile smorfia di dolore con cui ha lasciato la via mentre veniva trascinato via da due energumeni. Sono pronto a scommettere che la sera dopo, malgrado la brutta avventura, sarebbe tornato ad esibirsi sulla propria sedia a rotelle per pochi spicci e qualche applauso.