Il centro nevralgico della vita notturna di Phuket è senza dubbio Bangla Road. Ovvero la strada pedonale più celebre dell’isola, se non addirittura dell’intera Thailandia. Non che ce ne siano altre, beninteso: Phuket pullula di luoghi in cui il divertimento viene coniugato in tutte le sue più molteplici e stravaganti espressioni. Bangla Road, tuttavia, è l’arteria principale all’interno di un vasto reticolato di strade, vicoli, incroci che costituiscono il cuore del centro cittadino di Phuket. E’ il luogo in cui chiunque cerca e quasi sempre trova ciò che desidera. Perché a Bangla Road, posso assicurarlo, ogni sera va in scena l’intero campionario del divertimento notturno, o perlomeno di ciò che oggi viene considerato tale, e a dosi massicce.
La strada, almeno dal punto di vista urbanistico, non è niente di che – come del resto quasi ogni strada thailandese. Una lunga via, nominalmente pedonale (ma solo la notte), sui cui lati si affacciano edifici piuttosto banali, alcuni perfino decadenti, altri smaccatamente ridicoli. Regna sovrana una confusione pacata, direi quasi ordinata, che cresce esponenzialmente man mano che ci avviciniamo alla sera. Poche sono le case ad uso abitativo: la maggior parte delle costruzioni sono negozi, ristoranti, bar, centri massaggio o tatuaggi e una infinità di esercizi che vendono un po’ di tutto, dalle scarpe false firmate ai prodotti per la spiaggia. Durante il giorno, come del resto accade a Khao Sao Road (Bankok), non si nota una grande attività, né da parte dei commercianti nè dei turisti. I primi sono impegnati a rifornire i loro negozi di tutto ciò che servirà la sera; i secondi si trovano in gran parte sulla vicina spiaggia di Patong, sotto qualche ombrellone o a sguazzare tra i flutti del Mar delle Andamane.
E’ proprio da qui, dalla spiaggia di Patong, che consiglio di partire per effettuare la visita serale di Bangla Road. Il contrasto tra la pace che regna in spiaggia e le prime luci (e rumori) della città è quanto meno emozionante. Nondimeno, la prima piacevole impressione lascia ben presto il posto allo sbigottimento di fronte al portale d’ingresso alla via, quello della foto di questo post. Un arco luminoso e pacchiano i cui elementi predominanti sono tre delfini e delle palle multicolori disposte (artisticamente?) sulla scritta: “Patong Beach – Phuket Thailand”. Una specie di cazzotto nello stomaco ma devo dire perfettamente in linea con quanto ci aspetta oltre.
La strada è affollata ogni oltre misura da turisti di ogni specie, razza e religione. Puoi infatti vedere ragazze nordiche in short risicatissimi e donne islamiche completamente velate. Oppure comitive di giovani a caccia di drink e avventure galanti e famiglie con bambini piccoli al seguito. A Bangla Road ci vanno proprio tutti, e questo è quanto meno bizzarro, visto che la maggior parte delle attività, con il procedere della notte, si spostano progressivamente verso i piaceri più proibiti.
All’inizio della serata, comunque, si assiste ad un formicolare di persone che non sembra avere uno scopo o una destinazione precisa. A quanto pare l’aperitivo perfetto allo svago notturno è proprio questo incessante camminare, avanti e indietro, per la via, gettando lo sguardo distratto da una parte e dall’altra della strada senza dedicare attenzione a niente di particolare. E’ innegabile che, almeno in queste ore iniziali della sera, la prima preoccupazione è trovare un posto in cui mangiare. Devo dire che Bangla Road non è proprio il posto più adatto allo scopo. La strada offre di tutto e di più, ovviamente, ma i ristoranti più ricercati (e a buon mercato) stanno fuori, o direttamente sulla spiaggia di Patong o nelle vie adiacenti, o ancora meglio nei numerosi centri commerciali delle vie principali di Phuket. A Bangla Road, insomma, si va per fare altro, non per mangiare.
Come per esempio fumare, in tutta tranquillità e legalmente, uno spinello. E difatti, la prima insegna illuminata al neon che si vede, appena varcato l’arco d’ingresso, è una enorme foglia di marijuana a pochi metri dalla stazione di polizia di Patong. Come è possibile? Che cosa si vende esattamente in questo negozio (che non è nè il primo né il più grande)? Si tratta di uno dei famigerati “Cannabis shop” thailandesi, negozi in cui è possibile acquistare e consumare tutto ciò che ruota intorno all’universo della marijuana, comprese le infiorescenze, ovvero la materia prima degli spinelli. In questi posti è possibile scegliere la varietà di cannabis e acquistare un grammo ad uso ricreativo. Da consumarsi però tassativamente all’interno del locale, in sale predisposte appositamente. La legge infatti non permette di fumare spinelli in luoghi pubblici o per strada (pena multe salatissime di 25 mila baht). Inoltre, tecnicamente la vendita è ora limitata a scopi medici e terapeutici. I negozi che sorgono come funghi su Bangla Road oggi operano sotto licenze molto specifiche che richiedono la presenza di personale qualificato o prescrizioni.
Un altro piacere cui i turisti si abbandonano volentieri è concedersi un drink (e spesso più di uno) prima e dopo cena. I bar a Banga Road sono numerosissimi: in alcune zone sorgono uno appresso all’altro, senza soluzione di continuità, e per questo spesso appaiono semi vuoti. Per battere la concorrenza, si affidano a procacciatori di clienti, a volte uomini, molto più spesso ragazze, alcune appena vestite, che con maniere più rudi che gentili ti invitano a entrare nel loro locale. Non è raro che molti turisti poi finiscano la serata qui, dopo aver tracannato birre su birre e consumato ogni genere di porcheria. In questi bar è possibile ascoltare anche della musica dal vivo, suonata da band locali che raramente superano la sufficienza; oppure guardare le immancabili partite di calcio inglese; o anche fare qualche partita a bigliardo o a freccette.
Non sono però questi i bar che attirano l’attenzione, no di certo. A Bangla Road ci sono locali in cui si può accomodare, ordinare da bere e gustarsi uno spettacolo molto particolare: alcune ragazze che ballano, in modo apparentemente svogliato, proprio sul bancone intorno a un palo. Sono le famose “Bar Girls”, o meglio, dato il contesto, le “Coyote Girls“, una vera e propria istituzione della vita notturna thailandese. Il termine deriva dal film Coyote Ugly e si riferisce alle ragazze che ballano sui banconi o sui palchi. Rispetto alle normali bariste, il loro compito principale è intrattenere i clienti e indurli a restare. Spesso indossano costumi coordinati o bikini e seguono coreografie più o meno elaborate. Nei locali al chiuso possono danzare anche in topless. Lo scopo è sempre lo stesso: attirare l’attenzione dell’avventore, incatenarlo al suo banco ed evitare che vada via per consumare da qualche altra parte. A quanto ho visto, i balletti sul bancone si fanno via via sempre più provocatori man mano che la notte procede, ovvero quando le famiglie con bambini spariscono dalla circolazione. Una curiosità sulla utilità del palo: secondo me serve alle sventurate per sorreggersi dopo ore e ore di ballo quasi continuo, per di più su scarpe con tacchi spesso vertiginosi.
Un altro espediente per contrastare la feroce concorrenza è quello di praticare sconti sulla quantità di bevande acquistate. Alcuni locali arrivano al punto di offrire 5 birre piccole gratis se acquisti un cestello di altre 5 birre a 450 baht! Ma le offerte promozionali non si fermano qui. A Bangla Road è possibile bere alcuni dei più celebri cocktail, peraltro miscelati benissimo, da 99 baht in poi. Che cosa non si fa per non perdere il cliente!…
Uno degli aspetti più curiosi di Bangla Road è che ci sono locali in cui puoi semplicemene sederti e giocare, da solo o in compagnia, ad alcuni inoffensifi giochi da tavolo. Come il “Connect 4” (Forza 4), il classico gioco della Hasbro dove devi mettere quattro gettoni dello stesso colore in fila. O la “Torre di legno”, in cui devi sfilare i mattoncini da una torre senza farla crollare. Questi giochi vengono proposti spesso da procaci ragazze che ti propongono una sfida: se vinci tu, ottieni un grande applauso e, se sei fortunato, il bacio della bella. Ma se perdi sono dolori, perché devi pagare un’altra consumazione o peggio, pagare un giro di bevute a tutti i giocatori presenti in sala. Ma quello che mi ha impressionato di più è senza dubbio il Gioco del chiodo (Hammer & Nail). Davanti a te trovi un grosso ceppo di legno con dei chiodi parzialmente conficcati. Tu e la ragazza dovete colpire il chiodo a turno usando la parte sottile (la penna) del martello, non quella piatta. Vince chi riesce a conficcare completamente il chiodo nel legno con l’ultimo colpo. Qual è il trucco? Le ragazze passano 10 ore al giorno a farlo. Hanno una mira e una coordinazione occhio-mano che farebbe invidia a un fabbro professionista. Sembrano distratte, ma non sbagliano un colpo.
Tra un bar e l’altro, una giocatina a bigliardo e una sfida Forza 4, dopo aver percorso l’intera via, avanti e indietro, infinite volte, cosa resta di questa esperienza a Bangla Road? L’impressione che ne tratto io – ed è una considerazione rigorosamente personale – è che si tratti di uno dei tanti riti che siamo obbligati a compiere quando ci rechiamo in determinate località. Come gettare la monetina a Fontana di Trevi. Anche se non ci piace o non ci attira per niente. Se le attività più gettonate sono bere alcolici, mangiare, giocare, farsi massaggiare i piedi, tornare a bere alcolici, farsi tatuare qualche obbrobbio sulla schiena, passeggiare ossessivamente lungo la via, avanti e indietro, ed eventualmente, flirtare con una ragazza locale, che finirà per farti ubriacare definitivamente, allora devi essere preparato per questo, ti deve piacere davvero; altrimenti è meglio non perdere tempo. Qualcuno certo potrà dire che è già abbastanza, e non lo biasimo. Ma non potrà fare a meno di riflettere, a mente serena, che l’esperienza potrebbe rivelarsi, in fin dei conti, più triste che folle.