Pagamenti elettronici in India: perché a volte non funzionano

Il disagio più fastidioso del mio recente viaggio in India non è stato causato dal clima, o dai disturbi intestinali, o dalla povertà diffusa. No, più prosaicamente, sono stati i pagamenti a crearmi i problemi più grossi. E più precisamente, i pagamenti digitali. Ho riscontrato infatti un’enorme difficoltà a pagare con carte di credito e bancomat in gran parte del paese. E questo malgrado i recenti progressi realizzati dal sistema finanziario indiano in tema di pagamenti elettronici (UPI).

L’inconveniente più frequente è stato quello di non riuscire a a completare un pagamento perché la mia carta (o le mie carte) sono state rifiutate. E questo è successo non solo per piccoli importi – cosa che potrebbe essere anche spiegabile – ma anche per il pagamento di alberghi o ristoranti. In alcuni casi ho risolto cambiando la carta (da Mastercard a Visa, o viceversa); in altri, ancora più rari, modificando il procedimento di acquisizione della carta (da touch a strisciata); nella maggior parte dei casi, tuttavia, non sono riuscito proprio a pagare. E la cosa più strana è stata che invece mia moglie, con una carta di credito simile, ma di un altro circuito bancario, ci è riuscita!

Tornato in Italia mi sono documentato e ho trovato le seguenti spiegazioni.

Il sistema dei pagamenti elettronici indiano è in rapido e tumultuoso sviluppo. Recentemente, l’India ha attuato una grande razionalizzazione del suo sistema finanziario digitale con l’UPI (Unified Payments Interface), un sistema di pagamento istantaneo e in tempo reale sviluppato dalla NPCI (National Payments Corporation of India) che ha rivoluzionato il modo di trasferire denaro in India. Ciò ha richiesto la necessità di trasformare, modificare, sostituire i vecchi dispositivi POS utilizzati fino a poco tempo fa. Il processo – e ne sappiamo qualcosa noi italiani – non è stato né indolore né rapido come ci si aspettava, e molte realtà economiche, anche di un certo rilievo, sono rimaste indietro.

Di conseguenza, i viaggiatori stranieri possono trovarsi di fronte ancora oggi, specie nei luoghi più remoti, dei POS di vecchia generazione, quelli per intenderci che richiedono la “strisciata” della carta. Questo metodo di pagamento richiede quindi che la carta possegga ancora una fascia magnetica laterale, insieme al chip. Ebbene, stando alle testimonianze di molti turisti, la strisciata a volte funziona, a volte no, dipende dal POS utilizzato.

Quanto al pagamento con il sistema NFC (la tecnologia di comunicazione wireless che consente lo scambio di dati tra due dispositivi entro un raggio di pochi centimetri), quello utilizzato con i cellulari, in India siamo ancora agli inizi. I POS abilitati, infatti, li ho trovati solo a Mumbai e all’aeroporto. Inoltre, esiste un ulteriore problema, legato alla sicurezza delle transazioni. Alcuni esercenti e sistemi di pagamento potrebbero avere difficoltà con il protocollo 3D Secure (Verified by Visa, Mastercard SecureCode) per le carte di credito e di debito non indiane, il che può portare a un rifiuto del pagamento.

Infine, il problema potrebbe verificarsi a “macchia di leopardo”, senza una logica apparente. Un negozio potrebbe accettare la tua carta senza problemi, mentre un altro, anche con un POS simile, potrebbe rifiutarla. Questo può dipendere dalla banca dell’esercente o dalla specifica configurazione del loro sistema di pagamento.

Cosa fare, quindi, per minimizzare il problema? Il consiglio più scontato è di portare più carte appartenenti a circuiti diversi. A volte la banca di un esercente è collegata – per motivi di marketing o di convenienza economica – solo a un circuito e quindi rifiuta una transazione effettuata su qualsiasi altro. Inoltre, ho notato in un caso che il pagamento è andato a buon fine quando è stato effettuato con un bancomat e non con una carta di credito. La ragione può risiedere nel diverso pin da utilizzare? Il pin di un bancomat è a 5 cifre, quello della carta di credito, almeno nella maggior parte dei paesi, pur essendo anch’esso a 5 cifre, richiede l’uso solo delle prime 4 per essere validato.

Naturalmente, la soluzione più semplice e sicura è quella di avere molti contanti nel portafoglio.

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