Aurangabad, la base perfetta per visitare Ellora e Ajanta

Cosa attrae davvero dell’India? Non le sue spiagge, né le metropoli e neppure la sua vita notturna. A pensarci bene, l’India non possiede quasi nulla di ciò che normalmente attira il turista medio. Ciò che rende questo paese davvero unico, al punto da costringerci a sfidare le prove dell’inferno pur di andarci, sono le sue meraviglie architettoniche e la sua cultura millenaria. Pochi paesi, nel mondo, possono vantare le attrazioni che possiede l’India. Peccato però che siano tutte collocate, più o meno, in posti che definire quasi irrangiungibili sarebbe un eufemismo.

Come le grotte di Ellora e Ajanta, per esempio. Rappresentano l’apice dell’arte, dell’architettura e della spiritualità buddista e sono entrambi Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Sarebbero una meta imprescindibile in qualsiasi parte del mondo, figuriamoci in India… ma si trovano però nello stato del Maharashtra, lo stesso di Mumbai ma logisticamente e geograficamente lontane anni luce dalla capitale. Visitare questi due siti comporta una pianificazione accurata, da gestire al di fuori dei tradizionali circuiti turistici che comprendono Mumbai e che spesso si limitano a destinazioni più “facili” come  Goa o il Kerala. Ellora e Ajanta meritano un viaggio a sé, inutile girarci intorno. Occorre programmare una deviazione notevole – e dispendiosa – da qualsiasi itinerario di viaggio preconfezionato.

La deviazione in oggetto prevede una sola alternativa: Aurangabad. E’ una cittadina che negli ultimi anni si è specializzata proprio nell’accoglienza dei turisti che decidono di visitare Ellora e Ajanta. Le quali, essendo situate entrambe a nord, ma a distanze diverse rispetto alla città, sulla mappa sembrano facilmente raggiungibili con un solo viaggio e per di più in giornata. Niente di più sbagliato. I due siti sono vasti, complicati e non così agevoli da raggiungere; pretendono un obolo di parecchie ore fra tragitto in auto, avvicinamento e visita vera e propria. Meglio programmare due entrate separate. Pertanto, una volta deciso di andare ad Aurangabad, è opportuno prenotare almeno due notti in albergo, così da avere tutto il tempo che serve senza affannarsi troppo.

Per fortuna, Aurangabad possiede un piccolo aeroporto. Viene servito quasi esclusivamente dalla compagnia indiana low cost Indigo, con un paio di voli giornalieri da e per Mumbai. Il minimo indispensabile, è vero, ma più che sufficiente per programmare uno stop-over veloce. Se a ciò si aggiunge l’esiguità del costo (abbiamo pagato circa 60 euro per entrambe le rotte), ecco che l’idea di spingersi fino a una sperduta cittadina indiana, dal nome impronunciabile e appena individuabile su Google Maps, diventa appetibile.

Quanto restare? Due notti sono sufficienti. In questo modo possiamo dedicare il primo giorno alla visita di Ellora, il secondo alla visita di Ajanta e, se resta tempo, andare ad ammirare il bizzaro monumento che viene mostrato nell’immagine di copertina, una copia del Taj Mahal, in versione ridotta, che sorge proprio alla periferia di Aurangabad.

Per i trasporti, bisogna affidarsi all’imprenditorialità locale. Appena sbarcati, in aeroporto, veniamo assaliti da nugoli di tassisti – sulla cui ufficialità non metterei la mano sul fuoco – che ti propongono la doppietta Ellora-Ajanta da fare in giornata o prenotandola per due mattine consecutive. Si tratta di un servizio fisso, ripetuto in tutte le salse, che comprende anche il trasporto in albergo e un rapido giro della città. Il monumento di cui sopra, il mausoleo Bibi Ka Maqbara, non viene quasi mai inserito nell’itinerario standard, probabilmente perché ritenuto una meta più da musulmani praticanti che da turisti occidentali. Io invece insisterei fermamente per vederlo, perché ne vale la pena.

Tornando alle due escursioni top, il mio consiglio è di mettersi subito d’accordo con un tassista per le visite in giorni separati. Contrattare il più possibile, come al solito, aiuterà a ottenere un prezzo migliore; tuttavia, bisogna sempre tener conto che le cifre proposte, se all’inizio appaiono esagerate, in fin dei conti non sono così esose. Noi, per le due visite abbiamo pagato 60 euro in 6, in un pulmino da 7 posti, compreso il Bibi Ka Maqbara. Non ci è sembrato il caso di fare una contro-offerta.

 

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