Le grotte di Ellora e Ajanta, situate nello stato del Maharashtra, sono due dei siti archeologici più importanti e affascinanti del Paese. Non penso che esista qualcosa di lontanamente simile, non dico in India, ma nel mondo intero. Eppure, pur essendo Patrimonio dell’umanità UNESCO, le grotte di Ellora e Ajanta sono ancora oggi poco conosciute e ancor meno visitate, almeno dai turisti occidentali.
Bisogna ammettere che non sono proprio a portata di mano. Sono collocate in due zone piuttosto remote a nord e a sud di Aurangabad, che solo da poco è facilmente raggiungibile con voli diretti da Mumbai e Delhi. Ma si tratta di una deviazione importante, molto spesso costosa, quasi mai presa in considerazione dalle agenzie di viaggio specializzate, concentrate piuttosto sui luoghi più celebri (e più remunerativi) del sub-continente, come il Rajasthan, Goa e il Kerala. Ebbene, penso che Ellora e Ajanta paghino ancora oggi questa marginalità periferica rispetto ai consueti percorsi turistici. E quindi non è una sorpresa se i turisti occidentali, specie in certi periodi, sembrano scomparrire quasi del tutto.
Di conseguenza, l’onere di organizzare una visita ricade quasi interamente sui viaggiatori fai-da-te. Bisogna pianificare in modo accurato il volo di andata e ritorno su Mumbai, prendere un albergo dignitoso ad Aurangabad, accordarsi con qualche tour operator locale per il trasporto alle due mete finali. Si tratta di una visita che può impegnare tra i 2 e i 4 giorni di viaggio, quindi piuttosto onerosa, soprattutto per chi ha pochi giorni a disposizione. Ma ne vale la pena, assolutamente, e adesso spiego perché.
Ellora e Ajanta rappresentano un’eredità inestimabile dell’arte rupestre e della spiritualità indiana, offrendo uno spaccato unico di diverse epoche e tradizioni religiose. Sono entrambe delle grotte scavate nella roccia e a prima vista potrebbero apparire simili, e quindi indurre a sceglierne una a discapito dell’altra. Errore madornale!
In realtà, Ellora e Ajanta presentano notevoli differenze che li rendono complementari e ugualmente imperdibili. Ajanta è più antico ed esclusivamente dedicato al buddismo. Ellora è più recente e riflette il periodo storico in cui buddismo e induismo hanno serenamente convissuto insieme. Ajanta è famosa per le pitture rupestri, alcune delle quali sono di una raffinatezza ineguagliabile; Ellora è più celebre per i monumenti scavati nella viva roccia, con il Tempio di Kailasa come suo stupefacente e indiscusso capolavoro.
In conclusione, visitare Ajanta e Ellora offre due esperienze distinte ma complementari. Ajanta è un’immersione profonda nel mondo del buddismo, attraverso la delicatezza e la narrazione dei suoi dipinti. Ellora, invece, è un’ode alla monumentalità, all’armonia religiosa e alla maestria scultorea. Senza dimenticare che entrambi i siti si trovano in un ambiente selvaggio e incontaminato, circondati dalla foresta pluviale e attraversati da fiumi impetuosi, che in alcuni punti formano perfino delle spettacolari cascate. Durante la visita non è raro imbattersi negli animali che la abitano da sempre: buceri e macachi sugli alberi, alcuni coraggiosi entelli che stazionano sulle scalinate dei templi; e poi scoiattoli, lucertole e camaleonti…
Insomma, ce n’è abbastanza per ripagare il costo della deviazione e quei 2-3 giorni sottratti al prezioso itinerario di viaggio.