Da Fez a Merzouga, la via più breve verso il deserto

Le città imperiali del Marocco hanno la pregevole caratteristica di trovarsi piuttosto vicine l’una all’altra (con l’eccezione di Marrakech). Il problema, semmai, è come spostarsi nel profondo sud, dove la star indiscussa è il deserto del Sahara. Le distanze, in questo caso, sono elevate e i trasferimenti piuttosto faticosi.

Molte agenzie di viaggio organizzano la classica notte nel deserto a Merzouga partendo da Marrakech. Ed è in effetti la scelta più logica, visto che si tratta del tragitto più breve per raggiungere le celebri dune. Io invece, condizionato dal percorso più o meno circolare che cercavo di seguire, tentai di raggiungere la meta direttamente da Fez, percorrendo la notevole distanza di 458 chilometri. L’idea di base era di provare a fare la tirata più lunga quando ero ancora relativamente riposato: un percorso così lungo non avrebbe dovuto rappresentare un problema per un guidatore provetto come me. Da Merzouga, poi, avremmo tagliato verso Ovest per raggiungere Marrakech e da lì il mare, per poi tornare agevolmente a Nord, verso Casablanca, utilizzando una delle poche autostrade disponibili di allora.

Tutto ben pianificato, non c’è che dire, ma solo sulla carta. Quei 458 chilometri si sono rivelati, alla prova dei fatti, ben più duri di quanto pensassi. Ad ogni modo, per chi volesse ripetere questo itinerario, ecco qualche consiglio di come pianificare al meglio il percorso per distribuire in modo sensato energie e giorni a disposizione.

La strada principale per il sud, partendo da Fez (e dopo aver visitato Azrou), è la N13. Una via piuttosto agevole perché si insinua all’interno di vallate alluvionali seguendo il corso di fiumi e fiancheggiando alcune delle più belle oasi del Marocco. La strada è lineare, presenta pochi sali-scendi e ancor meno curve a gomito. Ci sono limiti di velocità da rispettare, naturalmente, ma non sono loro a rallentare notevolmente l’andatura. Questa strada è in realtà in modo migliore per osservare il cambiamento dai paesaggi mediterranei del nord a quelli sahariani del sud. Dalle colline boscose e i campi coltivati a ulivo e agrumi si passa ai canyon di arenaria bruciata dal sole e a terreni quasi privi di vegetazione.

Ciò che rallenta la marcia, quindi, è in gran parte il desiderio di fermarsi e ammirare (e possibilmente immortalare fotograficamente) questo lento, progressivo e inesorabile mutamento della natura che ci circonda. Ciò viene agevolato dal fatto che la N13 è provvista di numerose piazzole di sosta, studiate più per i mezzi in difficoltà che per soddisfare le esigenze dei turisti. La relativa scarsità di traffico, infine, rende ogni sosta un momento di pace e di riflessione, perché in alcuni punti si è davvero soverchiati e intimoriti dalla maestosità dei panorami.

Tra una sosta e l’altra, il tempo scorre, e in breve ci accorgiamo (come è successo a me nel 2007), che non ci troviamo neppure a metà strada. Occorre prendere una decisione drastica. O seguire la tabella di marcia, e quindi rinunciare a qualsiasi altra fermata contemplativa, tirare dritto verso Merzouga e arrivarci in tempo per trovare un albergo disponibile. Oppure continuare a fare i turisti, procedere piano, senza fretta, lungo il percorso, decidendo solo all’ultimo momento dove e quando è opportuno fermarsi. Inutile dire che noi abbiamo scelto la seconda opzione.

L’hotel Kasbah Asmaa a Midelt

Perciò, una volta superato il bivio di Zaida (il primo che ci dava indicazioni dirette per Merzouga), essendo ormai giunti in prossimità dell’ora di pranzo, abbiamo affrontato serenamente la realtà: la tabella di marcia che ci eravamo imposti era ormai andata a quel paese, non saremmo mai arrivati la sera a Merzouga, se non a costo di sofferenze indicibili. Tanto valeva trovarsi un alloggio in una località non troppo lontana dalle dune di sabbia e possibilmente meno affollata. La scelta è ricaduta sull’Hotel Kasbah Asmaa, presso la località di Midelt.

Due parole su questo particolarissimo hotel. Un Hotel kasbah è  un albergo ospitato all’interno di una antica fortezza o cittadella fortificata (la “kasbah”) o che ne riprende l’architettura caratteristica. Questi edifici sono spesso situati nel sud del paese, vicino a luoghi storici, e offrono un’esperienza che combina comfort moderni con elementi architettonici tradizionali, come mura in terra, cortili interni e decorazioni berbere. Quello di Midelt aveva anche una bellissima e fresca piscina, riparata dal vento caldo che proveniva da sud, che ci ha donato momenti di relax e di felicità irripetibili, specie a 45 gradi di temperatura.

La scelta di Midelt, se da un lato ci ha permesso di evitare strapazzi inutili, dall’altro ha spostato in avanti il programma di viaggio che ci eravamo inizialmente imposti. Merzouga era ancora molto lontana (261 chilometri) ma a questo punto avevamo una opzione in più da sfruttare per recuperare tempo. Avevamo letto (e penso che sia così anche oggi) che una volta arrivati a Merzouga saremmo stati letteralmente assaliti dai procacciatori di escursioni nel deserto. Bastava quindi scegliere quello che ci appariva il più affidabile, aspettare la sera, partire per l’escursione nel deserto, dormire sotto la tenda e tornare la mattina dopo. Tuttavia, era altamente sconsigliabile recarsi a Merzouga troppo presto, perché il clima era davvero rovente, specie nelle ore centrali.

L’ideale, quindi, è arrivare a Merzouga quasi al tramonto, o poco prima, quando la morsa del caldo si attenua un po’. In quel lasso di tempo, peraltro, i prezzi tendono ad abbassarsi, o comunque i procacciatori sono inclini a cedere qualcosa durante l’inevitabile contrattazione.

Pertanto, il consiglio è: se non avete prenotato dall’Italia alcuna escursione, recatevi al villaggio di Merzouga sul tardi, diciamo verso le 18:00. Mettete a confronto le varie offerte (e ne riceverete tante) e poi decidete per il meglio. L’agente prescelto si occuperà di scortarvi verso il punti di ritrovo, dove immancabilmente vi offrirà tè e dolcetti a profusione, in attesa di montare sui cammelli (o sui fuoristrada) in direzione Est. Alcuni tour operator organizzano anche una escursione preliminare presso un grande lago (c’è anche un lago, prima delle dune, sembra impossibile ma è così) per ammirare i fenicotteri.

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