Quando la geologia dà spettacolo: le gole del Todra

Per gli appassionati di geologia, il Marocco è l’equivalente della città dei balocchi di Pinocchio. Le occasioni per ammirare l’inarrestabile azione delle forze naturali del pianeta sono innumerevoli, specie al sud del paese: colate vulcaniche, resti di antichi fondali marini ormai fossilizzati, strati di roccia delle più antiche ere geologiche… ce n’è per tutti i gusti. Ciò concorre a creare gli scenari più spettacolari e maestosi di tutto il nord Africa, dove in alcuni punti sembra di trovarsi sulla luna e in altri, a seconda del colore prevalente della roccia, su Marte.

Ma c’è un luogo, tra il deserto e gli ultimi contrafforti meridionali dell’Atlante, dove la forza millenaria dell’acqua ha scolpito nella roccia uno dei paesaggi più celebri e suggestivi del paese: parliamo delle Gole del Todra, un canyon imponente attraversato da un allegro fiumiciattolo e da una strada che si fa via via sempre più stretta e tortuosa. Appare quasi come una profonda ferita della montagna, un taglio in alcuni punti quasi verticale tra due pareti di roccia ocra che incombono sul corridoio sottostante, quasi volessero soffocarlo. Una visione che lascia letteralmente senza fiato e invita all’esplorazione. Si tratta di una meta imperdibile, come è facile immaginare, ma non proprio alla portata di tutti.

Innanzitutto, raggiungere le gole non è un affare semplice. La porta di accesso principale è indubbiamente Marrakech, città che catalizza la maggior parte delle attività turistiche della zona e concentra gran parte dei viaggiatori stranieri. Da qui si può scegliere di aderire ad uno dei numerosissimi tour di gruppo che organizzano gite di un giorno alle gole di Dades e alle gole del Todra. L’esperienza è piuttosto collaudata e rilassante: si parte la mattina presto, ci si siede comodamente in un pulmino con aria condizionata a palla e ci si gode il paesaggio che scorre fuori dal finestrino senza preoccuparsi di niente e nessuno. Arrivati a destinazione, la visita non va oltre una rapida e facile passeggiata lungo le sponde del fiume, qualche momento di relax con i piedi a mollo, per i più coraggiosi un paio di sentieri più impervi al fine di scattare le foto di rito.

Gli accompagnatori, inoltre, sono ben addestrati a capire ciò che il turista medio cerca davvero in un luogo del genere. Conoscono i punti migliori dove fermarsi e fotografare, i ristoranti dove assaggiare una versione autenticamente genuina della tagine locale, i tempi giusti destinati a camminare e quelli per concedersi una sosta rigenerante. Questo modo di visitare le gole del Todra è quindi l’opzione ideale in grado di azzerare ogni contrattempo e disagio di sorta. Nondimento, richiede un po’ di spirito di adattamento, perché si viaggia in gruppo e con i ritmi di una gita organizzata, con tempi e tappe rigidamente programmate.

Per chi invece ama muoversi liberamente e non avere vincoli né di tempo né di compagnia, allora il mezzo più indicato è l’automobile a noleggio. Per chi viene da est (come abbiamo fatto noi nel 2007) e dal deserto, la strada è praticamente obbligata: si percorre la R702 da Erfoud fino al bivio per Tighdouine. Da qui si prende la N10 che conduce direttamente a Marrakech. E’ una delle strade più belle del Marocco, con numerose piazzole di sosta dove potersi fermare e ammirare il panorama circostante. Arrivati nei pressi della cittadina di Tinghir non resterà altro che seguire le indicazioni per le gole. Per chi proviene da Marrakech, invece, il percorso è un tantino più articolato e allo stesso tempo più suggestivo. Lasciata la grande città si oltrepassa il passo del Tizi n’Tichka, il valico più alto del Nord Africa (2.260 metri di quota) e si percorre una strada che si arrampica tra tornanti stretti e sinuosi che offrono viste davvero magnifiche sul panorama sottostante. La strada è in buone condizioni ma richiede un pizzico di attenzione in più, dal momento che è utilizzata da lunghe carrovane di mezzi pesanti, inevitabilmente lenti, che è piuttosto complicato sorpassare. Una volta tornati ad altitudini più ragionevoli, ci si inoltra nella cosiddetta Valle delle Rose e infine si raggiunge Tinghir, dove è possibile trovare non solo buoni ristoranti o bar ma anche alcuni “auberge” dove alloggiare per la notte.

Le gole distano appena 15 chilometri dalla cittadina: una camminata che, a seconda del periodo o della stagione, non è raccomandabile fare a piedi. Quindi utilizziamo la nostra brava auto a noleggio e raggiungiamo l’ingresso delle gole del Todra. Qui occorre armarsi di una buona dose di pazienza perché trovare un parcheggio non troppo distante dalla meta è un’affare complicatissimo. Nelle giornate di festa, infatti, le auto in sosta su entrambi i lati della strada (che non è larghissima, bisogna ammettere) formano una fila talmente lunga da arrivare quasi fino al villaggio! Per avere una minima speranza di trovare un posto decente consiglio quindi di recarsi alle gole la mattina presto.

Una volta parcheggiata l’auto ci si immerge a piedi in uno scenario che, all’inizio, sembra quello di un film fantasy. L’immagine di copertina descrive meglio di qualsiasi parola cosa ci si trova di fronte. Laggiù, in fondo, addossato e quasi incastronato nella parete di roccia incombente, si nota un blocco di caseggiati in stile berbero. Sono alcuni hotel, alcuni più pretenziosi di altri, gli unici dell’area, che permettono ai pochi fortunati di poter vivere una esperienza totalmente immersiva all’interno delle gole. Quel piccolo villaggio rappresenta anche il luogo in cui è possibile trovare un buon ristorante (piuttosto caro, però) e gli immancabili negozi di souvenir. Subito oltre inizia il percorso vero e proprio, quello che si insinua all’interno della spaccatura che da qui comincia a ridursi progressivamente.

In effetti, la maggior parte dei turisti si dedica a una forma di trekking leggero e poco impegnativo che prevede di percorrere il canyon lungo il letto del fiume o su sentieri ben tracciati. La passeggiata, ripeto, non presenta vere e proprie difficoltà: si cammina fino a quando non se ne ha abbastanza, semplicemente, ma è chiaro che si potrebbe andare ben oltre il limite che le guide e il buon senso indicano come non oltrepassabile. Tutto ciò che serve è una forma fisica decente, una ragionevole resistenza al caldo (se si va in estate), avere abbastanza tempo a disposizione per poter pianificare anche qualche sosta o un picnic improvvisato o – per i più coraggiosi, dato che le acque del fiume sono pittosto freddine – un bagno rigenerante.

Le gole del Todra non sono tuttavia adatte solo ai turisti della domenica. Esistono zone che per gli appassionati sono un vero e proprio paradiso terrestre. Parliamo dei luoghi in cui è possibile praticare l’arrampicata sportiva o il multi-tiro lungo le pareti scoscese del canyon. I posti idonei a questa pratica sono molti e per tutti i livelli di difficoltà, dal principiante al professionista. La roccia di calcare – a detta degli esperti – è perfetta per l’arrampicata perché permette prese eccellenti ed è ricca di fessure, tagli, buchi che agevolano la salita.

Per chi non si accontenta della passeggiata nel fondovalle, infine, esistono sentieri battuti dai pastori nomadi che risalgono i versanti, offrendo vedute vertiginose dall’alto che valgono senz’altro tutta la fatica per raggiungerle. Ma per questi percorsi è meglio affidarsi a una delle numerose guide improvvisate che stazionano all’ingresso delle gole.

Per godersi appieno una giornata alle gole del Todra è consigliabile pernottare in zona. Le alternative sono molteplici e adatte a tutte le tasche. La soluzione più pratica è quella di prendere alloggio presso i numerosi piccoli hotel o auberge che pullulano all’ingresso delle gole o lungo la strada che vi conduce. Sono strutture per lo più semplici, con pochi confort e ancor meno amenità, ma che hanno il grandee indiscutibile pregio di trovarsi a pochi passi dalla meta. Le soluzioni più comode (e dispendiose) si trovano tutte nella vicina cittadina di Tinghir. Qui è possibile permettersi qualche lusso come la piscina e il ristorante goumet, e tutti i vantaggi di una sistemazione in pieno centro. A Tinghir, inoltre, esistono moltissimi riad immersi nella palmeraie locale: un ottimo rifugio dove riposare dopo una giornata passata a camminare sotto il sole.

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