La strada che congiunge il deserto a Ouarzazate è senza alcun dubbio la più spettacolare del Marocco. Pur non essendo una unica via, ma un insieme di percorsi, alcuni agevoli altri meno, questo itinerario viene ormai comunemente definito la “Strada delle mille kasbah“, ed è divenuto un percorso obbligato se possiedi un auto a nolo. Si tratta quindi di un itinerario leggendario che attraversa valli lussureggianti, oasi palmate e antichi villaggi di terra rossa: in pratica, un viaggio nel tempo attraverso l’architettura fortificata berbera.
Le kasbah (dall’arabo “fortezza”) sono strutture fortificate in terra cruda (pisé) tipiche del sud marocchino. Costruite dalle tribù berbere come dimore per i signori locali, combinano funzionalità difensiva e raffinatezza architettonica, con torri merlate, intricate decorazioni geometriche e interni sorprendentemente freschi nonostante il clima desertico. Sono spesso circondate da costruzioni meno appariscenti, ma altrettanto affascinanti, anch’esse costruite con mattoni di fango rosso e paglia, che si stringono intorno all’edificio principale come avveniva nei villaggi medievali dell’Occidente. A volte questi agglomerati sono perfino circondati da mura.

Come è facile intuire, la consistenza del materiale di costruzione è piuttosto scadente. Paglia e fango sono materiali perfetti per i climi caldi e secchi, ma basta un acquazzone più intenso del solito per mandare in rovina qualsiasi capolavoro. E in effetti, procedendo lungo la strada più panoramica, la N10, non è raro avvistare insediamenti abbandonati e ridotti a poco più che macerie (come testimonia la foto sopra). A dire la verità le kasbah in questo stato sono talmente frequenti che in alcuni punti il panorama è disseminato di villaggi morti, diroccati, e non si capisce neppure da quanto tempo siano in quelle condizioni, se da qualche mese o qualche secolo. Eppure, poco distante, non è raro intravedere un nuovo insediamento, edificato con gli stessi principici estetici e con gli stessi materiali, anch’esso in attesa di essere distrutto dall’incalzare del tempo.

Ad ogni modo, le occasioni di scattare delle foto magnifiche sono innumerevoli. La strada N10, peraltro, è letteralmente disseminata di piazzole di sosta che danno modo ai turisti di parcheggiare con tutto comodo l’auto e rilassarsi di fronte a panorami che lasciano senza fiato. Per questo motivo consiglio di intraprendere il viaggio sulla strada dalle mille kasbah di prima mattina, con calma, per avere tutto il tempo di fermarsi ogni volta che lo riteniamo necessario e ammirare le bellezze naturali che ci circondano. E forse sarebbe ancora meglio dedicare a quest’area del Marocco un paio di giorni, magari prendendo alloggio in uno dei numerosissimi alberghi/kasbah che sorgono dappertutto e sono provvisti di ogni comodità e lusso.
Il percorso più battuto è quello che si sviluppa principalmente tra le regioni di Ouarzazate e Tinghir, seguendo il corso dei fiumi Dadès e Draa. Una prima tappa potrebbe essere quella da Merzouga alle gole del Todra, di cui parlerò in un articolo apposito. Questo percorso, che prevede anche una sosta a Erfud per visitare i numerosi negozi che vendono fossili di trilobiti straordinariamente perfetti, consente di ammirare i numerosi palmeti che circondano la cittadina e, più oltre, i primi villaggi fortificati (ksar).

Da Tinghir si può intraprendere una seconda tappa, altrettanto interessante, che ci porta alle kasbah più famose e alle gole di Dades, uno dei luoghi naturali più stupefacenti del mondo. Qui, prendendo una deviazione comunque sufficientemente segnalata, possiamo percorrere la cosiddetta “Strada delle Leggende” che sale sui tornanti per raggiungere un punto panoramico sulle “Dita delle Scimmie”, formazioni rocciose incredibili. Ritornato sulla N10, si prosegue verso Kelaa M’gouna, il cuore della Valle delle Rose. Se si viaggia tra aprile e maggio, è possibile vedere campi in fiore e acquistare prodotti a base di rose.
La raccomandazione di base, comunque, è sempre la stessa: se si noleggia un’auto, sceglierne una con parecchi cavalli. I sali-scendi e i tornanti sono la regola, da queste parti, e malgrado lo stato generale delle strade sia buono, nondimeno in alcuni punti una maggiore trazione farà comodo. Non è necessario noleggiare un SUV, perlomeno se non si ha in programma di percorrere le sabbie del deserto, i sentieri meno battuti o gli sterrati; basterà un’auto in buone condizioni, con i copertoni in regola, e una cilindrata non inferiore ai 1400 cc, meglio ancora se turbo.
In sintesi: percorrere la Strada delle Mille Kasbah significa immergersi in un Marocco autentico, lontano dalle rotte turistiche più frequentate. Ogni fortezza racconta storie di carovane, commerci transahariani, antiche dinastie e resistenza alle intemperie del deserto. Un autentico tuffo nell’anima del Marocco berbero.