Guida al Periyar, il parco nazionale che ha abolito i safari tradizionali

Le più apprezzate attrazioni dell’India sono senza ombra di dubbio le sue riserve naturali. Ce ne sono talmente tante che non vi è che l’imbarazzo della scelta (monsone permettendo). Quasi tutte offrono una esperienza per molti versi indimenticabile: un safari completo, a bordo di fuoristrada, di giorno o anche di notte, per avvistare qualche bestia mitica del sub-continente come l’elefante, la tigre, il leopardo o l’ormai rarissimo rinoceronte indiano.

Dico quasi tutte perché c’è un parco, in Kerala, che ha cancellato questa pratica così poco eco-friendly. Parlo del Parco Nazionale del Periyar, una delle riserve naturali più estese dell’India. In questo territorio di circa 900 chilometri quadrati è stata abolita la mitica Jeep: niente piste in fuoristrada, aboliti i percorsi che prevedevano l’uso di qualsiasi mezzo a motore. Il Periyar si visita dalla barca. O tutt’al più a piedi.

Il molo da cui partono le imbarcazioni per il lago Periyar

Ebbene sì, l’escursione alla portata di tutti, al Periyar, si effettua sul lago di Periyar, un bacino artificiale creato nel 1895 per raccogliere l’acqua a vantaggio delle piantagioni circostanti. Il mezzo utilizzato è una barca a due piani, a motore, caricata all’inverosimile, che compie una crociera circolare di circa un’ora e mezza. Non c’è pericolo di restare a terra: le imbarcazioni in attività sono numerose e si avvicendano, una dopo l’altra, senza soluzione di continuità, dalle 7:30 alle 15:30 circa. Ma anche qui bisogna fare i conti con l’imprevedibilità del monsone.

Come sempre, quando si parla di safari (che siano in fuoristrada o meno non importa), il problema è: qual è la stagione propizia per avvistare più animali possibili? Da un punto di vista climatico, il momento ideale è tra ottobre e marzo, ovvero la stagione secca: temperature piacevoli, aria fresca, cieli tersi. Purtroppo in questi mesi gli animali latitano. Non ci pensano proprio ad avvicinarsi alle rive per abbeverarsi. Tutto ciò che si avvista, se si è fortunati, è qualche cervo pomellato, aironi e avoltoi, bufali d’acqua e per chi ha la vista acuta anche qualche coccodrillo.

Un airone bianco in compagnia di qualche cormorano

Da aprile a maggio le temperature salgono notevolmente (fino a 38 gradi) e quindi l’esperienza può risultare complicata. Eppure è questo il momento più propizio per avvistare gli animali, perché la vegetazione si dirada e le fonti d’acqua interne diminuiscono. Di conseguenza gli animali, specialmente gli elefanti, si radunano intorno al lago per bere, e questo a qualsiasi ora del giorno.

Il periodo che va da giugno a settembre io lo eliminerei direttamente dalla lista. Le pioggie battenti del monsone trasformano qualsiasi attività, anche la più semplice, in una ordalia. Ma la pioggia ha anche un effetto positivo: rende il paesaggio incredibilmente lussureggiante e suggestivo. Di animali se ne vedono pochi, è vero, ma la natura, in questo periodo, dà il meglio di sè… e per qualcuno è già abbastanza.

Alcuni bufali d’acqua

Ma quali animali è possibile avvistare al Periyar? Sulla carta tutti quelli che compongono la sua straordinaria biodiversità: la necessità di doversi abbeverare e la sicurezza di non venire importunati troppo da vicino rendono molti animali quasi indifferenti alla presenza di barche e umani in gran numero. I grandi mammiferi presenti nella riserva naturale sono l’elefante asiatico, naturalmente, che al Periyar conta la più grande popolazione dell’intero sub-continente. I branchi si radunano presso il lago la mattina presto o la sera, e quindi è allora che bisogna programmare una uscita in barca. Inoltre, è possibile avvistare, intenti a pascolare su rive erbose rasate come campi di golf, alcuni gaur (bisonti indiani), bufali d’acqua, cervi sambar e cervi pomellati (presenti in gran numero, ma quasi sempre al riparo della foresta).

Il Periyar va fiero di una sua eccellenza (peraltro ben rappresentata dal portale d’ingresso del parco, come si vede nella foto di questo post): la presenza della tigre del Bengala. Il parco infatti ospita una nutrita popolazione di tigri (oltre 30 esemplari), che però disertano quasi religiosamente di frequentare le rive del lago per farsi fotografare dai turisti. Insieme ai loro parenti leopardi (anch’essi presenti in numero cospicuo) preferiscono starserne nel folto della foresta, al riparo da sguardi indiscreti, aspettando la notte per farsi una bevutina.

Un momento della navigazione sul lago

Le alternative alla crociera in barca richiedono necessariamente una programmazione accurata, perché impiegano dalle 3 ore ai tre giorni interi di tempo. La prima opzione, quella forse più divertente e meno faticosa, è l’immancabile Bamboo Rafting. E’ in sostanza una combinazione di trekking guidato nella foresta e navigazione silenziosa su zattere tradizionali di bambù lungo il lago. Sono previste due varianti: mezza giornata e una giornata piena, dall’alba al tramonto, con pranzo a sacco compreso.

La seconda opzione è il Jungle Patrol: una forma di pattugliamento della giungla, effettuato in compagnia dei rangers del parco, lungo sentieri non troppo complicati, seguendo le orme degli animali o apposandosi in luoghi prestabiliti. Esiste anche una versione notturna. Entrambi non impiegano più di 3 ore, ma occorre abbigliarsi in modo adeguato, specie la notte, e non sempre i risultati sono garantiti.

La fitta foresta che avvolge il lago Periyar

Infine, ecco il safari vero e proprio: il Periyar Tiger Trail. Il non plus ultra dell’offerta naturalistica locale. Consiste in una escursione avventurosa di 2 giorni e 1 notte, oppure di 3 giorni e 2 notti, in campeggio all’interno della riserva. La singolarità di questa esperienza è che si è accompagnati non solo da ranger, ma anche da ex bracconieri riconvertiti in guide e guardiani forestali. Come è facile immaginare, richiede una buona forma fisica.

I biglietti per la barca e le attività ecoturistiche vanno prenotati con largo anticipo sul sito ufficiale del Periyar Tiger Reserve, poiché i posti giornalieri sono contingentati.

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