Le cascate di Agua Azul sono probabilmente le più imponenti di tutto il centro America. Appartengono a quel trittico di escursioni dedicate alle meraviglie idriche del Chiapas – le altre due sono le Cascadas de El Chifón (Velo de la Novia) e Misol-Ha – che tutti i turisti hanno l’obbligo morale di visitare. Rispetto alle altre due, le Cascate di Agua Azul sono certamente più spettacolari e coprono una superficie molto più ampia, dando modo ai visitatori di potersi disperdere all’interno dell’area senza doversi strattonare o mettere in fila per godersi il panorama.
Tuttavia, sono tutto meno che “azzurre”! Il colore predominante, infatti, è il verde, che solo in certi posti, dove l’acqua è meno tumultuosa, rasenta la sfumatura smeraldo tanto decantate dai depliant turistici. Ma di azzurro non c’è proprio nulla. A quanto pare esistono aree in cui l’alto contenuto di carbonato di calcio e magnesio presente nelle acque riflette la luce creando le tonalità da cartolina che rendono queste cascate così celebri. Ma si tratta di luoghi impervi, collocati quasi tutti a monte del corso d’acqua, quindi piuttosto difficili da raggiungere. Non proprio alla portata di tutti, insomma.

Le Cascate di Agua Azul non sono facili da raggiungere, a meno di non possedere un mezzo proprio. Si trovano infatti a 60 chilometri da Palenque e circa 140 chilometri da San Cristobal de las Casas. Il che, tradotto in termini di tempo, rispettivamente 2 e 4 ore e mezza di strada nervosa, stretta, piena di curve e in alcuni tratti persino poco asfaltata. Per chi non possiede un’auto a noleggio (con o senza conducente) le alternative non sono molto allettanti. O si sceglie un colectivo, quindi un mezzo pubblico locale che carica più gente possibile prima di partire, oppure si opta per il tour organizzato da qualche agenzia di Palenque o di San Cristobal. Questi ultimi in genere combinano l’escursione ad Agua Azul con quella alla cascata di Misol-Ha.

Una volta giunti sul posto, ci si può muovere liberamente esplorando sia le cascate superiori che quelle inferiori. Le acque cristalline scendono con forza dalle rocce, creando piscine naturali e rapide molto spettacolari. I sentieri tortuosi che le lambiscono sono ideali per camminare tra gli alberi della foresta pluviale. Gli scorci panoramici si susseguono senza soluzione di continuità e non mancano neppure le occasioni di poter avvistare qualche scimmia o cerbiatto. Le cascate più famose sono due: una a valle, molto ampia, con un paio di rapide piuttosto tranquille; una a monte, più violenta, caratterizzata da parecchi salti di quota. Entrambe creano dei laghetti naturali dove è possibile fare il bagno in tutta sicurezza. Non esiste un percorso obbligato per visitare entrambe le cascate poiché ognuna offre esperienze uniche; tuttavia, chi desidera vedere entrambi i punti panoramici deve considerare almeno mezza giornata per spostarsi tra le due aree.

Il tragitto è facile, in leggera salita, privo di ostacoli degni di nota. A patto di tenersi a debita distanza dalle rapide. Cosa che riesce difficile alla maggioranza dei visitatori, attirati quasi ipnoticamente dal ribollire dell’acqua e dalla prospettiva di potersi rinfrescare con un breve tuffo dei flutti. Niente di più sbagliato. E’ importante ricordare che le cascate possono essere scivolose, specialmente presso le pietre liscie e levigate che sorgono sulle sue rive: quindi è consigliato per sicurezza indossare scarpe appropriate, possibilmente con suola a carrarmato. Inoltre, specie durante la stagione delle piogge, la portata d’acqua è notevolmente maggiore, rendendo anche i punti meno esposti alla corrente piuttosto pericolosi.
Ma cosa fare ad Agua Azul una volta terminata l’escursione vera e propria? Se l’idea è quella di provare a fare un bagno in una delle piscine naturali, consiglio di portarsi una asciugamani e un cambio di indumenti. L’acqua delle cascate è sorprendentemente fredda e rende difficile stare a mollo più di qualche minuto. Dato che il fondo è composto da pietre aguzze e taglienti, meglio indossare sandali d’acqua o scarpette di gomma, così da evitare sia ferite che brutti scivoloni. E alla fine, perché no: provare il famoso pesce fritto alla palapiera, offerto in quasi tutti i piccoli ristoranti che sorgono come funghi ai lati del corso d’acqua. Non è granchè, a dire il vero, ma vuoi mettere l’emozione di gustare un piatto tipico locale, magari innaffiato adeguatamente da una buona birra messicana, davanti a uno dei panorami naturali più suggestivi del mondo?