Il Velo de Novia, la cascata più spettacolare del Chiapas

Il Chiapas è una regione che non soffre davvero problemi di siccità. Le pioggie sono praticamente quotidiane, in qualsiasi stagione, e alimentano una quantità impressionante di bacini idrici, ruscelli, fiumi, laghetti e cascate. Ciò in aperto contrasto con altre aree del paese, specie al nord, dove esistono terre in cui la pioggia è così rara da essere diventata quasi un lontano ricordo. In Chiapas, al contrario, non c’è verso di poter trascorrere una giornata intera senza dover patire, almeno per qualche minuto, la furia degli elementi atmosferici.

Ebbene, questo aspetto che per noi viaggiatori è generalmente un fastidio – e non di poco conto – per gli operatori turistici locali è invece la fonte di sostanziosi introiti. Cosa c’è di più affascinante, stupefacente e allo stesso tempo terrorizzante di visitare il luogo in cui sorge una bella cascata d’aqua nel pieno del suo vigore? Cosa non farebbe il turista per non avvicinarsi il più possibile ad uno dei fenomeni più grandiosi che la natura tropicale ci regala? Di conseguenza, tutti i tour del Chiapas organizzano pacchetti con alcune escursioni focalizzate sulla visita, più o meno rapida, di una cascata. Le destinazioni più famose sono tre o quattro, ma fra tutte ce n’è una che supera le altre per scenografia, tragitto, bellezze naturali e quel pizzico di avventura che non guasta mai: il Velo de Novia, ovvero le Cascadas de El Chifón.

Il Velo de Novia “in azione”

La cascata in oggetto si trova nel comune di Tzimol, a circa 30 minuti dalla città di Comitán de Domínguez e a circa 2 ore e mezza da San Cristóbal de las Casas. Deve il suo nome ad un particolare inganno prospettico: con una caduta libera di 120 metri, la cascata crea un effetto ottico che ricorda il lungo velo bianco di una sposa. La foto sopra mostra perché si chiama così e di conseguenza il motivo per cui, una volta arrivati al belvedere più vicino alla massa d’acqua, occorre aspettare pazientemente il proprio turno prima di poter scattare una foto decente.

Le coppie che desiderano immortalarsi in un scatto simile sono parecchie, posso assicurarlo, tanto da farmi pensare perfino che ci vengano apposta, fregandosene altamente delle bellezze naturali tutto intorno. Sembra quasi che l’unico obiettivo della gita sia raggiungere quello striminzito lembo di terra che assicura la ripresa perfetta. Cosa più facile a dirsi che a farsi: prima di trovare la posizione giusta, con l’angolazione corretta, la postura più idonea, addirittura lo sguardo o l’atteggiamento sognante richiesto, possono passare parecchi minuti. Sollevando inevitabilmente il malumore degli altri turisti.

Il Velo de Novia è alimentato dal fiume San Vicente e si distingue per l’intenso colore azzurro turchese delle sue acque, dovuto ai minerali disciolti nel suolo. Non è l’unica del complesso dello Chifòn, ma sicuramente la più spettacolare, con i suoi 120 metri di altezza e una portata d’acqua che impressiona, specie durante la stagione delle piogge (da Giugno a Ottobre). Una volta arrivati presso la cascata, si viene accolti da una vera e propria nuvola di acqua emulsionata, che alla lunga ci inzuppa da capo a piedi e – cosa assai peggiore – appanna gli obiettivi di macchine fotografiche e cellulari. Consiglio pertanto di portarsi dietro un panno assorbente ben asciutto da tirar fuori all’occorrorrenza.

La visione finale della cascata è impareggiabile e da sola giustifica il prezzo del biglietto, ma non è l’unica attrazione della zona. Per raggiungere il belvedere principale del Velo de Novia, infatti, bisogna percorrere un sentiero in salita di circa 1,2 chilometri. Non è una semplice passeggiata, ma un vero e proprio piccolo trekking nella giungla che a secondo del clima può rivelarsi anche piuttosto faticoso. Tuttavia, è una esperienza che consiglio di godersi appieno, perché gli scorci panoramici che si aprono davanti ai nostri occhi ad ogni svolta del fiume sono davvero spettacolari.

Il percorso prevede una prima fase ben tracciata e quasi pianeggiante, molto facile, che non prevede alcuna difficoltà. Ben presto, però, si arriva al primo dislivello di una certa ampiezza e da qui il viottolo pavimentato diventa una scalinata di circa 700-800 gradini di pietra. Ciò richiede uno sforzo maggiore, è chiaro, ma ci sono diverse aree di sosta dove riposare e ammirare il panorama. Man mano che ci avviciniamo alla base del Velo de Novia, la forza dell’acqua nebulizzata crea una pioggia costante (chiamata dai locali la “Brisa”). È impossibile non bagnarsi, il che è una benedizione, data la temperatura della zona!

L’altro belvedere sulla cascata

Arrivati in cima ci si accorge che esistono in realtà due punti di osservazione privilegiati della cascata. Il nostro, proprio di fronte al vallone scavato dalla furia dell’acqua; un minuscolo cocuzzolo, proprio al centro della depressione, completamente avvolto nella nebbia, che sembra assicurare una visione più diretta e magnifica della cascata. Nella foto sopra si vede appena, tanto è piccolo. A prima vista appare vicino, e ciò induce a credere di poterlo raggiungere scendendo lungo un sentiero che si intravede appena sotto i nostri piedi e sembra raggiungerlo direttamente, ma è un errore. Per arrivare da quella parte della cascata occorre ritornare indietro, e di parecchie centinaia di metri, attraversare il fiume e percorrere un sentiero molto più accidentato. Una fatica supplementare e imprevista che, arrivati al quel punto, appare anche un pochino folle.

Non resta che ammirare il panorama e riposarsi, ma senza esagerare. Il caldo è opprimente e il sole, quando riesce a forare la coltre delle nuvole, picchia duro come all’equatore. Non è una sorpresa quindi se quasi tutti i visitatori restino pochi minuti di fronte al Velo de Novia e poi scappino via. Cercando subito e senza alcuna vergogna la benefica frescura della foresta.

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