Cheonggyecheon, un’oasi pedonale tra i grattacieli di Seul

Uno dei luoghi da non perdere a Seul, specie la sera, è senza dubbio il Cheonggyecheon. Si trova nel centro della città ed è un canale artificiale e un parco urbano allo stesso tempo. Lungo quasi 11 chilometri, ogni sera diventa il più popolare e divertente punto di ritrovo per residenti e turisti grazie alla passeggiata illuminata, ai giochi di luce e alle numerose installazioni artistiche che caratterizzano le sue sponde. Insomma, il luogo adatto dove andarsi a rigenerare, dopo una lunga e faticosa giornata passata a scarpinare per la metropoli. E dove, perché no, avere la libertà di immergere i piedi stanchi nelle acque fresce, argentine e straordinariamente cristalline del torrente omonimo.

Il canale al livello stradale

Il Cheonggyecheon è uno degli esempi più riusciti al mondo di rigenerazione urbana. Sì, perché qui, fino al 2003, c’era una autostrada cittadina sopraelevata a più corsie. Una delle tante in giro per la città. La storia di questo canale-parco però inizia molto tempo prima. Nel periodo Joseon (1392-1910) il torrente era già presente ma scarsamente utilizzato. Nel secondo dopoguerra l’area si riempì di baracche e il corso d’acqua divenne – direi inevitabilmente – una fogna a cielo aperto. Negli anni Cinquanta, infine, fu prima cementificato e poi coperto del tutto dalla suddetta autostrada.

Un altro scorcio del canale

Il recupero si deve alla visione eclettica e decisamente ecologica di un sindaco (poi divenuto presidente della repubblica) che investì ben 300 milioni di dollari per demolire l’autostrada, rimuovere il cemento preesistente, riportare alla luce il canale naturale e creare l’attuale corridoio verde pedonale situato circa 4 metri sotto il livello stradale. Poiché il torrente originale è praticamente sparito, oggi l’acqua viene pompata quotidianamente dal vicino fiume Han; non prima di essere depurata e ripulita, ovviamente, per dare al torrente l’aspetto limpido che doveva avere un tempo.

Il ripristino del corso d’acqua ha generato pertanto benefici ambientali immediati. Per esempio, un gradevole effetto rinfrescante che è difficile non avvertire, specie nelle afose serate estive di Seul. Si dice che la temperatura media, sulle sue sponde, scende di ben 3-5 gradi rispetto alle strade circostanti. L’abbattimento delle polveri sottili ha determinato inoltre un miglioramento della biodiversità: si calcola che siano tornate a vivere nel fiumiciattolo circa 300 specie di piante, pesci, uccelli e insetti. E questo nel pieno centro finanziario della città!

Una delle due sponde del canale

La passeggiata al Cheonggyecheon può iniziare ovunque, basta raggiungere uno qualsiasi dei numerosi ponti che lo attraversano. Tuttavia, per avere un’idea precisa del luogo, percorrendolo in favore di corrente, bisognerebbe iniziare dalla Cheonggye Plaza, ovvero il punto dove l’acqua sgorga dal sottosuolo e viene immessa nel canale tramite una spettacolare cascata artificiale. Questa piazza pedonale è particolare, perché ospita fontane di vario genere e alcune sculture ultra-moderne, tra cui una sorta di albero di Natale rosso e blu che è una delle opere più famose dell’artista svedese Claes Oldenburg, uno dei maggiori esponenti della pop-art.

La cascata iniziale del canale

Da qui in poi basta segliere una delle due sponde e seguire il flusso della gente. Cercando di non spazientirsi troppo se in alcuni punti, particolarmente affollati, il percorso si fa piuttosto ostico e lento. E soprattutto, dando spazio ai numerosi runner che approfittano della sera e del clima meno torrido per correre avanti e indietro lungo il canale.

Bisogna dire che i coreani apprezzano molto questo luogo: probabilmente è considerato uno dei pochi posti a Seul dove trascorrere qualche ora in pieno relax con familiari e amici. Ci vengono intere famiglie, approfittando della possibilità – non sempre tollerata, in città – di poter consumare qualche snack o le solite bevande a base di tè all’aria aperta e in tutta libertà. Il canale, inoltre, offre un ulteriore svago. In molti punti sorgono dei massi, levigati e perfettamente puliti, appositamente predisposti per potersi sedere e mettere i piedi in acqua. Occupazione che viene considerata molto appagante, anche dai turisti, che approfittano ampiamente di un beneficio che altrove, spesso, è tassativamente proibito.

Il ponte Gwangtonggyo

Tutta la struttura ha un aspetto innegabilmente moderno. C’è però un monumento che sembra più antico di tutto il resto. E’ il ponte storico Gwangtonggyo, il più famoso del torrente. Risalente alla dinastia Joseon, era il ponte di pietra più grande della città. Distrutto e ricostruito più volte, l’attuale aspetto risale al XV secolo, quando l’imperatore Taejong utilizzò come pietre di fondazione le lapidi tombali della sua matrigna, però posizionate capovolte, in segno di sfregio politico. Il restauro del 2005 lo ho riportato alla luce e ricostruito fedelemente, con molte delle pietre scolpite originali, lapidi comprese.

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