La Orotava e i suoi caratteristici balconi intarsiati

Tenerife è celebre per la sua natura, le spiagge, la vita notturna, il cibo… ma possiede anche molto di più. Come le sue splendide cittadine, colpevolmente trascurate dal turismo di massa perché non in cima alle preferenze del vacanziero medio. Eppure Tenerife conserva un cuore storico e artistico di notevole pregio, racchiuso negli angoli sconosciuti del suo territorio come nei luoghi più frequentati delle grandi città costiere. Che vale la pena visitare, perlomeno per farsi un’idea.

Non è necessario raggiungere ogni più piccolo borgo della cartina geografica; suggerisco semplicemente di impiegare una porzione del proprio tempo per dedicarsi a qualche visita fuori dagli schemi turistici più consolidati. Magari semplicemente seguendo le indicazioni della propria mai abbastanza utilizzata guida turistica. E cosa c’è di meglio che visitare una cittadina piccola, agevole, ricca di testimonianze storiche ma anche di ristorantini e bar niente male come La Orotava?

La piazza centrale di La Orotava

La Orotava è senza dubbio una delle cittadine più affascinanti e meglio conservate di tutte le Isole Canarie. Situata nel nord di Tenerife, all’interno della splendida valle omonima, questa città vanta un patrimonio storico-artistico di inestimabile valore, ed è celebre per l’eleganza delle sue strade e dei suoi palazzi signorili. Passeggiare infatti per la cittadina è come fare un salto indietro nel tempo, quando i primi europei arrivarono sull’isola e si sforzarono di ricreare il mondo che avevano lasciato. Ne risultò un ibrido di architettura e di stili che è difficile vedere altrove a Tenerife.

Il centro storico, in particolare, è facilmente percorribile a piedi e si aticola in un dedalo di vie, tutte lastricate, che gravitano attorno alla Piazza del Municipio, quella della foto sopra, dove sorgono i principali locali pubblici e dove è possibile ammirare un enorme pino proprio al centro. Questa piazza è famosa per la festa del Corpus Domini (7 giugno), quando viene interamente ricoperta da uno spettacolare tappeto di sabbie vulcaniche colorate del Teide che raffigurano scene religiose e opere d’arte effimere.

La Casa de los Balcones

Ma ciò che rende La Orotava una meta da non trascurare è la sua Casa de los Balcones, o Casa Méndez-Fonseca, l’edificio simbolo della città. Ci si passa accanto più volte, sia davanti che di dietro, ma ciò che colpisce e attira i nostri scatti fotografici è l’incredibile colore giallo-ocra con cui è stata dipinta. La dimora è del 1632 ed è considerata a pieno titolo una perfetta sintesi tra l’architettura moresca e barocca, da una parte, e quella indigena dall’altra.

I famosi balconi sono di legno intagliato e decorano sia la facciata principale, sia il cortile interno. Sono stati realizzati in pino canario, apprezzato per la sua lucidità e resistenza, e a quanto pare erano un vero status symbol per le famiglie aristocratiche dell’epoca. Avere molti balconi, meglio ancora se riccamente elaborati, era considerato un elemento distintivo fondamentale.  Oggi la Casa de los Balcones è una casa-museo e un importante centro di artigianato.

Un balcone, in particolare, ha attratto la mia attenzione. Come si nota subito, è quasi interamente coperto e presenta una complessa lavorazione a grata (celosía) e intagli. Questi balconi permettevano alle donne e agli abitanti di osservare la vita della strada senza essere visti, fornendo ombra e mantenendo freschi gli interni. E’ un ulteriore esempio della maestria con la quale gli architetti canari riuscirono a costruire edifici anche piuttosto complessi utilizzando i materiali che avevano a disposizione: legno di pino, appunto, di cui Tenerife è ancora piena; e roccia lavica, scura, spesso intonacata con tinte chiare per renderla più gradevole.

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