Lo spettacolo della “Symphony of Lights” di Hong Kong

Hong Kong, ogni sera, cambia pelle. Da frenetica e caotica capitale finanziaria si trasforma nel palcoscenico di uno degli spettacoli più famosi che esistano. Puntuale come un orologio svizzero, ogni sera alle 20:00, la baia si oscura e un raggio laser solitario rompe l’oscurità. È l’inizio di una rappresentazione che, per circa dieci minuti, racconta la storia, lo spirito e la vitalità di Hong Kong. E lascia i turisti letteralmente a bocca aperta. Ebbene sì, sto parlando della celeberrima “A Symphony of Lights”, un’incredibile performance quotidiana che coinvolge proprio lo skyline di grattacieli forse più famoso del mondo.

L’evento è definito (dal Guiness dei primati) come il più grande spettacolo di luci e suoni permanente del mondo. Ma non si tratta solo di uno semplice gioco di luci: è una specie di opera pop musicale che coinvolge più di 40 grattacieli su entrambe le sponde del Victoria Harbour, cioè dall’isola propriamente detta di Hong Kong al quartiere di Koeloon. Ogni edificio di questa vasta area si anima e sembra danzare al ritmo di una musica epica e trionfale, tipicamente cinese, in una coreografia di luci, lampi, laser e colori impressionante.

Lo spettacolo è suddiviso in 5 fasi, ognuna con un tema e una personalità distinte: Risveglio: l’inizio è un’esplosione di energia. Luci colorate e laser si accendono a ritmo, simboleggiando la nascita e la crescita di una città che non dorme mai. Energia: i fasci di luce si fanno più intensi, i ritmi musicali più incalzanti. Eredità: questo movimento è un omaggio più intimo e poetico. Luci più morbide e colori pastello evocano la ricca eredità culturale, il legame con l’acqua e le tradizioni che convivono con la modernità. Partnership: le luci dei grattacieli di Kowloon e Hong Kong Island iniziano a “dialogare” tra loro, creando un gioco di rimandi attraverso la baia. Celebrazione: è il gran finale. Un’esplosione di luce, colore e musica. Tutti gli edifici si uniscono in un crescendo ipnotico, con fasci laser che disegnano nel cielo e luci stroboscopiche che pulsano all’unisono.

Rispetto all’equivalente spettacolo di Shanghai, che però avviene solo di sabato e si può osservare solo da pochissimi (e affollatissimi) punti panoramici, la “Symphony of Lights” può essere ammirata da molteplici postazioni, ognuna delle quali offre un’esperienza unica. Ciò non signica che è consentito prendersela comoda: occorre comunque pianificare la serata per evitare di trovarsi in qualche zona troppo affollata.

Ci sono 4 modi per gustarsi lo spettacolo appieno. La vista classica è quella offerta dal lungomare di Tsim Sha Tsui, proprio di fronte ai grattacieli dell’isola di Hong Kong. L’area è vasta, suddivisa su due piani, e permette di scegliere il proprio punto di osservazione senza dover sgomitare con i vicini o rischiare di restare troppo indietro rispetto all’azione. E’ il luogo in cui mi sono appostato io e da dove ho scattato la foto di questo articolo. Malgrado non sia difficile trovare una postazione adeguata, consiglio comunque di arrivare con un certo anticipo e assicurarsi almeno una vista sgombra da teste e cellulari protesi verso il cielo.

Le alternative al lungomare sono il molo di Golden Bauhinia Square, a Wan Chai, per ammirare lo spettacolo dalla sponda opposta; a bordo di un traghetto della Star Ferry, che percorre il tratto di mare parallelamente allo skyline oggetto dell’evento, e quindi dà modo di osservare il gioco delle luci da una prospettiva unica e privilegiata, quasi al centro dell’azione; da uno dei numerosi “rooftop bar”, come l’Ozone al Ritz-Carlton o il Sevva, che offrono una vista dall’alto e la comodità di star seduti su una comoda poltrona sorseggiando un cocktail dal costo proibitivo. E’ una opzione per pochi, lo so, ma permette di poter ammirare lo spettacolo da una posizione davvero unica.

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