Visitare Macao in un giorno? Si può (ma solo se vieni da Hong Kong)

Macao è a un tiro di schioppo (figurativamente parlando) da Hong Kong. Le due città sono separate da appena 60 km, ma se prendiamo in considerazione la loro storia, allora dobbiamo riconoscere che sono distanti anni luce. Entrambe colonie europee, l’una britannica, l’altra portoghese, hanno mantenuto tenacemente – e quasi orgogliosamente – alcuni caratteri peculiari delle due dominazioni. Più Macao che Hong Kong, a dire il vero, e la cosa è abbastanza sorprendente.

Se Hong Kong, in qualche modo, ha anticipato la modernizzazione della Cina odierna, con i suoi grattacieli e la vivacità di un centro affaristico mondiale, tanto da non essere più distinguibile da città come Shenzhen o Shanghai, Macao è rimasta un po’ indietro, ancorata ad un passato che ricorda quello dei film di spionaggio degli anni Trenta ambientati in Oriente. Si potrebbe dire che a Macao sia ancora possibile assaporare i ritmi e le tradizioni della Cina del passato. Con il suo fascino coloniale, evidente in molte zone della città, e i suoi templi antichi, Macao è forse il simbolo di una Cina che non esiste più. Per questo vale assolutamente la pena visitarla, perlomeno per chi è in zona.

Come raggiungere Macao da Hong Kong

Ma come arrivare a Macao, provenendo da Hong Kong, limitando la visita ad un solo giorno? Raggiungere Macao da Hong Kong è molto semplice e veloce, grazie a collegamenti frequenti via mare e via terra. Esistono infatti due modi per comprire la distanza che separa le due città. Il Traghetto (Ferry), innanzitutto, il più comodo e popolare. Impiega da 55 a 80 minuti, a seconda delle condizioni del mare, e parte ogni 15-30 minuti, 24 ore su 24, dall’Hong Kong-Macau Ferry Terminal a Sheung Wan. Il prezzo varia da 175 a 200 dollari di Hong Kong (circa 20-25€) a tratta.

Il terminal dei traghetti di Hong Kong

Anche il bus è un mezzo molto utilizzato, non per altro perché più economico del traghetto. Il più frequente è il Bus Golden che percorre lo spettacolare Ponte HZMB. La durata del viaggio è di circa 45 minuti, ma bisogna aggiungere anche il tempo per raggiungere il porto di Hong Kong, che è vicino all’aeroporto e quindi non in città. Anche qui la frequenza è massima: le partenze si susseguono ogni 5-15 minuti, 24 ore su 24. Il costo è di circa 65-75 dollari di Hong Kong, ovvero 8-9 euro.

Per noi italiani i documenti per effettuare questo trasferimento sono minimi: il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Il visto, che ai tempi del mio viaggio doveva essere rinnovato se lasciavi la Cina continentale, adesso non è più necessario per soggiorni in tutto il territorio (compresi quindi Hong Kong e Macao) fino a 90 giorni. L’unico documento da non perdere è il cosiddetto “slip”, un tagliando di sbarco che si riceve all’arrivo e bisogna accuratamente conservare fino all’uscita. Ad ogni modo, anche se Macao fa parte della Cina, è una Regione Amministrativa Speciale. Dobbiamo quindi passare i controlli di immigrazione sia in uscita da Hong Kong sia in entrata a Macao.

Cosa vedere a Macao in un giorno

Macao è una città che immediatamente ci fa pentire delle poche ore che le dedichiamo. Fin da subito, infatti, appare come un luogo beato, tranquillo, così lontano dalla frenesia di Hong Kong, così straordinariamente vicino ai ritmi di una città mediterranea. Ed è indiscutibilmente una città dai due volti: da una parte il fascino coloniale portoghese e i numerosi templi cinesi, dall’altra il lusso sfrenato e un po’ kitsch dei suoi numerosi casinò. Ecco dunque un itinerario ottimizzato per vedere il meglio di Macao in un solo giorno.

La cattedrale di San Paolo

La mattina direi di dedicarla senza indugi alla visita del centro storico, tra l’altro Patrimonio UNESCO. Qui l’influenza portoghese è molto evidente. Il cuore pulsante della città è Piazza Senado, con la sua tipica pavimentazione a onde bianche e nere che ricorda alcuni quartieri di Lisbona. Più oltre, salendo verso la collina che domina questa area della città, vale la pena visitare le rovine della cattedrale di San Paolo. Di questa antichissima (XVII secolo), distrutta da un incendio, rimane solo l’imponente e un po’ malinconica facciata in pietra calcarea. Accanto alle rovine sorge l’altro monumento al colonialismo europeo, ovvero la Fortezza di San Paolo del Monte, che offre una vista panoramica spettacolare su tutta la città e sul contrasto tra i vecchi quartieri e i nuovi grattecieli.

Il panorama che si scorge dalla Torre di Macao

Il pomeriggio direi di spostarci verso sud e iniziare a visitare le zone più moderne della città. La prima attrazione da non perdere è la Torre di Macao. Alta 338 metri, elegante e slanciata, è l’ideale per godersi la vista della città a 360 gradi. Inoltre, per i più coraggiosi, è possibile percorrere l’anello più elevato il cui pavimento è in plastica trasparente: sembra di camminare sul vuoto sottostante e posso confermare che non è del tutto piacevole, anche per chi non soffre di vertigini. Siamo contesi tra due forze contrastanti: da una parte la parte razionale di noi, che ci assicura che non c’è pericolo, che si tratta solo di una illusione; dall’altra la parte istintiva, che ci fa esitare ad ogni passo che facciamo. Una esperienza da non perdere.

Più in basso, magari per pranzo, è il caso di addentrarsi all’interno della Vila da Taipa, un quartiere molto pittoresco con le sue stradine colorate, i piccoli negozi e i templi che sorgono come funghi un po’ dappertutto. E’ il posto perfetto dove assaggiare un po’ di street food locale. Il dolce più popolare è quello che viene chiamato Egg Tart. Si tratta della versione orientale della pasteis de nata, la crostatina portoghese, caratterizzata da una sfoglia croccante e burrosa ripiena di una crema pasticcera densa, solitamente aromatizzata con limone e cannella. A Macao, ma anche in tutta la Cina, si può trovare agevolmente anche nei KFC store.

Un canale del Venetian

Siamo arrivati alla sera; non resta altro che dare un’occhiata alla zona di Cotai, dove si concentrano i mega-resort con i loro casinò annessi. Il primo dei quali, da non farsi assolutamente mancare, è sicuramente il Venetian Macao, la ricostruzione piuttosto azzardata ma allo stesso tempo spettacolare dei canali di Venezia con tanto di gondole e cielo artificiale. Vale la pena farci un salto, anche se non amiamo il gioco d’azzardo. In alcuni punti sembra davvero di trovarsi nella città lagunare; con la differenza che ogni edificio, dal più picolo al più maestoso, è in realtà un negozio di beni di lusso. A tratti, alcuni cantanti lirici, di evidente provenienza anglosassone, si esibiscono sui ponti cantando arie tratte dalle grandi opere italiane. E sono tutti rigorosamente abbigliati con vestiti e acconciature del XVIII secolo, parrucconi compresi.

Un consiglio utile: dai grandi casinò partono navette gratuite per i terminal dei traghetti. Sono un ottimo modo di risparmiare sui trasporti.

0 👍 0 👎

Lascia un commento