Viaggio ai tropici: i medicinali (essenziali o meno) da mettere in valigia

Fra tutte le preoccupazioni che sorgono al momento di intraprendere un viaggio all’estero, la più assillante è certamente quella che riguarda la salute. E di conseguenza, quali medicinali mettere in valigia e quali lasciare a casa sperando che siano comunque disponibili una volta giunti a destinazione. Non è un problema di poco conto. Non solo dobbiamo includere tutti i medicinali che prendiamo regolarmente per curare le nostre patologie croniche (pressione, cuore, colesterolo, tiroide, ecc.), ma a questi dobbiamo aggiungere una quota variabile – a seconda della destinazione – di farmaci da utilizzare solo in caso di emergenza.

E’ quindi buona regola stilare una lista di prodotti che, all’occorrenza, potrebbero esserci utili in viaggio. Di seguito propongo un campionario di medicinali base da infilare in valigia, meglio nel bagaglio a mano, per affrontare con maggiore sicurezza l’eventualità di una malattia improvvisa. Con l’augurio di non utilizzarli mai, naturalmente. Lo schema che propongo è strutturato per patologie: sarà pertanto più semplice poter consultare la sezione che interessa a seconda della meta di viaggio scelta. Proporrò per primo il principio attivo e solo tra parentesi il brand del farmaco più diffuso e/o conosciuto in commercio. Ovviamene, si tratta solo di indicazioni generiche e “di servizio”: ogni medicinale dovrà sempre essere concordato preventivamente con il proprio medico curante.

Disturbi gastrointestinali

Chiunque sia stato ai tropici conosce perfettamente il problema. Ci sono luoghi in cui è praticamente impossibile evitare un problema di stomaco o una intossicazione da cibo. Quei terribili momenti in cui soffri per i dolori al ventre o sei costretto a correre in bagno per la diarrea rimangono indelebili nei ricordi di viaggio perché sono in grado di rovinare l’intera vacanza. Per cui sarebbe saggio porre subito rimedio, magari con una terapia d’urto, violentissima, che riduca al minimo quantomeno i disagi, se non proprio la sofferenza.

I farmaci da prendere in considerazione sono di due tipi: per la prevenzione e per la cura. Senza dimenticare, ovviamente, la raccomandazione più utile di tutte: rispettare rigorosamente le norme igienico-alimentari, evitando di assumenre liquidi e cibo sospetti. La prevenzione inizia prima – a volte molto prima – che inizi il viaggio. Richiede l’assunzione di probiotici, gli unici in grado di mantenere inalterata la flora batterica che, in definitiva, è la barriera più efficace all’azione di virus e batteri. Quanto ai medicinali che servono a curare il malanno, una volta che insorge, il trattamento base potrebbe limitarsi all’utilizzo di loperamide (Imodium, Dissenten) che non cura la malattia ma ne attenua notevolmente i sintomi (e le consguenze). Questo farmaco “di emergenza” deve essere accompagnato necessariamente dall’assunzione di liquidi con sali reidratanti, almeno un litro al giorno. In caso di febbre e vomito, accompagnati da crampi alla base dello stomaco, allora è opportuno ricorrere subito a una terapia più robusta a base di antibiotici, come la Rifaximina (Normix).

Per nausea e vomito, il trattamento è praticamente ridotto al principio attivo del metoclopramide (Plasil), che migliora la motilità gastrointestinale e riduce il riflusso.

Infezioni respiratorie

Sembra ipossibile, ma incorrere in una malattia del tratto respiratorio (raffreddore, tosse, influenza), ai tropici, è più frequente di quanto si pensi. Molte sono le cause: la prima, almeno per la mia esperienza, è l’uso eccessivo dell’aria condizionata. Che in alcune zone del mondo viene tenuta a livelli da Circolo polare artico. Una infreddatura, quindi, è quasi nell’ordine delle cose. Per questo tipo di patologie i farmaci più efficaci sono antipiretici (tachipirina, aspirina) e analgesici (ibuprofene, codeina). I primi agiscono sulla febbre e sui dolori influenzali. I secondi sono essenzialmente degli antidolorifici, quindi alleviano il dolore ma non agiscono sulla malattia. Queste categorie di medicinali si possono facilmente trovare anche in loco e quindi non è necessario includerli nella dotazione iniziale. Inoltre, sarà bene avere sempre a portata di mano anche un decongestionante nasale, ma in questo caso consiglio di acquistarlo preventivamente in Italia, perché all’estero, specie in alcune nazioni della fascia tropicale, i prodotti per liberare le vie nasali sono praticamente sconosciuti.

Irritazioni e allergie

Altra preoccupazione cronica di noi viaggiatori: beccarsi qualche brutta irritazione, dovuta al sole, alla sabbia, agli agenti atmosferici, o una infezione cutanea a causa di una ferita, oppure incorrere in uno sfogo allergico per colpa di una puntura di un insetto. Tutte situazioni in grado di metterci al tappeto e costringerci, nei casi più gravi, a ricorrere al servizio sanitario locale. Le infezioni cutanee sono sicuramente in cima alla classifica delle malattie tropicali più comuni. Ma per esse esistono rimedi piuttosto efficaci, costituiti essenzialmente dalle pomate antibiotiche (con o senza cortisone) e antimicotiche. Le prime (Streptosil, Connettivina) sono utilizzate per trattare le infezioni batteriche cutanee, le ferite, le abrasioni e le piccole ustioni. Pur essendo farmaci molto comuni nelle farmacie dell’Asia (basta mostrare il problema al farmacista per ottenere il medicinale più idoneo), consiglio tuttavia di portarsi dietro un flacone dall’Italia, in modo da averlo subito a disposizione quando serve.

Gli antimicotici sono farmaci che alleviano le irritazioni e i pruriti causati dai funghi. Esistendo una varietà quasi sconfinata di funghi, a seconda della zona cutanea colpita (pelle, ughie, pieghe cutanee, genitali, ecc.); consiglio di ricorrere alle farmacie locali per ottenere il farmaco più giusto. Per chi volesse invece portarsi dietro il proprio medicinale di fiducia, il Canesten o il Nizoral sono i farmaci da banco più popolari.

Discorso diverso per i farmaci che contrastano le allergie, ovvero gli antistaminici. Qui la prescrizione medica è obbligatoria, sia in Italia che all’estero, e quindi sarà bene averne uno confezione in valigia per ogni evenienza. I più comuni antistaminici sono la cetirizina (Zirtec), usata per rinite allergica e orticaria; la loratadina (Clarityn), efficace per le le allergie stagionali senza causare sedazione; la fexofenadina (Fexallegra), molto potente per i sintomi respiratori e cutanei. Per le punture causate da insetti, si ricorre principalmente a farmaci per uso topico e farmaci orali. I primi sono praticamente pomate, creme e gel come la prometazina (Reactifargan), il dimetindene maleato (Fenistil Gel) e la desclorfeniramina (Polaramin Crema). Sono tutti efficaci per agire rapidamente contro qualsiasi irritazione cutanea e i suoi effetti (prurito, gonfiore). Nei casi più gravi la terapia va associata anche all’assunzione di antistaminici orali come il Zirtec.

Mal di mare, mal d’aereo, mal d’auto

I fastidi derivanti dai lunghi trasferimenti sono spesso considerati il male minore di un viaggio in terre lontane. Eppure sono in grado di rovinare la vacanza come e più di altre patologie ben più gravi. Pensiamo soltanto all’eventualità di doversi sottoporre all’insopportabile sofferenza causata dal mal di mare, magari proprio durante una traversata che richiede molte ore di navigazione. Perché soffrire, dunque? Il rimedio per azzerare la cinetosi c’è, ed è piuttosto semplice da trovare in commercio: il dimenidrinato (Xamamina), efficacissimo contro nausea e vomito, a condizione di essere assunto prima del viaggio. Sono meno efficaci, ma utili per brevi spostamenti, anche prodotti come gomme da masticare (Travelgum) o cerotti alla scopolamina (Scopoderm TTS). Questi prodotti possono però causare sonnolenza e altri effetti collaterali.

Insonnia, jet leg

Il mal da fuso orario (jet leg) è un disturbo temporaneo del sonno e del ritmo circadiano causato da rapidi viaggi aerei attraverso più fusi orari. E’ più marcato quando si viaggia verso Est rispetto a quando si va ad Ovest. Questo trasferimento disallinea l’orologio biologico dall’ambiente e produce quindi insonnia, stanchezza diurna, irritabilità e perfino disturbi digestivi. Come rimediare? C’è poco da fare, se perdiamo il ritmo del sonno rischiamo di compromettere i primi giorni di viaggio, e quindi l’unico consiglio che mi sento di dare è quello di ricorrere a un sonnifero, da concordare naturalmente con il proprio medico curante.

L’assunzione di Melatonina, da più parti indicata come efficace, secondo me serve a poco, e comunque nel mio caso non ha prodotto gli effetti desiderati. Anche rimedi “naturali” come spostare gradualmente gli orari di sonno e pasti verso quelli della destinazione, sono piuttosto stravaganti, dato che non possiamo certo andare a dormire alle 4 del mattino se prevediamo di fare un viaggio in Corea. Più efficace, sebbene di poco, la pratica di allungare il più possibile il periodo di veglia, una volta giunti a destinazione, cercando di non dormire finché non arriva la sera. Ad ogni modo, il recupero è mediamente rapido: basta un giorno, massimo due, per ritrovarsi perfettamente sincronizzati con il ritmo giorno/notte del paese che stiamo visitando.

 

 

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