Per entrare in Indonesia occorre un visto. Ebbene, ci sono due modi per ottenerlo: o direttamente all’arrivo (VOA, Visa On Arrival), appena sbarcati dall’aereo; oppure online (e-VOA, electronic Visa On Arrival). In questo articolo mi occupo delle procedure per ottenere il visto online, quello che (sulla carta) evita gran parte dei ritardi e delle file che si incontrano alla dogana. Questo strumento rivela quasi subito una procedura piuttosto articolata, contorta e a volte un tantino illogica, tanto da indurre più di una volta all’errore o a dolorosi ripensamenti. Cercherò pertanto di evidenziare i punti deboli di tutto il percorso in modo che il lettore possa riconoscerli immediatamente e superarli senza dover arrovellarsi il cervello inutilmente.

Ma andiamo per ordine. Il sito di riferimento (l’unico ufficiale, ce ne sono molti altri ma applicano delle commissioni finali piuttosto salate) è questo: https://evisa.imigrasi.go.id/. Ma prima di iniziare (cliccando sul pulsante giallo “Apply”) è bene sapere che occorre disporre di alcuni file da allegare al momento opportuno. Questi file sono:
- la foto del passaporto, ovvero della pagina principale, quella con la nostra foto e i dati di rilascio e scadenza;
- una immagine tipo fototessera di noi stessi, possibilmente a mezzo busto con sfondo chiaro;
- il pdf della prenotazione del volo di uscita dal paese.
La prima schermata è un modulo a step successivi. Di seguito i campi e come riempirli:
- Passport/Country/Region: scegliere ITALY.
- The main purpose of my visit to Indonesia is: scegliere General, Family, or Social.
- The sub purpose of my visit to Indonesia is: scegliere Tourism, Family visit, and Transit.
- I want to explore & choose a visa: scegliere la prima opzione, ovvero B1 – Tourist (Visa on Arrival):
- I am planning to stay: non c’è altra scelta che 30 Days.
A questo punto spunta in fondo un box con il riassunto delle scelte effettuate e il pulsante “Detail & Apply”.

La pagina successiva, preceduta da due pop-up di informazioni varie, è quella in cui bisogna inserire i dati e gli allegati appena creati. Quindi l’immagine del passaporto e quella formato fototessera. Niente di particolarmente complicato, a patto di seguire tutte le indicazioni descritte a lato. La pagina seguente richiede alcune informazioni più dettagliate. E qui bisogna fare attenzione a quelle che a prima vista sembrano delle domande poco chiare. Come per esempio la sezione “Personal Information“, dove chiede il “Place of Birth“. Non si tratta della nazionalità, ovviamente, ma del comune di nascita. Esattamente come è riportato, dunque, nel passaporto alla voce: “Luogo di nascita”.
Secondo momento di incertezza. Nella sezione “Main document“, ci chiede il biglietto aereo di uscita dal paese. Nel linguaggio dei moduli d’immigrazione, la voce “Main document” (o “Return / Onward Ticket”) si riferisce alla conferma della prenotazione rilasciata dalla compagnia aerea o dall’agenzia di viaggio, non al Boarding Pass (la carta d’imbarco), che ovviamente viene emessa solo al momento del check-in poche ore prima del volo. E’ qui che dobbiamo allegare il pdf del biglietto di prenotazione del volo che ci condurrà fuori dal paese, qualsiasi sia la destinazione finale.
La voce successiva (“Support document“) manca dell’asterisco, quindi non è obbligatoria e possiamo saltarla beatamente. Arriviamo quindi alla pagina finale, quella della conferma dei dati inseriti prima del pagamento finale. Il campo a cui dobbiamo fare attenzione, perché evidentemente affetto da un bug, è la voce “Date of Issue” relativa alla sezione della verifica del passaporto. La data di rilascio è impostata automaticamente sul giorno in cui si fa il visto, ma attenzione, è un errore! La voce Date of Issue (Data di rilascio) del passaporto è un dato identificativo fondamentale: deve coincidere in modo esatto con la data stampata sul nostro passaporto fisico.
Cosa succede? Si tratta evidentemente di un errore di lettura automatica (OCR) che non riesce a scansionare in modo corretto la parte del passaporto in cui è indicata la data di rilascio. Pertanto, è importante modificare il campo e selezionare la data manualmente. Se lasciamo la data sbagliata la richiesta del visto potrebbe essere rifiutata oppure il sistema di controllo automatico degli e-Gate dell’aerorporto di arrivo scarterà il visto perché i dati digitali non corrispondono alla banda magnetica presente sul passaporto.
Ma il momento più inquietante arriva proprio al momento di pagare. Appare una schermata riassuntiva in cui vediamo una tabella in cui l’unica riga compilata è quella relativa al visto appena creato. Sotto, appaiono due pulsanti: Submit e Indietro, ma non bisogna cliccare sul primo pulsante – operazione che sarebbe la più logica – perché si va ad una pagina con l’ennesimo modulo di verifica dei dati e nessun modo di poter tornare indietro – a parte la freccia indietro del browser. Il link da cliccare è quello relativo al numero d’ordine del visto, ma posso assicurare che non è per nulla intuitivo capire che quel testo sia un link interattivo. E se questo è comunque individuabile sul pc, dove ti viene in soccorso il mouse, che cambia aspetto quando lo avvicini ad un link, figuriamoci cosa succede a chi utilizza invece un cellulare, dove non esiste alcuna informazione al di là del tocco.

Ad ogni modo, una volta cliccato il link sopra si arriva ad una pagina ancora più strana, la cui parte iniziale è quella che si vede nell’immagine sopra. Il nostro visto appare in “Bozza” e non ci sono altre informazioni che chiariscano in che stadio siamo e come pagare. La pagina è una ulteriore richiesta di verifiche che a questo punto iniziano a spazientire anche un santo. Ebbene, non starò a raccontare tutti i passaggi e le prove che ho effettuato per capire cosa dovevo fare. Fornirò semplicemente la soluzione del mistero.
Il pulsante Submit attiva una procedura di autenticazione con invio di un codice di 5 cifre/lettere sulla mail indicata in fase di compilazione. E’ il modo in cui il sistema capisce che siamo umani davvero. Una volta completata l’autenticazione, bisogna semplicemente cliccare indietro utilizzando l’apposita freccia del proprio browser. Si torna quindi alla pagina con la tabella ma questa volta – miracolo! – il pulsantone con “Draft” è diventato un pulsante blu con la scritta “Awaiting Payment“, questa volta cliccabile. Si giunge infine alla pagina del pagamento, che mostra in fondo un blocco con un counter che ti avverte che hai 6 ore di tempo prima che la procedura vada in standby e tu sia costretto a ricominciare tutto da capo. A fine pagina, finalmente, ecco l’agognato pulsante di pagamento, che elenca tutte le carte di credito accettate. Non è previsto il pagamento tramite PayPal.
Infine, una volta completato il pagamento, l’unico modo di entrare in possesso dell’agognato visto è quello di andarlo a cercare nella posta elettronica. Il sito non fornisce alcun link ad un’area download.