L’incredibile storia del Taj Mahal Palace di Mumbai

Gli indiani lo definiscono un po’ esageratamente: “hotel a 7 stelle”. Non ho idea se esiste una classificazione alberghiera che giunga a toccare le 7 stelle; quello che so è che il Taj Mahal Palace di Mumbai è uno degli alberghi più celebri del mondo, e non solo per la sua imponente architettura in stile “indo-saraceno”. E’ la sua storia che lo ha reso così celebre, soprattutto quella recente, trasformandolo – per chi può permetterselo – in un luogo in cui alloggiare a tutti i costi, e per tutti gli altri (come me) in una meta di viaggio imperdibile.

Il Taj Mahal Palace è indubbiamente un hotel di lusso. E’ stato costruito alla fine del XIX secolo da Jamesetji Nusserwanji Tata, in seguito fondatore del gruppo automobilistico Tata e autorevole rappresentante della comunità Parsi in India. La leggenda racconta che Tata pensò di costruire un hotel tutto suo dopo che gli fu negato l’ingresso al Watson’s Hotel, allora riservato esclusivamente agli europei. La costruzione iniziò nel 1898 e si concluse nel 1903. Il progetto architettonico si ispirò a quello che viene definito “stile indo-saraceno”:  una architettura che combina cupole, archi, minareti e intricate decorazioni, attingendo a piene mani alle tradizioni europea, indiana e islamica. Un altro edificio simile è la Victoria Station, sempre a Mumbai.

Il Taj Mahal Palace fu il primo edificio commerciale di Mumbai ad essere illuminato dall’elettricità; inoltre, offriva servizi all’avanguardia come gli ascensori elettrici, lavanderie a vapore e medico residente. L’hotel è divenuto in breve un punto di riferimento per l’elite di tutto il mondo. Ha ospitato infatti capi di stato, celebrità dello sport e dello spettacolo, personaggi illustri di ogni parte del globo. Ma soprattutto, l’hotel è divenuto fin da subito un simbolo di Mumbai, riconoscibile quanto la Gate of India – e forse di più.

Il Taj Mahal Palace oggi

L’albergo sorge proprio di fronte alla Porta dell’India. In realtà, la struttura è divisa in due blocchi: uno, quello originale, riconoscibile per lo stile pomposo e un tantino datato, si erge alla sinistra; l’altro, la Taj Mahal Tower, è un edificio moderno piuttosto bruttino dove, a quanto mi hanno riferito, vengono praticate tariffe sensibilmente più basse. L’ingresso al Taj Mahal Palace è libero, non è necessario essere per forza ospiti della struttura per entrarci: si supera una ampia porta circolare a scorrimento e ci si trova subito in un ambiente vasto, elegante, raffinato come pochi. Ci sono un paio di bar, disponibili per chiunque ma a prezzi eccessivi, e alcuni negozi di abbigliamento e gioielli. Da questa grande sala si dipanano vari corridoi che raggiungono le zone più interne, anch’esse accessibili, con ristoranti, piccoli bar, sale lettura.

Visti i prezzi delle consumazioni, l’unica occupazione che ti resta è quella di osservare che tipo di fauna umana frequenta posti del genere. E devo dire che gli spunti interessanti abbondano. Ci si aspetta infatti di incontrare nababbi arabi con stuoli di mogli velate; oppure milionari texani con tanto di cappello da cow boy. In effetti, niente di tutto questo. Gli ospiti del Taj Mahal Palace sono in gran parte benestanti indiani ed europei. Che non sfoggiano i simboli che comunemente siamo abituati ad accostare alla ricchezza: abiti firmati, accessori di lusso, orologi costosissimi… o meglio, qualcuno lo fa, ma la maggior parte di loro sembra preferire un profilo basso, discreto, appena sopra la media del turismo internazionale. Il contrasto è più evidente per gli indiani, ovviamente, perché esiste oggettivamente una notevole differenza tra gli individui che circolano fuori dall’albergo e quelli che ci alloggiano. Ho avuto l’impressione – ed è una opinione personale e nulla più – che l’indiano ricco, mediamente, tende a sfoggiare la propria ricchezza di più rispetto a qualsiasi altro turista, specie in ambienti eleganti e costosi.

I prezzi del Taj Mahal Palace, sorprendentemente, non sono da “hotel a 7 stelle”, no davvero. Da un rapido sondaggio su booking.com, ho scoperto che una notte in una camera base con prima colazione inclusa costa mediamente tra 200 e 250 euro, a seconda della disposizione della camera. Non proprio un prezzo da nababbi, mi pare. Ho visto di peggio, in giro per il mondo, e in località ben più anonime di questa.

Gli attentati del 2008

La vicenda storica di questo hotel ha conosciuto il suo risvolto tragico nel 2008. Il 26 novembre l’hotel divenne uno dei bersagli principali di una serie coordinata di attacchi terroristici che sconvolsero Mumbai. Un gruppo di terroristi islamici pakistani colpì simultaneamente 10 luoghi diversi della città, causando un bilancio devastante di vittime e feriti. Il Taj Mahal Palace fu sicuramente il principale obiettivo dell’attacco. Ad esso furono destinati un numero elevato di attentatori, che lo assediarono per ben tre giorni, tenendo in ostaggio centinaia di ospiti e personale dell’hotel e uccidendone molti altri.

All’interno dell’hotel si scatenò una battaglia campale tra i terroristi e le forze di sicurezza indiane, durata circa 60 ore. Molti ospiti e membri del personale dell’hotel, inclusi cuochi e camerieri, dimostrarono un coraggio straordinario, rischiando la propria vita per salvare gli altri. Alla fine dell’assedio, il 29 novembre, le forze di sicurezza riuscirono a neutralizzare gli ultimi terroristi asserragliati nell’hotel. Il bilancio complessivo degli attacchi a Mumbai fu di almeno 174 morti, inclusi 20 membri delle forze di sicurezza e 26 cittadini stranieri, e oltre 300 feriti. Il Taj Mahal Palace subì danni ingenti, soprattutto nella sua ala storica. Le immagini delle fiamme che avvolgevano la cupola storica dell’hotel fecero il giro del mondo.

Su questo tragico evento è stato realizzato un film anglo-indiano con Dev Patel come protagonista. Il titolo in italiano è: “Attacco a Mumbai – una vera storia di coraggio“, e io consiglio di vederlo.

Gli attentati del 2008 furono un evento traumatico per l’India e per il Taj Mahal Palace. Tuttavia, l’hotel divenne anche un simbolo di resilienza. La sua ricostruzione e riapertura furono rapide e determinate, a testimonianza della volontà di Mumbai di non cedere al terrore. Il Taj Mahal Palace è stato restaurato meticolosamente, ripristinando il suo antico splendore e rafforzando al contempo le misure di sicurezza. Oggi, continua a essere uno degli hotel più prestigiosi e un monumento alla storia e allo spirito indomito di Mumbai.

 

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