La guerra di Corea e le sue conseguenze oggi

Può sembrare un’esagerazione, ma la Corea del Sud è probabilmente uno dei posti più pericolosi al mondo. E non mi riferisco a pericolosità sociale (rapine, violenze, criminalità organizzata) o naturale (terremoti, uragani, ecc.) ma ad un aspetto a cui ben pochi prestano attenzione: la situazione di stallo nelle relazioni tra Corea del Nord e Corea del Sud. A tutt’oggi, in effetti, fra le due nazioni non esiste altro che un precario armistizio, che perdura dal lontano 1953, e non si è mai tramutato in un trattato di pace o quantomeno in una pacifica convivenza.

Un armistizio è solo una tregua armata in attesa di sviluppi, sia positivi (trattato di pace) sia negativi (ripresa delle ostilità). Nel caso delle due Coree, si può escludere senz’altro la prima ipotesi, data la crescente aggressività del vicino del nord, che negli ultimi anni è divenuto anche una potenza nucleare a tutti gli effetti. Di conseguenza, nulla vieta ai due contendenti di riprendere le ostilità in qualsiasi momento, senza dover dichiarare niente a nessuno, ricominciando da dove tutto si era fermato, ovvero dalla linea di confine del trentottesimo parallelo.

Naturalmente, quando parlo di possibile aggressione, mi riferisco alla Corea del Nord. Che non ha mai nascosto la volontà di riprendere la guerra per unificare la penisola sotto una unica nazione, preferibilmente a guida comunista. E che nel corso degli ultimi anni ha dato chiari segnali di tale aspirazione accrescendo il suo arsenale nucleare e moltiplicando i test missilistici.

In effetti, l’aggressione del nord del 1950 non fu altro che un tentativo di unificare il paese dopo decenni di dominio coloniale giapponese. Più o meno ciò che stava avvenendo in Vietnam a danno dei francesi e in altre parti del mondo. Un tentativo che sembrò sul punto di realizzarsi quando le truppe del nord (aiutate dai sovietici) riuscirono a occupare Seul e gran parte della Corea del Sud. Ma subito si scatenò la prevedibile reazione americana. Che, forte di un legittimo mandato ONU, passò al contrattacco e in pochi mesi riuscì a respingere gli aggressori ben oltre l’originaria linea di confine. A quel punto intervenne pure la Cina, preoccupata che il crollo dell’esercito nord coreano portasse ad una unificazione della penisola sotto tutt’altra bandiera, e la guerra si risolse in uno stallo. Nel 1953 fu firmato l’armistizio e definita la nuova linea di confine, il 38° parallelo, che oggi viene chiamata eufemisticamente la DMZ (zona demilitarizzata), anche se pare sia il luogo più armato al mondo.

Ebbene, se non è pericoloso tutto questo, non vedo come definire il pericolo altrimenti! Vediamo lo scenario che molti analisti militari temono: Seul è praticamente a tiro non solo dei missili a corto raggio, ma perfino delle batterie di artiglieria più vicine. Anche se la Corea del Sud può vantare una difesa formidabile, in gran parte fornita dagli Stati Uniti, le sue dimensioni e la vicinanza delle principali città alla linea di confine non la mettono al riparo da una possibile aggressione. Se il vicino del nord dovesse lanciare un massiccio attacco missilistico nucleare, sarebbe davvero la resa dei conti definitiva. Certo, bisogna ammettere che nel caso la reazione statunitense sarebbe immediata e – probabilmente – ben più feroce… ma questo non aiuta a risollevare il morale, come è ovvio.

Con questo non voglio assolutamente scoraggiare la visita di questo meraviglioso paese. La Corea del Sud è una meta imperdibile e assolutamente sicura ed è tenacemente ancorata ai valori di libertà e democrazia dell’Occidente. Nondimeno, vive in un presente sospeso, precario, pieno di incognite, ostaggio del passato, che potrebbe cambiare da un momento all’altro. E’ questa la nuda e cruda realtà. Il fatto che esista un vicino isterico e bizzoso, totalmente in mano ad un ristretto clan di fanatici, che non perde occasione di diffondere messaggi inquietanti tramite lanci missilistici e dimostrazioni di forza, è un dato di fatto. Che non saranno le futilità del K-pop o le serie tv a far dimenticare…

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