Il K-Eta (Korea Electronic Travel Authorization) è un documento che rilascia un’autorizzazione ad entrare in Corea del Sud per motivi di turismo e non oltre i 90 giorni di permanenza. Si compila tramite una semplice registrazione online, previo pagamento del relativo obolo, naturalmente. E’ un sistema piuttosto in voga, negli ultimi anni, adottato da molti paesi in alternativa al visto vero e proprio, in grado di snellire notevolmente le procedure di ingresso nel paese di applicazione.
In Corea del Sud il K-Eta è stato abolito – per i cittadini di alcune nazioni, tra cui l’Italia – dopo la pandemia di Covid19 del 2020. Il motivo? Per rilanciare il turismo, messo in ginocchio da 3 anni di magra. L’originale esenzione prevedeva un termine a dicembre 2024, ma è stata prorogata fino al 31 dicembre 2025. Di conseguenza, non è necessario compilare online il K-Eta per entrare in Corea del Sud. E’ sufficiente il passaporto in corso di validità. Tuttavia, se non ci sono ripensamenti dell’ultimo minuto, dal 1 gennaio 2026 si tornerà a richiedere il K-Eta anche per i turisti italiani.
Ma conviene comunque registrarsi online tramite K-Eta, anche se non è obbligatorio? Una ragione per farlo in effetti c’è. Il K-Eta, come tutti gli altri visti elettronici, evita di compilare la famigerata carta di ingresso non appena messo piede in Corea. Chiunque abbia viaggiato, conosce perfettamente il problema. La carta di ingresso è un documento, spesso ridotto ad un cartoncino piccolo e poco leggibile, che bisogna riempire, in ogni sua parte, e consegnare in doppia copia alla dogana di ingresso. Viene generalmene distribuito in aereo, in prossimità dell’arrivo, e a seconda del paese di destinazione, chiede di rispondere a una serie di domande tra le più varie e – spesso – imbarazzanti. Come: che lavoro fai? Qual è il tuo reddito annuo? Il numero del volo di andata e ritorno…
Compilare questo documento senza fare errori è un’impresa. Non hai mai sotto mano le informazioni che ti richiedono (tipo: l’indirizzo del primo albergo), oppure non possiedi una penna per compilarlo (a me è successo almeno due volte). Fatto sta che spesso sei costretto a richiederne un altro intonso e a compilarlo una volta atterrati, con calma, magari perdendoci qualche minuto in più.
Tutto questo può giustificare la richiesta di un K-Eta online (che in pratica sostituisce la carta d’ingresso), ma al costo di 10 dollari? Penso di no. Mi porterò una penna, costa meno.